La riforma dei vescovi di Papa Francesco: nuove regole, pensionamento

05 novembre 2014 ore 15:09, intelligo
La riforma dei vescovi di Papa Francesco: nuove regole, pensionamento
Papa Francesco “cambia verso” anche ai vescovi. E in materia di ‘regole’ con un documento che vale da oggi dispone nuove norme “sulla rinuncia dei vescovi diocesani e dei titolai di uffici di nomina pontificia”.
Cosa c’è scritto? Tutti i capi-dicastero della Curia romana, compresi i cardinali, devono andare in pensione a 75 anni. Non solo, norme chiare anche al capitolo “dimissioni”. Nel documento del Papa si precisa che i vescovi che rinunciano al loro ufficio pastorale “decadono anche da qualunque altro ufficio a livello nazionale”. Terzo aspetto: le regole rafforzano il potere papale in merito al prepensionamento dei vescovi nei confronti dei quali il pontefice “in alcune circostanze particolari” può “ritenere necessario chiedere” di “presentare la rinuncia all'ufficio pastorale, dopo avergli fatto conoscere i motivi di tale richiesta ed ascoltate attentamente le sue ragioni, in fraterno dialogo”. Il nuovo ‘decalogo’ si intitola “Rescriptum ex audientia Ss.mmi”. E’ stato diffuso oggi dalla sala stampa vaticana, preceduto da una nota di presentazione del cardinale segretario di Stato Pietro Parolin, il quale spiega che Bergoglio ha firmato le nuove disposizioni dopo aver preso in considerazione la normativa vigente presente in varie fonti del diritto vaticano e “accogliendo le raccomandazioni del Consiglio dei Cardinali che assistono il Santo Padre nella preparazione della riforma della Curia romana e nel governo della Chiesa”. Nella vigente costituzione apostolica “Pastor Bonus”, che regola l'organigramma della Curia romana, si legge che “compiuto il settantacinquesimo anno di età, i Cardinali preposti sono pregati di presentare le loro dimissioni al romano Pontefice, il quale, ponderata ogni cosa, procederà”. Adesso, invece, i cardinali capi-dicastero sono “tenuti” a presentare la rinuncia. Le motivazioni alla base del documento sono incentrate su un concetto di fondo: “Il grave peso del ministero ordinato, da intendersi come servizio (diakonia) al Popolo santo di Dio, richiede, a coloro che sono incaricati di svolgerlo, di impegnarvi tutte le proprie energie. In particolare, il ruolo di Vescovo, posto di fronte alle sfide della società moderna, rende necessari una grande competenza, abilità e doti umane e spirituali”. Della serie: l’episcopato è un servizio, non una onorificenza. 
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