Alla ricerca del benessere perduto: Roma scopre lo Shaolin. Le origini della disciplina

07 maggio 2016 ore 10:46, Andrea Barcariol
Al Festival dell'Oriente che sbarca domenica 8 maggio a Roma in primo piano ci sarà lo Shaolin. Un mix tra meditazione e arti marziali che si basa sulla ricerca della forma fisica e della salute attraverso meditazione spirituale e una gamma di oltre esercizi statici e dinamici con tecniche di allenamento adatte a uomini e donne di tutte le età. Da millenni alla base di una cultura tramandata dai monaci guerrieri del celebre tempio, gli insegnamenti dello Shaolin sono diffusi oggi in molti Paesi nel mondo e promossi in Italia dal maestro Shi Yan Hui, monaco di 34ma generazione e unico rappresentante ufficiale per l'Italia della dottrina, che sarà a Roma domenica 8 maggio e a Milano sabato 4 giugno per spiegare queste tecniche che affascinano sempre più persone nel mondo occidentale.
"Il mondo può trarre grande vantaggio dagli insegnamenti naturali dello Shaolin - spiega il maestro Shi Yan Hui - sono esercizi di meditazione in movimento che allenano spirito, mente e corpo come una cosa sola. Lo Shaolin kung fu è una disciplina completa che fonde arti marziali, ginniche, terapeutiche e filosofiche, attraverso le quali si ripristina il naturale equilibrio tra corpo e mente e si aumenta l'energia interiore ed esteriore". Al Festival dell'Oriente che si svolgerà nella capitale sono in programma esibizioni, spettacoli, stand informativi sul tempio Shaolin. Particolare attenzione sarà rivolta anche all'aspetto medico con un workshop sulla medicina fisica riabilitativa e la medicina tradizionale cinese.

Alla ricerca del benessere perduto: Roma scopre lo Shaolin. Le origini della disciplina
LE ORIGINI
La storia racconta che il monaco Buddista Bodhidharma, più di mille anni fa, arrivò al Tempio di Shaolin e cominciò ad insegnare questa disciplina di combattimento ai monaci perchè si fortificassero nello spirito e nello stesso tempo imparassero a difendersi. L'origine dello Shao Lin non è ancora chiara oggi: esistono molte ipotesi, ma due sono le più attendibili. La prima: molti militari e civili esperti di arti marziali si rifugiarono nel tempio di Shao Lin per via di una persecuzione politica. Le esperienze di tutti questi maestri andarono a formare il primo nucleo dello stile Shao Lin. La seconda: quando Gautama giunse al tempio di Shao Lin per insegnare la dottrina buddista si accorse che i monaci soffrivano le lunghe sedute di meditazione. Iniziò così ad insegnare alcune tecniche di pugno e calcio per migliorare la salute fisica e inframmezzare le lunghe ore di immobilità.


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