25 aprile, ebrei romani assenti. Pontecorvo: "Chi permette bandiera palestinese è complice"

07 aprile 2015, Marta Moriconi
L'annuncio dell'assenza alle celebrazioni del 25 aprile degli ebrei di Roma ha sollevato interrogativi e discussioni. Per capire bene le ragioni più profonde e la natura della scelta di non partecipare a questa importante sollennità, IntelligoNews ha intercettato Gianluca Pontecorvo, co-fondatore Progetto Dreyfus e giovane membro della Comunità Ebraica di Roma. 

25 aprile, ebrei romani assenti. Pontecorvo: 'Chi permette bandiera palestinese è complice'
Dopo i disordini dell'altro anno cercate di non snaturare il 25 aprile con la vostra presenza alle celebrazioni. Ci spiega meglio cosa era successo e cosa significa non snaturare questa ricorrenza?

"Credo sia più opportuno pensare che il senso della nostra assenza non è per non snaturare il senso di tale manifestazione. La nostra assenza è doverosa in quanto negli anni hanno preso parte a tale celebrazione chi con il 25 aprile non c'entra va nulla. I palestinesi e i loro sostenitori infatti erano schierati dalla parte dei nazisti durante la seconda guerra mondiale. Perché dovrebbero sfilare quindi al fianco dei partigiani, degli ex deportati e dei combattenti della brigata ebraica?
Nelle scorse edizioni ci sono state diverse provocazioni, non solo verbali, fino ad arrivare a dare del fascista ad un sopravvissuto alla Shoah. Questa gente non porta avanti la battaglia per i diritti dei palestinesi ma sfoggia con arroganza il proprio odio aprioristico per Israele.
Quest'anno non prenderò quindi parte a questa manifestazione e non lo farò finché saranno presenti persone violente e provocatrici che non c'entrano nulla con la liberazione. Personalmente troverò un modo mio, più idoneo e coerente, per ricordare chi ha dato la propria vita per regalarci la libertà dal nazifascismo. Il 25 aprile per come l'ho imparato a conoscere io non ha senso. Dove sono le bandiere degli americani che ci hanno salvati?".

Ma non è usare la storia passata come clava politica per il presente? Cioè evitare il dibattito su due Stati riconosciuti?

"Cosa c'entra il discorso sul discorso del riconoscimento dello stato di Israele da parte dei paesi limitrofi e la creazione di uno stato palestinese con quello che successe nella seconda guerra mondiale? Chi vuole portare la bandiera palestinese in piazza in questa occasione sta facendo una forzatura e chi glielo permette è compare".

C'è chi sta leggendo il caso 25 aprile come una damnatio memoriae dei musulmani da parte degli ebrei. È o non è così?

"Qui non c'è alcuna damnatio memorie da parte degli "ebrei" contro i "musulmani" le religioni non c'entra nulla. Stiamo parlando di storia, quella scritta sui libri. E quella non si modifica a proprio piacimento".
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