Per l'Arena del Colosseo Franceschini mette in campo 18,5 milioni

06 agosto 2015, Americo Mascarucci
Per l'Arena del Colosseo Franceschini mette in campo 18,5 milioni
E’ finito il periodo buio della cultura in Italia? Sembrerebbe di sì almeno a giudicare dall’annuncio che il ministro dei Beni Culturali Dario Franceschini ha lanciato nelle ultime ore; un piano di investimenti pari ad ottanta milioni di euro nel biennio 2015-2016 per completare i musei italiani. 

Di fronte al numero sempre maggiore di turisti che affollano i nostri musei, finalmente la classe politica sembra essersi resa conto di quanto la cultura, lungi dall’essere un costo per lo Stato,  sia al contrario una miniera d’oro se soltanto si avesse la capacità di valorizzare fino in fondo l’intero patrimonio di cui il Belpaese dispone. Il ministro Franceschini sembra averlo compreso se è vero che con il piano strategico “Grandi Progetti Beni Culturali” è pronto a rilanciare sul mercato internazionale i prodotti culturali italiani. 

“Questi 80 milioni di euro – ha spiegato il ministro - saranno concentrati nelle regioni del centro nord e andranno ad aggiungersi ai 490 milioni di euro di investimenti a favore delle cinque regioni del mezzogiorno (Campania, Puglia, Basilicata, Calabria e Sicilia) previsti dal Programma Operativo Nazionale "Cultura e Sviluppo" in cui sono presenti, tra gli altri, gli interventi per il Museo archeologico di Napoli, il museo archeologico di Reggio Calabria, la Reggia di Caserta, il museo e parco archeologico di Sibari, i Castelli Svevi di Bari e Trani. È un intervento complessivo di oltre mezzo miliardo di euro per una strategia unitaria di rafforzamento degli interventi di tutela del patrimonio e di promozione dello sviluppo della cultura in attuazione dell’articolo 9 della Costituzione. Finalmente si torna ad investire sui beni culturali”.

Nella ripartizione delle risorse, 18,5 milioni di euro saranno destinati all’Arena del Colosseo con l’intento di ripristinare l’area, ricostruendo in legno il piano di calpestio. Si punta da un lato a rendere nuovamente percorribile l’arena e dall’altro a realizzare il museo dei sotterranei, ora a cielo aperto. L’Arena sarà destinata anche ad ospitare manifestazioni di altissimo livello culturale.

Diciotto milioni invece andranno alla Galleria degli Uffizi di Firenze per completare il progetto «Grandi Uffizi» aumentando gli spazi espositivi del museo italiano più visitato. Sette milioni di euro saranno invece destinati  al Polo Reale di Torino (con interventi di valorizzazione del circuito museale che coinvolgeranno anche la Cappella della Sindone e il percorso dei Giardini reali),alla realizzazione del Museo Nazionale dell’Ebraismo e della Shoah di Ferrara, alla Certosa di Pavia (restauro e valorizzazione) all’Arsenale Pontificio di Roma con la creazione di un polo per l’arte contemporanea destinato alle performance di giovani artisti e a un programma di residenze a loro dedicato.

Cinque milioni di euro andranno al Museo delle Navi di Pisa che una volta completato potrà ospitare le «navi romane» tuttora non esposte al pubblico. A Bassano del Grappa in occasione del centenario della prima guerra mondiale, verrà restaurato il Ponte degli Alpini (tre milioni di euro) mentre nel centro storico dell’Aquila sarà realizzato un museo di arte contemporanea nelle sale di Palazzo Ardinghelli.

Tre milioni di euro andranno anche in Sardegna, al Museo Archeologico dei Giganti di Mont’e Prama a Cabras, mirabili sculture nuragiche. Infine, 1,5 milioni di euro sono destinati al Museo Archeologico Nazionale di Aquileia e un milione alla Villa Romana di Spello. Insomma un piano d’interventi sicuramente ambizioso che al di là della portata economica e della ripartizione dei fondi sui territori, lancia comunque un importante messaggio politico; la cultura è un bene nazionale che non può essere trascurato, né sacrificato per esigenze di bilancio. Non si può rinunciare ad investire sulla cultura per questioni di spending review. Far morire la cultura significa far collassare l’intero sistema Paese. 

Un primo passo quindi quello annunciato dal ministro Franceschini che sembra invertire la tendenza negativa degli anni precedenti contrassegnati da continui tagli e nessun concreto investimento in favore del patrimonio culturale nazionale. Con la speranza che agli interventi sui musei si aggiungano anche politiche rivolte a potenziare gli organici del personale impiegato, affinché i turisti affascinati dalle bellezze nostrane non debbano più subire l’umiliazione di trovare i musei chiusi per l’assenza per ferie o malattia dei custodi, o perché alcune sale sono interdette al pubblico per il rischio crolli.   

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