Roma, la Raggi chiude 30 nasoni al giorno: quanto risparmia

04 luglio 2017 ore 15:35, Gianfranco Librandi
Da ieri 3 luglio, per contrastare gli effetti della siccità in corso a Roma, Acea ha comunicato alla sindaca Virginia Raggi la prossima chiusura temporanea delle fontanelle, denominate comunemente ‘nasoni’. Quindi non è del tutto corretto affermare che il sindaco di Roma abbia ordinato la chiusura dei mitici ‘nasoni’ romani, piuttosto è utile ricordare che il sindaco della capitale può non fare eseguire la chiusura. 
Tuttavia è bene ricordare che almeno 85 fontanelle non saranno chiuse. È stata Acea a decidere e Acea ha anche il potere di chiudere l’erogazione. Il provvedimento si è reso necessario, dicono,per salvare il lago di Bracciano. In realtà il provvedimento segue alla necessità di porre rimedio alle numerose perdine nelle condotte di acqua potabile della città che da decenni devono essere riparate ma che ora diventano urgenti nonostante l’ondata eccezionale di caldo e il difficile rapporto dei romani con l’amministrazione comunale attuale.
Roma, la Raggi chiude 30 nasoni al giorno: quanto risparmia
La lettera di Saccani alla Raggi - “Illustrissima signora sindaca, stante l’eccezionale situazione di siccità che interessa oramai da molti mesi l’intero territorio gestito da Acea Ato 2, al pari di altre numerose regioni italiane, con la conseguente significativa riduzione della disponibilità delle principali fonti di approvvigionamento utilizzate per il soddisfacimento del fabbisogno idropotabile della popolazione servita, considerata altresì la necessità di contenere il più possibile il prelievo dal lago di Bracciano. Le comunico l’intenzione di attuare a decorrere dalla prossima settimana la chiusura temporanea e graduale di parte delle circa 2.800 fontanelle pubbliche presenti sul territorio di Roma Capitale”. Prosegue il testo della lettera, “Restano certamente escluse dalla chiusura tutte le fontanelle pubbliche utilizzate dall’Asl e dalla scrivente società per i campionamenti necessari al controllo della potabilità dell’acqua erogata, nonché altre fontanelle in numero compatibile con l’obiettivo di una drastica riduzione delle portate erogate, che l’Amministrazione comunale vorrà eventualmente segnalarci”.
Acea in realtà, chiude le storiche fontanelle per ottemperare adeguati interventi interventi di riparazione alle tubature e scongiurare ulteriori perdite di acqua.
Comunque, da ieri è partita la procedura di chiusura di 30 nasoni al giorno sul totale di 2500. La chiusura però sarà non solo temporanea e "a tranche", ma terrà fuori le fontane più "battute" da romani e turisti in vacanza. 
Mentre la chiusura dei nasoni non piace a tutti. Il Codacons arriva a parlare di interruzione di pubblico servizio. "Le conseguenze per gli utenti saranno tutte negative - attacca il presidente Carlo Rienzi - La chiusura delle fontanelle costringerà turisti e cittadini ad acquistare l'acqua in bar ed esercizi commerciali, con danni economici evidenti e sicure speculazioni. I nasoni rappresentano solo l'1% dello spreco di acqua a Roma, contro il 50% delle falle nelle tubature". 
Contrari al provvedimento anche Piergiorgio Benvenuti di Ecoitaliasolidale: "Decidere di chiudere i nasoni di Roma sposta il problema ma non lo risolve. I numeri parlano chiaro: la reale criticità è il fenomeno della dispersione che raggiunge circa il 45% delle perdite mentre le fontanelle diffondono appena l’1,1% dell’acqua messa in rete dall’Acea. I nasoni, oltre a rappresentare un pezzo della storia e tradizione cittadina, costituiscono senza dubbio un refrigerio per chi vuole dissetarsi in strada, in primis per i senzatetto, ma anche per gli animali e l’ipotesi di una loro chiusura sarebbe  - in un certo senso - il venir meno di un servizio sociale". Senza contare "un incremento esponenziale di inquinamento da bottiglie in plastica". 
Intanto da giovedì è previsto il ritorno del caldo torrido e ci sarà anche lo sciopero dei mezzi pubblici, la necessità delle fontanelle diventa un elemento di sopravvvenza.
Al centro e al sud continuerà a fare molto caldo. Le temperature saliranno, pare, oltre la media stagionale: “Vi sarà quindi una nuova intensificazione del caldo, con valori che si riporteranno sopra la norma, diffusamente oltre 32-33°C ma, a partire da giovedì, con punte tra 35°C e 38°C - continuano gli esperti”.
Anche la croce Rossa di Roma si è appellata al sindaco contro la chiusura delle fontanelle  “Con la chiusura dei nasoni prevista a  Roma, si pone un rischio per le persone senza dimora, soprattutto perché siamo in una stagione calda quando c’è bisogno di bere molto e le fontanelle sono spesso una preziosa fonte per queste persone per dissetarsi oltre che per lavarsi. Per questo facciamo appello al sindaco Virginia Raggi affinché vengano riconsiderate altre forme di intervento”. Prosegue la Croce Rossa romana nella nota “Intanto aumenteremo nelle uscite serali e notturne la fornitura di acqua per chi vive per strada. Ma non può essere questa una soluzione. Ci auguriamo che il Sindaco voglia ascoltare il nostro appello e quello delle altre associazioni che già si sono espresse in tal senso”.

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