Primo giorno del maxi-processo “Mafia Capitale”: la cronaca

06 novembre 2015 ore 14:57, Luca Lippi
Primo giorno del maxi-processo “Mafia Capitale”: la cronaca
Con buona pace dei “leoni da tastiera” è cominciato “il processo”. Ora ci sarà l’alternanza degli scandalizzati per affermazioni del tipo “a Roma la mafia non esiste”, oppure “è solo un processo mediatico”, salvo poi correre dietro la pila sul fuoco dimenticando che c’è un istituto giuridico a occuparsi con competenza della questione, e che un processo si celebra per “ricostruire i fatti reali” in nome e per conto del Popolo Italiano. Anche in nome e per conto di quelli che timbrano per i colleghi, che fanno “la cresta” sulla spesa, che prendono il bus senza biglietto e fanno la fronda al collega per pugnalarlo alle spalle. 

Ore 8:36 – Inizio della prima udienza (solo per questa volta nella cittadella giudiziaria di piazzale Clodio). I cronisti cercano di “catturare” gli avvocati mentre i Giudici della X sezione penale indossano gli abiti per la celebrazione del Rito; l’avvocato Giosuè Naso è l’attrazione della giornata, il suo assistito è sereno, risponderà a tutte le domande senza problemi tuttavia manifesta fastidio per accostamenti inappropriati come quelli alla “mafia” o alla “droga”.

Ore 9:00 – Assalto all’avv. Alessandro Diddi che dichiara: “a Roma la mafia non esiste, c’è un cattivo, cattivissmo costume, ma non la mafia”. Salvatore Buzzi ha assistito in video conferenza dal carcere di Tolmezzo (Udine), ma non rilascerà dichiarazioni. Pare intenda chiedere il patteggiamento.

Ore 9:30 – Si è aperto ufficialmente il processo, presiede il collegio Rosanna Ianniello; accompagnato dall’avv. Luca Petrucci c’è anche Luca Odevaine ex membro del tavolo sui migranti del Ministero dell’Interno.

Ore 9:45 – Al coro dei legali si aggiunge anche la voce dell’avv. Fabrizio Gallo, legale di Roberto Lacopo, un gestore di stazione di carburanti accusato di associazione mafiosa perché gli imputati di riferimento andavano a consumare il caffè nel bar della stazione di servizio. Dichiara l’avv Gallo: “Questa non è mafia, la mafia è una cosa seria. Questo processo doveva chiamarsi Corruzione Capitale".

Ore 10:30 – Luca Odevaine dichiara ai cronisti che lo incalzano: “Ho fatto degli errori, ho ammesso le mie responsabilità e ora sto collaborando con i magistrati”; ricordiamo che Odevaine dopo 11 mesi di reclusione ha ottenuto gli arresti domiciliari.

Ore 11:10 - Gli avvocati del Codacons hanno chiesto di inserire nel processo il Comune non come parte civile, ma come responsabile civile, per via dell’alto numero di funzionari del Campidoglio (101) collusi o legati al sistema mafioso degli appalti. Secondo le tesi degli avvocati dell’associazione il Comune di Roma non solo non si è accorto degli illeciti, ma non ha svolto nemmeno un’attività di prevenzione e vigilanza. La gestione irregolare degli appalti ha prodotto un danno ai cittadini di Roma per circa un miliardo.

Ore 11:15 - Ancora Odevaine raggiunto dai cronisti: “A Roma non c’è un sistema mafioso che gestisce la città. A Roma le cose si trascinano. A Roma la mafia investe in attività legali. Affronto serenamente questo processo dopo un percorso che mi ha portato a collaborare con i magistrati”.

Ore 11:18- I giudici del maxi-processo hanno dato il consenso alle riprese televisive all’interno dell’aula dove si svolge il processo, ma solo da parte della Rai e solo in differita. Rosanna Ianniello, ha motivato la scelta anche con “l’interesse sociale rilevante del processo” che proseguirà nell’aula bunker di Rebibbia dalla prossima settimana. Da sottolineare che l’avv. Giosuè Naso nelle settimane scorse ha reso pubblica la volontà del suo assistito di poter fare il processo “a porte aperte” perché non c’è nulla da nascondere per quanto riguarda la sua posizione.

Ore 11:20 – Prima dichiarazione nel merito del processo e sul settore delle Coop di Luca Odevaine: “bisogna arrivare a dei compromessi di natura fiscale perché lo Stato non paga”.

Ore 11:55 – E’ ancora la volta dell’avv. Alessandro Diddi difensore di Buzzi: “Abbiamo tantissime cose da dimostrare. Spero che abbiate la costanza di oltre un anno di processo per vedere che non c’è la mafia a Roma. L’accusa di associazione mafiosa l’abbiamo sempre negata. Sono sempre più convinto che della mafia a Roma non ci sia proprio traccia”.

Ore 12:00 – E’ ancora la volta di Giosuè Naso: “Questo è un processetto dopato e montato da una campagna mediatica”. Non concorda con l’impossibilità di partecipare personalmente al processo (se non in videoconferenza) del suo assistito, di Riccardo Brugia e Fabrizio Franco Testa. “Quali sono le ragioni che rendono Bruggia, Testa e Buzzi diversi da tutti gli altri imputati?”.

Ore 13:20 - Scintille in aula, un botta e risposta tra l’avvocato Giosuè Naso, e il pm Giuseppe Cascini, uno dei titolari dell’indagine su Mafia Capitale. Rispondendo a quanto affermato dal penalista che ha definito “un processetto” il procedimento che inizia oggi, Cascini ha ribattuto: “Tutti i processi sono molto seri e tutti gli imputati vanno rispettati. Non è elegante e non rispettoso per i detenuti dichiarare che questo è un processetto. Io ho uno stile diverso e non vado per i corridoi a dire a tutti i presidenti di tribunale che incontro che sono i migliori”. Luca Odevaine ha lasciato nel frattempo il tribunale.

Ore 15:45 – l’udienza si avvia alle procedure di rito tipiche della prima udienza, gli avvocati difensori cominciano ad abbandonare l’Aula. Intercettato all’uscita dai cronisti l’avv Giosuè Naso dichiara: “il mio assistito non ha rivelazioni da fare. Lui si difenderà nel processo e puntiamo all’assoluzione” 

Ore 16:00 – comincia la girandola delle parti che si costituiscono “parte civile”, comincia il Consorzio Sociale Coin e Legambiente, poi segue un rifugiato politico pachistano di 23 anni e 37 nomadi di Castel romano. Oltre questi, l’avvocatura generale dello stato per il ministero dell’interno, la Regione Lazio, Roma capitale, Ama spa fino a numerose associazioni antimafia e movimenti dei cittadini.

Ore 17:40 - La procura di Roma ha chiesto il rinvio a giudizio dell’ex sindaco Gianni Alemanno nell’ambito dell’inchiesta. La contestazione addebiti è corruzione e illecito finanziamento. Il gup Nicola Di Grazia si pronuncerà sulla richiesta dei pm di piazzale Clodio l’11 dicembre prossimo.  Commenta l’ex sindaco di Roma: “Nella richiesta di rinvio a giudizio bisogna cogliere la notizia più importante e cioè che ogni accusa e ogni aggravante connessa all’associazione mafiosa nei miei confronti è completamente caduta”

Ore 18.00 – l’udienza si è chiusa e si è aggiornata al 17 novembre, stavolta dall’aula bunker del carcere romano di Rebibbia.

autore / Luca Lippi
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