Campidoglio: Storace brucia i "beautiful" della sinistra. E Gentiloni apre a Monti

06 marzo 2013 ore 16:10, Marta Moriconi
Campidoglio: Storace brucia i 'beautiful' della sinistra. E Gentiloni apre a Monti
A fine maggio le elezioni comunali. Praticamente sono alle porte. E le primarie del centro-destra sono ancora solo roba da carta stampata. Indiscrezioni a parte, nulla di serio denuncia Storace, che informa di aver parlato con Alemanno l’altro ieri.
Avverte il leader de La Destra che il Sindaco è disposto a fare una riunione sulla primarie. Ma secondo Storace occorre prima decidere una cosa: «Se si candida o no. Se si candida, non hanno senso elezioni primarie». Ma c’è chi tira il sindaco per la giacchetta da una parte e chi da un’altra. E lui tituba e tuba con tutti. Mentre Giorgia Meloni viene data come pronta sui blocchi di partenza. Ma il problema “grillino” può essere risolto a colpi di primarie? A destra lo strumento sdoganato dal Pd - e che in fin dei conti non sarebbe neanche stato così produttivo per Bersani – non piace troppo. Lo conferma Storace dicendo che «solo se il sindaco preferisce saltare il turno, si ragiona sul da farsi». Sembra una provocazione politica per sparigliare i giochi a sinistra,  che puntualmente pungola : «Se sono intelligenti, le primarie non le fanno e pescano un personaggio, uno alla Malagò, ad esempio, che piaccia anche a destra, tirano fuori una lista Beautiful modello elezioni per Rutelli del 1997 e attraggono consensi decisivi per tornare in Campidoglio». Per i democratici virtualmente gli risponde Gentiloni invocando un allargamento a Monti per il Campidoglio: «Nel Lazio abbiamo offerto buona politica, capacità di buon governo, un candidato super professionista della politica credibile che ha allargato la coalizione. Perché forse non tutti sanno che l'area Monti nel Lazio ha sostenuto Zingaretti. Competere con Grillo, allargare la coalizione, buon governo: si può fare, non possiamo vendere l'anima per farlo".  
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