Scilipoti (Pdl) sul 9 settembre: «Una volta eletti, i parlamentari rappresentano tutto il popolo italiano»

06 settembre 2013 ore 11:42, Marta Moriconi
Scilipoti (Pdl) sul 9 settembre: «Una volta eletti, i parlamentari rappresentano tutto il popolo italiano»
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Grillo non ama gli italiani» «Dimissioni parlamentari del Pdl? Prevarrà il buon senso» Parla al condizionale, ma sembra tanto un futuro, anzi un presente: obiettivo 9 settembre. Domenico Scilipoti, senatore pidiellino, vola come una colomba (e migra una rondine?) quando si parla di possibile crisi di governo e di eventuali eretici tra le fila grilline, ma anche tra i senatori del Pdl: « Intanto chi applica l’art.67 della Costituzione non per forza deve cambiare casacca. Se all’interno del Parlamento ci sarà qualcuno che riterrà opportuno sostenere alcune scelte politiche controcorrente rispetto alle indicazioni del partito, e lo farà perché vuole tutelare non gli interessi del partito ma quelli del Paese, sarebbe in linea con la Costituzione. L’onorevole che fa una scelta libera non abbandona il partito, ma tutela la collettività. Sono persone da gratificare, i cittadini dovrebbero premiarli, perché non hanno privilegiato una cordata e basta». E poi Scilipoti insiste: «In questi momenti difficili è la Carta a dare al Parlamentare una forza che dovrebbe mettere in campo». E poi il suo consiglio-messaggio: «Quando uno dice di distruggere, dovrebbe avere anche la voglia di costruire. E poi si distrugge quando  non ci sono i presupposti per mantenere in piedi qualcosa o c’è una diga che fa acqua da tutte le parti. Ritengo che i segretari dei partiti cercheranno di utilizzare la politica con la P maiuscola, non ascoltando la pancia del Paese e concentrandosi sull’interesse della collettività». Schifani ha parlato di un Pdl “pronto all’opposizione”. No all’esecutivo appiccicaticcio. E si è parlato tutto ieri di un videomessaggio imminente di Berlusconi, la tensione sta salendo… «Il videomessaggio non mi risulta. So solo che in questo momento c’è un governo di Larghe Intese che unisce Pd e Pdl, e tutti noi ci sforziamo di portare avanti quanto è stato concordato negli interessi del Paese. Io sono ancora fermo su questa posizione». Quindi le parole di Schifani come vanno interpretate? «Sicuramente si riferisce al fatto che nel caso in cui non ci dovessero essere più i presupposti per mantenere in vita questo governo, perché mancano gli impegni assunti sotto il profilo politico, non ci sarebbe nulla di male nel passare all’opposizione». Ritiene possibile l’ipotesi di una maggioranza alternativa fatta con i grillini traditori e pronti al cambio di casacca? «Intanto chi applica l’art.67 della Costituzione non per forza deve cambiare casacca. Se all’interno del Parlamento ci sarà qualcuno che riterrà opportuno sostenere alcune scelte politiche controcorrente rispetto alle indicazioni del partito, e lo farà perché vuole tutelare non gli interessi del partito ma quelli del Paese, sarebbe in linea con la Costituzione». Cosa risponde a Grillo che ha utilizzato il suo nome in un’accezione negativa per mandare un messaggio ad Orellana di non fare scherzi in Senato? «Molte scelte che Grillo porta avanti dal punto di vista politico le condivido. Ma molte volte non sa interpretare la politica e non ama gli italiani. Dimostra quello che nell’animo ha: vuole tutelare gli interessi propri e quegli scheletri nell’armadio farli  pagare a qualcun’altro. Pensa che i parlamentari siano di sua proprietà. Una volta eletti rappresentiamo tutto il popolo italiano, di destra, di sinistra, di centro. In questi momenti difficili l’art. 67 dà al Parlamentare una forza che dovrebbe mettere in campo. Grillo parla solo alla pancia del Paese per avere qualche consenso in più». Ma è vero che le dimissioni dei ministri sarebbero alle porte? «Io ritengo che il buon senso da parte di tutti prevarrà. In politica cerco di applicare il criterio del buon padre di famiglia. Quando uno dice di distruggere, deve avere anche la voglia di costruire. E poi si distrugge quando  non ci sono i presupposti per mantenere in piedi qualcosa o c’è una diga che fa acqua da tutte le parti. La politica dovrebbe essere l’arte della mediazione e del buon senso, messa in campo per eliminare i conflitti. Molte volte si è più responsabili nell’aver provocato una determinata reazione. Ritengo che i segretari dei partiti cercheranno di utilizzare la politica con la P maiuscola, non ascoltando la pancia del Paese e concentrandosi sull’interesse della collettività». Sta parlando da colomba, quasi rondine, non certo da falco. Lo sa? «Non esistono colombe o falchi. Esistono parlamentari che hanno responsabilità maggiore e rappresentano ogni italiano, non solo una parte dell’Italia. Ma oggi si è perso il lume della ragione». Ma siete stati eletti all’interno di un partito! «Ma finendo la campagna elettorale io rappresento tutti gli italiani». Ma i senatori del M5S pronti a trattare e quelli del Pdl che sarebbero pronti a tradire come li possiamo definire allora? «I parlamentari seguono quello che si dice all’interno del partito dopo una dialettica. Se in momenti eccezionali c’è un indirizzo della dirigenza che contrasta con gli interessi del Paese, non è l’onorevole che fa una scelta diversa ad abbandonare il partito, ma tutela la collettività. Sono persone da gratificare, i cittadini dovrebbero premiarli, perché non hanno privilegiato una cordata e basta. L’utilità del Paese qual è? E’ quella di creare una frattura o quella di continuare con questo governo?». E in questo momento? «Abbiamo un governo di Larghe Intese che dovrebbe pensare meno a far polemiche». Ma si rende conto che l’interesse del suo leader Berlusconi in questo momento potrebbe non coincidere con quello del Paese? «I membri della Giunta dovrebbero togliere le casacche e l’odio che hanno in cuore e nella mente e dovrebbero giudicare liberamente e nell’interesse dell’Italia. Buon senso vuole che si faccia un passo indietro. Ma si fa reciprocamente. Non è che uno è più scaltro dell’altro perché grida più ad alta voce. Abbiamo politici che non sanno altro, che non hanno mai lavorato e sono alla ribalta per questo. Eppure c’è la pancia del Paese che parla di politici meravigliosi». Si riferisce al suo partito? «No, al Pd». Se ci saranno parlamentari del M5S che voteranno diversamente dalle indicazioni? «L’importante è che siano scelte utili al Paese». Anche se questo bene del Paese dovesse andare contro Berlusconi? «Il voto che si esprimerà in Giunta, qualunque esso sia, è importante che non sia fatto con l’odio nel cuore. Se è sereno e libero va bene. Fanno bene i parlamentari del M5S a sentirsi liberi di fare una scelta, ma dovranno anche assumersi la responsabilità della scelta. Non sono marionette in mano a qualcuno. Socrate bevve la cicuta per la libertà».
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