Marino da Floris si toglie i sassolini dalla scarpa: "Sto riflettendo se ricandidarmi".VIDEO

04 novembre 2015, Americo Mascarucci
Marino da Floris si toglie i sassolini dalla scarpa: 'Sto riflettendo se ricandidarmi'.VIDEO
Ha scelto il programma “diMartedì” condotto da Giovanni Floris su La7 l’ex sindaco di Roma Ignazio Marino per togliersi i sassolini dalla scarpa e soprattutto tirarli in faccia al premier Matteo Renzi. 
Quel Renzi che considera il "killer" della sua amministrazione e che oggi si sarebbe preso Roma attraverso la nomina di un commissario straordinario. 

L’ex sindaco inoltre non esclude l’ipotesi di candidarsi alle primarie del Pd per la scelta del candidato per la Capitale convinto di poterle rivincere come nel 2013. 
Ma intanto contro il Premier sono attacchi al vetriolo soprattutto perché per un anno, secondo quanto riferito da Marino, Renzi avrebbe chiuso ogni contatto con lui lavorando assiduamente per la sua destituzione: 
"Renzi voleva Roma e se l'è presa. E' bulimico di potere. Io sono stato eletto da centinaia di migliaia di persone, Matteo Renzi non è stato eletto. Ho cercato varie volte il premier, si è sempre rifiutato di parlare anche al telefono con me. Il perché lo chieda al presidente del Consiglio – detto rivolto a Floris - Anche quando è scoppiata Mafia capitale non ci siamo mai sentiti. Sul perché non ne ho idea, però penso che sia un fatto grave. Se accadono episodi così drammatici come quello di Mafia Capitale che fra due giorni vedrà alla sbarra politici del Pd e politici della destra che si sono resi colpevoli, almeno secondo quanto dice la Procura, di reati molto gravi, assurdo che il presidente del Consiglio non senta l'esigenza di parlare col sindaco di quella città. Ma vi sembra normale?"
No, forse non è normale, ma Renzi ha ormai abituato a questo ed altro e soprattutto ha stravolto la regola che fino ad oggi ha guidato la politica; quella cioè di provare a difendere i propri rappresentanti istituzionali nei momenti di difficoltà, incoraggiandoli a resistere, anziché spingerli sull’orlo del precipizio e buttarli giù come ha fatto il Pd a Roma. 

E anche contro il suo partito Marino va giù duro:
"In questo momento da quello che si capisce le persone sono piuttosto disgustate e sono anche disgustate di un Pd che invece di un dibattito aperto e trasparente chiude i suoi consiglieri con consiglieri eletti dalla destra in una stanza di un notaio"

E poi infine la minaccia di tornare in campo
Alla domanda se parteciperà o meno alle primarie per la scelta del prossimo candidato sindaco Marino ha risposto:"Sto semplicemente riflettendo e anche recuperando un pò di sonno. Io non ho detto no, ho detto che sto riflettendo. Ad esempio bisogna comprendere quale sarà il passaggio per la candidatura che indicherà Matteo Renzi, perché se ci sarà un passaggio democratico attraverso le primarie io probabilmente valuterò una possibilità del genere". 

Una minaccia che suona sinistra a Via del Nazzareno, perché una posizione del genere Marino l’aveva già assunta rispetto alla decisione di ritirare o meno le dimissioni da sindaco. Aveva lasciato aperta questa eventualità e poi l’ha concretizzata. 

Probabile quindi che alla fine scelga davvero di presentarsi alle primarie per tentare una seconda scalata al Campidoglio che lui non considera affatto impossibile: Potrei vincerle? – dice con riferimento alle primarie - è molto possibile, ma per vincere bisogna partecipare"
Insomma non è affatto detto che Renzi e il Pd si siano liberati definitivamente di lui. 

Ad ogni modo resta sullo sfondo il ruolo giocato dalla Chiesa nella sua defenestrazione da sindaco partendo da quel fatidico “Marino non l’ho invitato io” pronunciato da Papa Francesco durante il viaggio di ritorno dal viaggio apostolico negli Stati Uniti. 

Con il Papa Marino rivela di non aver più parlato da quel momento "ma io sono sicuro – ha detto - che la vita offrirà una nuova possibilità di dialogo e certamente penso che il Santo Padre è una persona straordinaria che sta affrontando in questa epoca argomenti importantissimi”. 
Certo, la vita offrirà sicuramente nuove occasioni di incontro ma intanto il laicissimo Marino, l’uomo che amava dialogare con il cardinale Carlo Maria Martini sui grandi misteri della vita e della fede, non potrà certamente vantare nel suo curriculum, a differenza dei suoi predecessori, rapporti eccellenti e proficui oltretevere, passando invece alla storia come il primo sindaco “smentito” in diretta mondiale da un papa. 

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