Mafia Capitale, Cozzoli (Fi): "Forza Italia deve stravolgere la sua governance"

05 giugno 2015, Marco Guerra
“Cosi non si può più lavorare, il clima di sospetto blocca tutto, ma spetta al Pd dire se si può andare avanti”. Ignazio Cozzoli, capogruppo di Forza Italia in Consiglio metropolitano e consigliere capitolino, alla luce dei nuovi arresti per Mafia Capitale,  esclude che il Comune di Roma verrà sciolto malgrado sia sempre più difficile continuare a svolgere la normale attività amministrativa .
 
Mafia Capitale, Cozzoli (Fi): 'Forza Italia deve stravolgere la sua governance'
Cozzoli cosa succede in Capidoglio mentre è in corso la “seconda parte” dell’inchiesta Mafia Capitale?
 
“C'è un clima pesantissimo in Capidoglio, malgrado Orfini e Marino continuino a dire che questa amministrazione andrà avanti. Comunque la cosa più schifosa di tutta la vicenda è che questa organizzazione lucrava sulle fasce più deboli della popolazione, e oggi fa ancora più male vedere le proteste dei dipendenti delle cooperative Multiservizi e 29 giugno che perdono il posto di lavoro mentre qualcuno si è arricchito alle loro spalle. A pagare il conto più salato sono sempre i più deboli”
 
A fallire è stato anche il commissariamento del Pd. Ricordiamo che Orfini due mesi fa si presentò in conferenza stampa con Tassone, parlando dello stesso presidente del X municipio come di una vittima del sistema criminale…
 
“Il Pd, essendo maggioranza in Regione e Campidoglio, ha il dovere di dettare la linea politica in questo momento. È il Pd che deve dire se va azzerato tutto o se esiste qualche interlocutore ancora credibile, invece Orfini si limita a dire che il meccanismo è sano. Tuttavia mentre diceva questo i carabinieri stavano perquisendo la casa di Venafro, l’ex capo di gabinetto del governatore Zingaretti, dimessosi a seguito dell’inchiesta. Ora dicono che nessuno sapeva niente, ma – come ha fatto osservare l’on. Di Maio del M5S – come si può affermare che il Pd romano era all’oscuro di tutto quando nell’inchiesta è coinvolto il presidente del consiglio comunale Mirko Coratti? Eppure c’è ancora il mito che Mafia Capitale sia un’inchiesta che riguarda la destra. In realtà questa vicenda riguarda tutti gli schieramenti ma nasce con sistemi e strumenti tipici della sinistra”
 
 Fa riferimento alla cooperative?

 “Si ma tutta questa vicenda ha colpito proprio la parte sana del mondo cooperativo. Uno degli effetti è stata la modifica  di uno degli articoli della legge 381 che disciplina le cooperative, che consentiva l’assegnazione di appalti sotto i 200mila euro direttamente alle cooperative sociali. Oggi invece queste realtà sono equiparate alle leggi di mercato a cui sottostanno le altre aziende e naturalmente non reggono la concorrenza. Inoltre, per sicurezza Roma Capitale non sta dando più appalti a tutte le grandi coop coinvolte nell’inchiesta. Quindi ora, per colpa di chi ha fatto un uso criminale delle cooperative, anche tutta la parte sana del sistema cooperativo è stata distrutta e migliaia di lavoratori si ritrovano in mezzo ad una strada”.
 
 
Cozzoli lei non ha mai risparmiato analisi molto dure anche nei confronti di Forza Italia. Cosa ci dice alla luce dell’arresto del suo compagno di partito Luca Gramazio?
 
“La  questione della pulizia all’interno dei partiti è importantissima, ma la vicenda di Mafia Capitale va oltre. Siamo dinanzi ad un sistema di corruttela diffusa a tutti i livelli: dal consigliere campione di preferenze al morto di fame che frequentava il giro per prendersi le briciole. Io non vedo un minimo comune denominatore in questa banda di criminali. Ci sono delle mele marce e vanno isolate con il massimo sforzo. Per quanto riguarda la politica, in primis spero che tutti i partiti si impegnino a non ricandidare le persone coinvolte nell’inchiesta e tutti coloro che hanno concorso a sostenere questa corruttela diffusa. Il problema è che questo scandalo arriva in un momento di grande debolezza e di drammatica riflessione in tutte le forze politiche. I partiti non hanno più la forza di rigenerarsi, sono morte le correnti e non ci sono più  gli uomini capaci di garantire un dibattito interno di un certo livello. Mettiamoci pure che hanno tolto ai partiti la possibilità di sopravvivere con il finanziamento pubblico, e questo, non ho problemi a dirlo,  è stato un errore. Ora è tutto una grande marmellata e spesso ci si ritrova con un pezzo di partito che lavora affinché perda quell’altra parte dello stesso partito”.
 
Lei è stato molto vicino a Fitto. Queste sembrano tutte critiche rivolte al sistema di gestione di Forza Italia…
 
“Io al momento sono iscritto a Forza Italia e mi sento di Forza Italia, certo non  mi nascondo dietro a un dito, infatti da tempo affermo che il mio partito deve stravolgere la sua governance e il suo sistema di selezione della classe dirigente se vuole tornare ad essere la forza trainante del centro-destra. Io sono pronto a dare il mio contributo. Ora dobbiamo fare i conti con il fatto che Berlusconi è arrivato alla fine di una parabola e per rilanciare la nostra azione va detto con forza che chi ha sbagliato, rimanendo invischiato in inchieste di ogni genere, deve essere allontanato dalla politica”.
 
Tornando alle vicende romane, secondo lei comune dovrebbe essere sciolto?
 
 “Secondo me si, perché i cittadini non si fidano più del sistema ma mi rendo conto che per il Pd è complicato dal momento che prima hanno fatto i paladini della giustizia ora si ritrovano molti esponenti del partito indagati o perfino arrestati. Diciamo che non vogliono lasciare questo ricordo e che faranno di tutto per portare a termine questa consigliatura”.
 
 Quindi Marino e la sua giunta  alla fine andranno avanti…
 
“È stato lo stesso sindaco a dirlo. Ma sarà difficilissimo lavorare in questo clima di sospetto, voglio vedere quale consigliere si prenderà la responsabilità di votare nuovi stanziamenti fuori bilancio sul sociale visto il rischio di essere indagati da un momento all’altro. Recentemente abbiamo votato una delibera sul patrimonio mentre avevamo i Ros che sequestravano le carte in Campidoglio. Ma in questa cornice un amministratore  come fa a sentirsi libero di fare il suo lavoro?”
 
E nella maggioranza che aria tira? I suoi colleghi del Pd si pongono gli stessi interrogativi?  
 
“Tra di noi si parla perché alla fine ci lega anche un rapporto personale. Posso dire che fra i banchi del Pd c’è voglia di interrompere questa esperienza ma capisco che non sia facile prendere una decisione del genere. D’altra parte non si può dire che andiamo avanti per soldi perché lo stipendio da consigliere comunale non arriva a 2000 euro.
Credo che Marino si renda conto della stanchezza della sua maggioranza, ma il sindaco sta cercando di emergere come colui che rappresenta una nota di discontinuità, per questo tutto il Pd, anche quello nazionale, sta cercando di tenere in  piedi il primo cittadino di Roma. Ripeto Mafia Capitale arriva in un momento in cui c’è un totale disastro in tutti i soggetti politici, da destra a sinistra, e questo paradossalmente  può garantire la sopravvivenza di Marino”.
 
Da domani quali sono le principali sfide che il comune deve affrontare se vuole evitare un commissariamento?  
 
“ Prima sfida è l’emergenza rifiuti. Roma è al collasso dopo l’irrigidimento dei rapporti con Cerroni, il blocco dell’eco distretto di Rocca Cencia e l’incendio all’impianto di via Salaria. Non sappiamo più dove smaltire la spazzatura. E poi bisogna ridare decoro alla città prima dell’inizio del Giubileo l’8 dicembre prossimo. Se voglio candidarci alle Olimpiadi dobbiamo ripulire l’immagine di questa città sporcata dall’inchiesta Mafia Capitale”.
autore / Marco Guerra
Marco Guerra
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