Marino al bersaglio: ecco tutti i suoi nemici

05 marzo 2014 ore 13:18, Micaela Del Monte
Marino al bersaglio: ecco tutti i suoi nemici
"Io da domenica blocco la città. Quindi le persone dovranno attrezzarsi, fortunati i politici che hanno le auto blu, loro potranno continuare a girare, i romani no. Per marzo non ci saranno i soldi per i 25mila dipendenti del Comune, per il gasolio dei bus, per tenere aperti gli asili nido o per raccogliere i rifiuti. E neanche per organizzare la santificazione dei due Papi, un evento di portata planetaria"
La scorsa settimana il sindaco di RomaIgnazio Marino, aveva alzato la voce dopo la mancata conversione del Decreto Salva Roma che avrebbe dato respiro alle casse comunali. Il Premier Renzi non ha gradito, così come i romani. E dopo il divieto di uso dell'acqua, causa arsenico, per 500 utenze in aree rurali dei Municipi XIV e XV la reputazione di Marino è crollata, così come la sua posizione nella classifica dei sindaci più amati d'Italia, ritrovandosi così al terzultimo posto dopo Giorgio Orsoni, primo cittadino di Venezia, e Luigi De Magristris (sindaco di Napoli). E la lista dei nemici dei sindaco si allunga sempre di più: non bastano il Premier e i romani. Si aggiungono così anche i sindacati che accusano Marino di terrorizzare i lavoratori di Roma. Sì, perché la minaccia di bloccare la città non è stata la prima "grande" idea del primo cittadino della Capitale. Tanto eclatante quanto insensata fu l'idea di attuare il piano delle targhe alterne nel periodo dei saldi lo scorso gennaio causando qualche problemino e irritazione ai commercianti in primis, ma non solo. È anche vero che nel frattempo Marino ha dovuto fare i conti con la questione Atac, la questione del concorso dei vigili urbani, l'acquazzone e l'allagamento di Roma. E la guerra ad Acea, le buche, le critiche all'addobbo "gay friendly" di natale, la Metro C, i cortei, il traffico, eccetera eccetera. La posizione del sindaco non è quindi mai stata né facile, né tanto meno idilliaca, ma il "popolo" e il web non possono fa altro che punzecchiarlo e bersagliarlo in ogni modo. E mentre sui social impazza il "tiro a Marino", lui resiste e non si dimette:      
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