Sassaiola contro il Verona? Alla fine pagano tutti, anche i buoni

04 settembre 2013 ore 16:28, intelligo
di Micaela Del Monte.
Sassaiola contro il Verona? Alla fine pagano tutti, anche i buoni
Sassi contro il pullman del Verona e niente più trasferte per i romanisti senza tessera.
È la decisione della Polizia di Roma che, nonostante gli atti “violenti” si siano verificati lontano dallo stadio Olimpico, ha deciso di vietare le trasferte ai tifosi giallorossi privi della tessera del tifoso. I romanisti erano attesi al varco e non hanno mancato l'appuntamento. La sassaiola contro il mezzo veronese ha scatenato nuovamente le polemiche, e seppure la società capitolina non è stata dichiarata oggettivamente responsabile (e non ha quindi subito sanzioni), ci ha rimesso la tifoseria.
La stessa polizia rende noto che “gli elementi di criticità, collegati ad alcune frange più facinorose della tifoseria romanista, saranno oggetto di approfondito esame nella prossima riunione dell'Osservatorio nazionale sulle manifestazioni sportive”, e per questo nel mirino della Questura finisce l'Away Card (quella che permetteva ai tifosi privi della tessera del tifoso di recarsi in trasferta) definita dagli inquirenti come “un sistema per superare la tessera del tifoso e in possesso di numerosi elementi noti come facinorosi”.
I facinorosi, sempre loro. Quelli che con il calcio hanno poco a che fare e che poi puntualmente si trovano a compromettere la reputazione e la libertà dell'intera categoria. Gli stessi che durante l'ultima partita dello scorso campionato contro il Napoli insultarono ripetutamente Balotelli con cori razzisti e che hanno portato alla squalifica della Curva Sud proprio nella partita contro l'Hellas Verona.
E dopo la questura e l'accusa del sindaco di Verona Flavio Tosi arriva anche la condanna del sindaco di Roma Ignazio Marino“Certamente vanno severamente condannati atti come quello che è accaduto a Roma. Aggredire il pullman del Verona, lanciare pietre, rompere un vetro è davvero intollerabile e purtroppo mette un velo opaco su una città ospitale, che accoglie i tantissimi visitatori che giungono sempre con il sorriso''. Marino che poi puntualizza: "Va detto con chiarezza che questi atti non hanno nulla a che vedere con lo sport, nulla a che vedere con una sana e appassionata tifoseria. Sono atti di delinquenti, di persone che devono essere identificate e pagare per atti criminali e pericolosi''.
Parole sante per alcuni. Per questo a pagare non dovrebbero essere più quelli che allo stadio ci vanno per passione e per seguire la propria squadra in modo civile e rispettoso, ma quelli che puntualmente mettono nel guai i veri tifosi, quelli pacifici.
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