Grillo difende la Raggi col bavaglio "anti-Lombardi": "Chi la critica, fuori da M5S"

06 febbraio 2017 ore 15:05, Americo Mascarucci
"Chi attacca Virginia è fuori dal Movimento. Avanti con lei fino al 2021". Chi si aspettava che Beppe Grillo scaricasse il sindaco di Roma e magari staccasse pure la spina all'Amministrazione capitolina probabilmente sarà rimasto profondamente deluso. Perché, non soltanto il leader maximo continua a difendere la Raggi, ma è pure pronto a cacciare quanti la criticheranno in pubblico.
L'ex comico non ha cambiato idea nemmeno davanti all'interrogatorio di 8 ore al quale i pubblici ministeri hanno sottoposto la Raggi e ancora meno davanti alla storia della polizza sottoscritta da Romeo in favore del primo cittadino prima che questa venisse eletta. 
Grillo a quanto pare intende resistere, resistere e resistere fino alla fine, difendendo la Raggi e tenendo in piedi una giunta che, molti pentastellati preferirebbero far saltare per poi presentarsi agli elettori vantando di non guardare in faccia nessuno. 
Ma evidentemente per Grillo Roma è troppo importante da sacrificare, non è Quarto dove il sindaco, anche lì donna, fu scaricata senza troppi complimenti.
Grillo difende la Raggi col bavaglio 'anti-Lombardi': 'Chi la critica, fuori da M5S'

"In qualità di garante dei Cinquestelle sono con te - scrive Grillo sul blog rivolto alla Raggi - hai contro tutti quelli che era possibile immaginare e ben oltre: anche persone in carne ed ossa su cui occorrebbe poter contare".
Un messaggio chiaro rivolto in direzione dei nemici interni del sindaco, che non sono pochi e che negli ultimi giorni sarebbero pure aumentati. 
"Nessuno tocchi Virginia" è la parola d'ordine di Grillo e Casaleggio junior, altrimenti chi lo farà sarà sbattuto fuori dal Movimento.
Un sostegno quello garantito dal leader alla Raggi che a questo punto potrebbe mettere l'ala -pura dei 5Stelle, capitanata dal duo Lombardi-De Vito in serie difficoltà, ancora di più dopo che si è scoperto che i magistrati starebbero anche indagando sul presunto dossier farlocco contro De Vito che sarebbe stato fatto circolare per bloccarne la candidatura a sindaco in favore della Raggi.
La Lombardi nelle ultime ore ha minacciato querele contro quanti hanno insinuato che ci sia la sua regia dietro la scoperta della polizza di Romeo finita sul tavolo degli inquirenti e che, a detta degli stessi Pm, non avrebbe alcuna rilevanza penale. 
Ma che lei ed altri non considerino utile al Movimento l'accanimento terapeutico per tenere in vita l'amministrazione capitolina è un dato di fatto. 
Assumersi il merito di aver mandato a casa la Raggi secondo molti invece consentirebbe di spuntare le armi agli avversari politici da tempo scatenati nell'evidenziare la politica doppiopesista di Grillo e company: giustizialista o garantista a fasi alterne, e cosa ancora più grave "ad personam".
Ma forse Grillo teme l'effetto boomerang, lo stesso che ha colpito il Pd: nel tentativo di rifarsi una sorta di "verginità politica" Renzi ha sfrattato Marino dal Campidoglio sperando di ricevere un premio dagli elettori (premio però non arrivato).
Da qui quindi la decisione di difendere la Raggi ad oltranza, mettendo il bavaglio anche a quanti nel Movimento non marceranno uniti sulla stessa lunghezza d'onda: "Virginia è nostra e guai a chi ce la tocca". 
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