-1 al maxiprocesso per “Mafia Capitale”, prime condanne con Rito Abbreviato: cos’è e chi sono i richiedenti

04 novembre 2015, Luca Lippi
-1 al maxiprocesso per “Mafia Capitale”, prime condanne con Rito Abbreviato: cos’è e chi sono i richiedenti
A un giorno dall’apertura del maxiprocesso per Mafia Capitale che si celebrerà nell’aula bunker del carcere romano di Rebibbia, ieri si è aperta e conclusa la fase riservata agli imputati e indagati per lo stesso filone di inchiesta che hanno richiesto il rito abbreviato.

Cos’è il rito abbreviato e in cosa differisce dal processo vero e proprio? E’ un rito alternativo (al rito ordinario, ovvero al dibattimento ove la prova è assunta avanti al Giudice in contraddittorio tra le parti, e il Giudice nulla, o quasi, conosce degli atti di indagine contenuti nel fascicolo del Pubblico Ministero). E’ un giudizio che si celebra alla base di quelli che sono i risultati delle indagini preliminari della polizia giudiziaria e che sono confluiti nel fascicolo del Pubblico Ministero. Non ci sono testimoni né dell’accusa né della difesa.

La difesa può argomentare con documenti o per iscritto ma dovrà farlo con un apposito deposito nel fascicolo del Pubblico Ministero prima della richiesta di Rito abbreviato. Il Giudizio si celebra avanti al GIP (giudice unico qualunque sia il reato per il quale si procede) in camera di consiglio (senza la presenza del pubblico, e in procedura del tutto informale). La richiesta di Giudizio abbreviato è un diritto dell’imputato ed è prevista per qualsiasi tipo di reato. L’assoluzione è sempre astrattamente possibile.

In caso di condanna il rito prevede una premialità per l’imputato: ovvero la riduzione di un terzo della pena eventualmente inflitta. La riduzione è “secca” ovvero non può essere né maggiore né minore di un terzo della pena che irrogherebbe il giudice senza riduzione ed è stata pensata dal Legislatore per indurre gli imputati ad evitare processi. Il Giudizio abbreviato deve essere richiesto o durante l’Udienza preliminare, oppure – se questa manca data la natura del reato – nella fase preliminare della prima udienza dibattimentale e, comunque, in sostanza, prima che inizi la celebrazione del processo con il rito ordinario.

Perché un impitato o indagato chiede il rito abbreviato? In linea di massima perché costa molto meno per l’imputato sia in termini di pena sia in termini economici, nel caso specifico, è stato richiesto per evitare esposizione e per non entrare nel dibattimento ordinario che potrebbe provocare (anche incidentalmente) un aggravio di pena al sorgere di circostanze aggravanti. Non ultima per evitare sovraesposizione.

Chi ha richiesto il rito abbreviato fra gli indagati di Mafia capitale?  Emilio Gammuto, ex collaboratore di Salvatore Buzzi, Emanuela Salvatori, ex funzionaria del Comune di Roma e responsabile dell'attuazione del piano nomadi di Castel Romano, Raffaele Bracci e Fabio Gaudenzi, entrambi accostati e fiancheggiatori di uno degli imputati della “cupola” di mafia capitale. A questi si aggiungono Daniele Ozzimo, Massimo Caprari, Paolo Solvi, Gerardo e Tommaso Addeo per i quali deve ancora decidersi la concessione del rito abbreviato.

Le condanne di ieri con Rito Abbreviato: Il giudice unico Criscuolo ha riconosciuto l'aggravante dell'articolo 7 della legge antimafia rispetto alle contestazioni mosse nei confronti di Gammuto condannato a 5 anni e quattro mesi. Questo fatto accoglie di fatto le richieste dei pubblici ministeri Paolo Ielo, Giuseppe Cascini e Luca Tescaroli. Emanuela Salvatori, ex responsabile dell'attuazione del piano nomadi di Castel Romano, dovrà scontare quattro anni di reclusione. Secondo il capo d'imputazione l'ex dipendente del Campidoglio avrebbe favorito un finanziamento di 150 mila euro a una cooperativa della galassia di Buzzi in cambio dell'assunzione della figlia. Sono stati infine condannati Bracci e Gaudenzi, ciascuno a 4 anni di reclusione, con l'accusa di usura per aver imposto a un imprenditore tassi del 120% annui sulla somma da restituire.

Stabiliti i primi “condannati” c’è da chiarire che altri indagti/imputati hanno richiesto il rito abbreviato, ma per questi la concessione del beneficio sarà decisa domani alla prima udienza del processo vero e proprio che vedrà la Prima Udienza nella cittadella Giudiziaria di Piazzale Clodio (tutte le altre saranno celebrate nell’aula bunker di Rebibbia, sono previste 4 udienze al giorno). I residui richiedenti del Rito Abbreviato sono l'ex assessore capitolino alle Politiche abitative Daniele Ozzimo, l'ex consigliere comunale di Centro Democratico, Massimo Caprari, Paolo Solvi, collaboratore dell'ex presidente del municipio di Ostia Andrea Tassone e Gerardo e Tommaso Addeo, collaboratori di Luca Odevaine, ex componente del tavolo di coordinamento per i rifugiati del Viminale arrestato nel corso delle indagini. Per questi la decisione è stata fissata al 26 novembre. 

autore / Luca Lippi
Luca Lippi
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