Cozzoli (Lista Alemanno): “Serve urgente messa in sicurezza del litorale romano. Ecco la situazione”

05 febbraio 2014 ore 10:47, intelligo
Cozzoli (Lista Alemanno): “Serve urgente messa in sicurezza del litorale romano. Ecco la situazione”
di Marco Guerra Strade e marciapiedi disastrati da voragini grandi come crateri, scuole a mezzo servizio per infiltrazioni d’acqua, aree verdi che assomigliano a risaie cinesi e interi quartieri con scantinati e piani terra ancora immersi nell’acqua. Questo è il panorama che si presenta sul  litorale romano e in tutto l’entroterra del X municipio di Roma, sebbene abbia smesso di piovere dalla notte tra domenica e lunedì.

Dopo giorni di pioggia non è ancora definitiva la stima dei danni che al momento la regione quantifica in oltre 104 milioni di euro. Nel frattempo il sindaco marino  Il Campidoglio, intanto, ha stanziato 10 milioni di euro per interventi di manutenzione stradale, scolastica e per aiutare le famiglie colpite dagli allagamenti.  Una cifra che non basterà nemmeno a tamponare le emergenze, secondo Ignazio Cozzoli, consigliere comunale della lista civica per Alemanno e, come residente del quartiere Axa, testimone in prima persona della situazione sul litorale della Capitale.

Allora Cozzoli siamo alle solite? L’opposizione calca la mano sull’impreparazione del comune, mentre la maggioranza capitolina parla di evento eccezionale…

“Che si tratti di piogge di un’intensità inconsueta è innegabile, ma questo non significa che non esista un responsabile di questi disastri. Nel previsionale di bilancio del 2013 ci sono stati tagli mostruosi ai fondi per la protezione civile e alla manutenzione del verde. Dopo le nostre rimostranze hanno dato qualche spicciolo in più al servizio giardini, ma non abbiamo un euro sui lavori pubblici e la gestione dell’emergenza. Non c’è un euro neanche per il rifacimento del sistema idraulico: il consorzio di bonifica del litorale è senza fondi da anni. Al depauperamento complessivo delle risorse pubbliche si aggiunge il fatto che è tutto fermo: toponimi, piani integrati, opere a scomputo. Ma il problema vero è che non esiste un progetto a lungo termine di riqualificazione ambientale”.

Sta dicendo che non c’è soluzione, bisogna solo prepararsi al meglio alle  prossime alluvioni…

“Vista la situazione delle casse comunali credo che senza l’intervento del privato si possa fare ben poco. Non è un caso, infatti, che i quartieri meno colpiti del X municipio siano Casal Palocco e l’Axa; zone dove operano consorzi privati che contribuiscono ai servizi di manutenzione in carico al comune. In altri quartieri più fragili come l’Infernetto e Ostia Antica la situazione è complicata anche dal fatto che si tratta di aree che sorte e sviluppatesi senza un vero piano regolatore, interi lotti sono stati condonati dopo abusi edilizi”.

Ma molte costruzioni sono di recente edificazione, cosa si è fatto con gli oneri concessori avrebbero dovuto sborsare i costruttori?

“Gli oneri sono stati spesi per opere che a suo tempo si ritenevano utili come asili e aree verdi, ma bisogna essere molto più severi da un punto di vista urbanistico: non ci si può illudere che per ogni nuova costruzione sia sufficiente allacciarla al collettore, prima o poi bisogna prevedere l’allargamento del collettore primario a spese del costruttore che edifica. Per non gravare troppo sui singoli cittadini si può pesare anche ad una tassa di scopo da applicare a diversi soggetti privati che operano sul territorio. Ad esempio, ogni anno, prima dell’apertura della stagione estiva, la Regione finanzia il ripascimento delle spiagge di cui beneficia AssoBalneari. Magari è il caso di chiedere un contributo agli stabilimenti per il dragaggio del Canale dei Pescatori (il collettore finale in cui sono convogliate tutti canali dell’interno. Ndr) che è insabbiato da anni. Per il canale principale di Ostia esiste da molto tempo un progetto che prevede il rinforzo e il proseguimento delle paratie per diversi metri dentro il mare, in modo da agevolare il deflusso delle acque nel Tirreno. Invece di spendere soldi per la Città della Scienza perché non finanziamo opere di questo tipo?”

 In attesa di reperire i fondi necessari cosa può fare subito la pubblica amministrazione?

Istituire una task force o una commissione di inchiesta per stabilire quali sono le criticità maggiori e per fare luce su come sono state realmente costruiti le case e i servizi annessi, al fine di capire se sono state rispettate tutte le prescrizioni tecniche e, in caso contrario, agire immediatamente sui costruttori e le cooperative inadempienti, poiché non è normale che immobili appena consegnati alle famiglie acquirenti si siano completamente allagati in poche ore. Si deve inoltre essere in grado di affermare, in caso di nuovo nubifragi, quali arterie stradali sono in grado di garantire l’accesso dei soccorsi. Venerdì scorso in piena emergenza il sottoscritto non è stato in grado di raggiungere Roma perché erano bloccate sia la via del Mare che la Cristoforo Colombo”.

autore / intelligo
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