Dzeko e Salah sono arrivati, il gioco ancora no

07 agosto 2015, Andrea De Angelis
La Roma accoglie Dzeko e Salah, due fuoriclasse, il primo per i numeri che lo indicano tra i migliori realizzatori a livello internazionale, il secondo per il talento mostrato nonostante la giovanissima età, specialmente lo scorso anno in quel di Firenze.

Dzeko e Salah sono arrivati, il gioco ancora no
Attenzione però: arrivati i due che per tutto luglio hanno riempito le pagine dei giornali (sportivi e non), adesso a Trigoria si attende il gioco. 

Una manovra in grado di non essere prevedibile e che permetta alla squadra di avere la solidità difensiva mostrata già in passato (specie nel primo dei due anni di Garcia che, comunque, rivendica di aver centrato due secondi posti) e una proposizione offensiva importante, in grado di regalare gli assist di cui Dzeko necessita. 

Perché, è bene ricordarlo, il bosniaco è un finalizzatore, non certo un inventore di gioco. A differenza proprio di Salah. 

Senza allarmismi, i due ko ravvicinati contro Sporting e Barcellona hanno evidenziato che c'è ancora molto da lavorare. Evidenti le difficoltà in costruzione, senza contare le lacune difensive specie sui calci piazzati. 

Insistiamo: se in fase di finalizzazione la presenza di Dzeko farà tutta la differenza del mondo, bisognerà però mettere il bosniaco nelle condizioni migliori per segnare. Dei 50 gol realizzati in premier, il 94% sono arrivati da dentro l'area di rigore.

Chi gioca a ridosso di essa dovrà dunque fare la differenza, affinché il suo nome finisca almeno venti volte sul tabellino dei marcatori. Salah è avvisato...
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