Che fine ha fatto Raz Degan dopo l'addio con Paola Barale?

05 aprile 2016 ore 12:39, intelligo
di Anna Paratore

Può anche una sola frase pronunciata in uno spot che dura si e no 90 secondi lanciare una carriera e fare di un giovanotto di belle pretese  “lo sguardo più famoso d’Italia”? Ebbene, la risposta è sì. E’ accaduto nel 1995 a un modello israeliano, fino ad allora un qualsiasi sconosciuto che, all’improvviso, irruppe nelle case degli italiani mentre pubblicizzava un amaro tedesco alle erbe.  Ma andiamo con ordine…

Raz Degan nasce nel 1968 nel kibbutz di Sde Nehemia, in Israele.  Di quel periodo della sua vita, Raz ha parlato anni fa durante un’intervista con Vanity Fair. “Ho avuto la fortuna di essere nato molto prima dell’Intifada, e di essere cresciuto in un kibbutz di sinistra. Non c’era odio nei confronti degli arabi. Immagini di stare in un campeggio: nessuno chiudeva la porta di casa, tutto era in comune, ogni donna era come una mamma, potevi entrare in casa di chiunque, giocare dove ti pareva, non eri mai solo, non avevi paura”. 
Che fine ha fatto Raz Degan dopo l'addio con Paola Barale?
Tutto qui, ci chiediamo? Sicuramente Raz ha dei bei ricordi della sua infanzia, ma essere cresciuto in una comune israeliana nell’epoca più calda delle guerre con l’Egitto, ad esempio, non deve essere stato semplice per nessun bambino, e forse lui questo se lo porta dietro con la notevole riservatezza che l’ha sempre contraddistinto tanto che a cercarle, si trovano davvero poche notizie sulla sua vita privata, a parte qualche briciola che lui stesso ha lasciato dietro di sé, come quando ha raccontato dei suoi genitori, sempre nella stessa intervista su Vanity Fair. “Mia madre è americana. Siccome faceva l’infermiera, era andata in Israele durante la guerra del ’67 per dare una mano. Mio padre era un militare. Si sono incontrati per un attimo. Sono nato per sbaglio”.

Dunque, Raz è il frutto di una fuggevole passione, cresciuto in una comune, con un amore totale per la libertà, per i propri spazi, per una vita fuori dalle regole soprattutto quelle che non si capiscono.  Arriva nel mondo dello spettacolo naturalmente grazie al suo aspetto. Inutile dire che Raz è bellissimo, e che possiede uno sguardo magnetico, e delle espressioni del volto che ti fanno sospirare come quando, dicevamo prima, arriva nelle case degli italiani grazie allo Jägermeister. Lo spot è tutto costruito sulla fisicità di Degan, girato in bianco e nero, col modello che si chiede ossessivamente perché, fino ad allora, non abbia bevuto questo amaro, e conclude ammiccando sornione alla telecamera con una frase che diventa un tormentone: “Perché… sono fatti miei.”  Sembra incredibile che basti tanto poco, ma il successo è travolgente, doppiato l’anno dopo, nel 1996, da un altro spot, quello del bagno schiuma Pino Silvestre. Stavolta, le versioni girate sono due, entrambe che finiscono con la solita frase destinata a diventare tormentone. Nella prima versione, Raz dice: “Questa sera io non mangio carne”, con l’evidente allusione a un possibile incontro sentimentale. Ma forse, per il mercato italiano quelle parole potrebbero risultare troppo “forti” e si scegli di cambiarle in un più equilibrato “Questa sera io non ho fame”. Il successo travolgente si ripete. Così per Raz si aprono le porte del cinema e della televisione. Partecipa a dei camei per produzioni americane come  il film Prêt-à-Porter (1994), regia di Robert Altman, e Titus (1999), diretto da Julie Taymor, e un ruolo secondario in Alexander (2004), regia di Oliver Stone, oltre a un cortometraggio autobiografico Italian Agenda.        
In Italia, invece, lavora in  Squillo (1996), regia di Carlo Vanzina, Coppia omicida (1998), diretto da Claudio Fragasso, la miniserie tv Le ragazze di piazza di Spagna, diretta da José María Sánchez, Giravolte (2001), regia di Carola Spadoni, Centochiodi (2007), regia di Ermanno Olmi, in cui è protagonista nel ruolo de Il professorino, e Barbarossa (2009), regia di Renzo Martinelli, in cui è uno dei protagonisti principali, Alberto da Giussano adulto.    
In tutto questo, Raz Degan fa sensazione quando nel 2002 salta il matrimonio tra la show girl italiana Paola Barale, all’epoca molto famosa e presente sui nostri schermi, e il ballerino televisivo Gianni Sperti. Entrambi in quel periodo lavorano per la coppia Costanzo e De Filippi, e Raz e Paola iniziano la loro storia senza troppi riflettori. 
Intanto, Raz,  che dal 2010 dopo una partecipazione a Ballado sotto le Stelle, era praticamente sparito, è da poco tornato per presentare un documentario, Il figlio di Hamas – The Green Prince  di Nadav Schirman, per il quale ha lavorato come direttore della fotografia, e che racconta la storia vera di Mosab Hassan Yousef e Gonen Ben Yitzhak, rispettivamente il figlio di un leader di Hamas diventato informatore dell’intelligenze israeliana durante l’Intifada e del suo referente all’interno dei servizi segreti. E in questo periodo, Raz ha raccontato anche il perché di queste sue continue sparizioni dal piccolo schermo, ammettendo che così com’è la maggior parte della TV non gli piace per niente. Meglio girare il mondo in cerca di ispirazioni, e tornare solo quando si pensa che ne valga la pena e, nel frattempo, cerca di superare anche quella che sembra proprio la fine del suo rapporto con la Barale. Così, mentre lei riferendosi a Raz ha detto: “Sono stati anni travolgenti. Ora non è giusto accontentarsi di un sentimento che ha perso di vivacità e colore”, lui si è trincerato dietro allo sguardo magnetico e profondo limitandosi a dire: “E’ stata una compagna meravigliosa, ma ora penso solo al lavoro”.                                                                                              

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