Virgilio occupato, si teme mese e mezzo di stop: sgombero prima del Giubileo

07 dicembre 2015 ore 8:11, Andrea De Angelis
Virgilio occupato, si teme mese e mezzo di stop: sgombero prima del Giubileo
Le richieste avanzate dagli occupant
i per mettere fine all’occupazione "sono irricevibili, come girare liberamente per la scuola e fare colazione al bar interno alle 7:40. Su altre come i lavori di manutenzione sono stati fatti sforzi notevolissimi negli ultimi due anni. Ma certe cose non competono al preside". A dirlo all’Ansa è Irene Baldriga, preside dell’istituto Virgilio di Roma occupato da oltre dieci giorni, che ha ribadito di aver denunciato "fin dal 26 novembre un’occupazione violenta da parte di alcuni studenti a volto coperto".
Per l’occupazione del liceo classico Virgilio di Roma "voglio una soluzione pacifica, la più serena e condivisa possibile, anche nel caso che intervengano le forze dell’ordine". Quindi ammonisce: "La scuola è un presidio dello Stato e devono prevalere il rispetto delle persone e della legge italiana".

Lo sgombero, dunque, è un'ipotesi che resta sul tavolo visti i tempi dell'occupazione e l'imminenza delle feste natalizie. L'idea di chiudere un liceo per un mese e mezzo (questo il periodo, giorno più giorno meno, dal 26 novembre al 7 gennaio) è infatti inaccettabile. Tra gli studenti serpeggia dunque il timore di venire sgomberati dalla polizia nelle prossime ore o comunque entro la giornata di oggi, lunedì 7 dicembre, per l’entrata in vigore della nuova direttiva per il Giubileo.
Sembra che anche il Sottosegretario all'Istruzione Faraone tenterà nuovamente di recarsi nell'Istituto per cercare di persuadere gli studenti. L'idea di dover aprire le porte di un Liceo con la forza a poche ore (nonché pochi chilometri) dall'apertura della Porta Santa non piace davvero a nessuno. 

Intanto due diverse lettere dividono anche, almeno in parte i genitori. Entrambe indirizzate direttamente al Quirinale.
Scrive Chiara Matteucci, mamma e presidente del CdI del Liceo Virgilio di Roma. "[...] Perché, Signor Presidente, in questa scuola che dovrebbe essere come tutte le altre si permette un tale scempio? Ogni anno, in questa fase dell'anno, ogni volta con le stesse menzogne, con lo stesso vento di violenza e di sconvolgente ignoranza dei valori essenziali che hanno ispirato i nostri padri costituenti, i nostri figli vengono privati da un gruppo di facinorosi del loro diritto allo studio. Perché, Signor Presidente, in tante periferie e nelle scuole dei meno fortunati le Forze dell'Ordine intervengono a sostegno dei docenti, delle famiglie e dei Dirigenti che chiedono che la scuola resti una scuola, che non diventi un bivacco ad uso di qualsiasi passante?
Chiedo che le Forze dell'Ordine vengano autorizzate ad intervenire in tutte le scuole occupate per ristabilire tempestivamente le condizioni di legalità e la ripresa del pubblico servizio: senza violenza, senza eccessi, ma con la ferma autorevolezza della Legge e dopo aver provato - come sempre avviene - ogni forma di dissuasione e di convincimento nei confronti di chi ha deciso di violare tutte le regole, insieme ai docenti, ai dirigenti scolastici e ai genitori. Insieme anche agli studenti, tantissimi altri studenti, che invece chiedono e giustamente reclamano il loro diritto di frequentare la scuola per tutti i giorni dell'anno scolastico [...].
Le risponde un'altra mamma, Lia Tagliacozzo: "[...] Tanto turbamento è sicuramente legittimo, la scuola occupata nelle famiglie confusione ed interrogativi. Ma, al di fuori del sacro fuoco della retorica e allo sgradevole e strumentale ricorso ai valori costituzionali e al Presidente della Repubblica – che mi ha particolarmente disturbato - un più umile rispetto della situazione reale aiuterebbe sicuramente le famiglie, gli studenti, gli insegnanti e la dirigenza a comprendere meglio. Soprattutto senza ululare al ricorso alle forze dell'ordine".


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