Marra una pena "Capitale" per il M5S. Dietro la Raggi la giunta Alemanno?

05 luglio 2016 ore 16:22, intelligo
Raggi poco raggiante, anzi. A poche settimane dal voto ha già minacciato di dimettersi; già le hanno dato della “bambolina”, e oltre le lacrime, immortalate fuori la finestra del suo ufficio, sta incagliandosi in modo imbarazzante. Dando ragione a chi ha profetizzato solo sei mesi di “primavera grillina, di rivoluzione moralizzatrice, per la Capitale”. Alla faccia del nuovo.
Stretta tra il direttorio “giacobino”, le cui caste romane (la Lombardi e la Taverna in primis), si stanno divorando (la logica è ben figurare per la partita di Palazzo Chigi, evitando le sindromi Pizzarotti e Livorno), e ciò che vorrebbe fare (si legga le nomine), la neo-sindaca annaspa, inveisce, ricatta, batte i piedi.
E se la chiave di tutto fossero i reali sponsor cui deve rispondere? Non certamente la piattaforma Rousseau, ma quell’ambiente opaco che richiama direttamente il centro-destra, che faceva capo all’ex sindaco Gianni Alemanno?
In altre parole, l’ostinata resistenza su Raffaele Marra (per non parlare di Daniele Frongia), nasconderebbe precise appartenenze e patti 
Marra una pena 'Capitale' per il M5S. Dietro la Raggi la giunta Alemanno?
 
di ferro. Ricorda qualcosa il suo passato da avvocatessa presso lo studio legale di Previti? Per lei, durante la campagna elettorale, un semplice percorso tecnico, per molti, alla luce degli odierni fatti, la cartina di tornasole per decifrare il suo dna.
La tesi è di Gianfranco Librandi,  membro di Scelta Civica della Commissione Bilancio della Camera. In un comunicato, mette il dito nella piaga: “Più che da M5S la Raggi teleguidata dalla vecchia giunta Alemanno. Il fatto che la Raggi  - ha sostenuto  Librandi – si sia impuntata sul nome di Raffaele Marra, riannoda il filo col suo passato da avvocatessa di Previti. Insomma, il volto nuovo di una politica vecchia, la stessa che ha ridotto Roma ad essere lo zimbello del mondo”. Librandi conclude con una richiesta: “Ci dica chi è veramente, tanto prima o poi lo scopriremo”. Un diritto che hanno anche quei tanti romani che l’hanno scelta, in base alla sua immagine e comunicazione. E in base al degrado lasciato anche da Marino. 

Marra una pena 'Capitale' per il M5S. Dietro la Raggi la giunta Alemanno?

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