Raggi o Razzi? Va forte in funivia, fra Casalotti e Boccea in “gondolina”

06 maggio 2016 ore 15:15, Luca Lippi
La intraprendente campagna elettorale per la mobilità romana della candidata del M5S? "I prolungamenti delle metro saranno la prima cosa su cui lavoreremo", afferma la pentastellata. "Pensiamo alla linea B fino al Gra, alla B1 fino a Bufalotta e alla linea C fino al Colosseo. 
Tra le linee tram pensiamo a quella sulla Togliatti" con capolinea sud a Cinecittà e nord a Grottarossa con incroci con le linee A, B e C. "E poi ad una funivia da Casalotti al capolinea della linea A a Battistini. Infine vogliamo chiudere l''anello ferroviario. Per gli altri tram vorremmo prima analizzare i flussi", e che ce vo’?
Nella città dove non si riesce a mettere un semaforo a piazza Venezia? Dove le buche sono più che le parti asfaltate e dove le luci sono più spente che accese a causa del furto di rame? Bon, facciamo finta che va bene tutto, ma ricordiamo alla Raggi che in dodici anni il Comune di Roma non è riuscito a deliberare neanche la cessione della ex Fiera di Roma, così, tanto per offrirle un suggerimento sulla dilatazione dei tempi biblici per poter fare anche solo la pulizia delle strade, addirittura una funivia che i romani a stento riescono a vedere se vanno in settimana bianca!

Raggi o Razzi? Va forte in funivia, fra Casalotti e Boccea in “gondolina”

Comunque prendiamo atto, facciamo la cronaca e seguiamo l’ardita agenda della candidata pentastellata: a far notizia è la costruzione di un'opera, la Gondolina, una funivia che collega Casalotti a Battistini, capolinea della metro A. 
Tanto è bastato per attirare l'attenzione e per mettere al centro il programma sulla mobilità del Movimento Cinque Stelle. La presentazione, la prima tra tante che seguiranno dove sarà sgranato il rosario delle proposte irrinunciabili per la Capitale. 
Spiega la Raggi: "La democrazia di una metropoli passa per un trasporto pubblico efficiente. Roma è prigioniera del traffico, una città affossata da servizi scadenti e inadeguati vittima della politica scadente degli ultimi vent'anni" tutto vero, ma anche vittima di una topografia tanto bella quanto poco ergonomica, non è che possiamo far rovesciare la città con quello che c’è dentro solo perché i servizi sono scadenti. Siamo capaci anche noi di tracciare 3/4 “spaccaRoma” radendo al suolo qualunque cosa e faci correre gaiamente i mezzi pubblici che a quel punto diventerebbero anche troppi!
Prosegue la Raggi: “La mobilità deve essere totalmente ripensata per far tornare Roma una città vivibile. Pensiamo ad una serie di interventi: corsie preferenziali estese capillarmente, semafori intelligenti e ciclabili spostando le auto dalla carreggiata. Dobbiamo poi eliminare la doppia fila restringendo la carreggiata e allargando i marciapiedi. Inoltre pensiamo e nuove aree pedonali. E poi servono nuovi mezzi ibridi, auto elettriche e nuove tecnologie con il car sharing a flusso libero del Comune che copra tutte le periferie". 
Poi conclude con una serie di cose fattibili ma non serve certo una tornata elettorale per farle, bastava un intervento del gruppo consiliare del M5S nel parlamentino comunale per farle: “Vogliamo poi ridisegnare le stazioni della metropolitana con gruppi di giovani artisti” (invero, questo è già in funzione ad opera dei “pittori del Trullo”, movimento assai apprezzato da giovani e meno che a spese proprie rendono ridente parte della periferia romana). 
E prosegue l’aspirante sindaco: “Sul fronte Atac penso ad un efficientamento del servizio, a partire dal biglietto elettronico e il progressivo abbattimento di quelli cartacei. Così si abbatte l'evasione e si può modulare la tariffa in base alle fasce orarie. Un modello come l'Oyster card di Londra si può applicare anche a Roma. Si deve personalizzare la tariffa sulle esigenze dei cittadini. E naturalmente servono controlli, i tornelli all'uscita e la salita sugli autobus solo dalla porta anteriore”.
E non finisce qui! Sempre la Raggi pensa ad una "programmazione della manutenzione, alla riorganizzazione del personale di Atac, ad implementazioni delle ztl e dei parcheggi di scambio, con maggiori controlli sulle strade con autovelox e street control, ovviamente tutto segnalato. Poi dossi e strisce pedonali rialzate (i motociclisti cominciassero a mettere in vendita il destriero motorizzato), paletti sui marciapiedi per evitare che le auto parcheggino in modo improprio, e stalli per le biciclette (le rastrelliere?)". "Infine vogliamo migliorare la manutenzione delle strade anche grazie all'affidamento con gare pubbliche e corrette che paghino la qualità dei lavori. Vogliamo rifare tutto il manto stradale di Roma partendo da quelle vie più dissestate e frequentate".
Come dire il festival dell’ovvio, al prossimo appuntamento sperando qualcosa di più serio.

autore / Luca Lippi
Luca Lippi
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