Meningite ad Albano e Anzio, 2 ricoverati allo Spallanzani a Roma ma casi diversi

08 febbraio 2017 ore 15:54, intelligo
Meningite batterica in provincia di Roma ad Albano Laziale e ad Anzio. 
Il ceppo che ha contagiato l'uomo ricoverato all'Istituto nazionale per le malattie infettive Lazzaro Spallanzani, apparterrebbe a una forma non trasmissibile, quindi simile a quella della maestra di Roma. Nel suo caso si trattò del batterio Escherichia coli.
In questo momento sarebbe ricoverato in rianimazione insieme a un'altra ragazza di Anzio di 21 anni con febbre e altri sintomi tipici. Per lei sarebbe stata diagnosticata invece la meningite pneumococcica.
Meningite ad Albano e Anzio, 2 ricoverati allo Spallanzani a Roma ma casi diversi

I CONSIGLI DEL PEDIATRA 
A un convegno Giampietro Chiamenti, presidente della Federazione italiana medici pediatri (Fimp), ha sottolineato il ruolo del pediatra di famiglia fondamentale per favorire "le vaccinazioni tra i giovanissimi e nel promuovere una comunicazione corretta con le famiglie sul tema della prevenzione delle gravi malattie". Ha poi aggiunto: "Possiamo avere un ruolo attivo nell'organizzazione ed erogazione delle vaccinazioni, a fronte di una situazione che già nella routine dimostra di non essere in grado di soddisfare tempestivamente le domande relative all'offerta attiva e gratuita imposta dai nuovi Livelli essenziali di assistenza, abbinati al Piano nazionale prevenzione vaccinale 2016-2018. Questo -ha sottolineato Chiamenti- appare in modo anche più evidente nelle situazioni di emergenza, come quella che si sta manifestando di recente con i casi di meningite".

CONVEGNO SIMIT, NO ALLARMISMI 

"La grande paura della meningite è ingiustificata perché il 10-20% della popolazione si porta il meningococco in gola. La maggior parte delle persone lo ha avuto almeno una volta nella vita cioè sono infettati ma senza ammalarsi" ha spiegato Massimo Galli, vicepresidente Simit e professore ordinario di Malattie Infettive all'Università' di Milano. "Non sono batteri cattivi – aggiunge Galli– diventano tali sono in una persona su mille di quelle che lo portano. Probabilmente la causa sono fattori genetici, ma ad oggi non abbiamo un identikit su chi può essere interessato da una forma acuta, quindi bisogna fare prevenzione attraverso i vaccini". 
La diffusione dei batteri può essere favorita da infezioni respiratorie concomitanti, dal fumo di sigarette, da condizioni di sovraffollamento ma anche da un semplice quanto innocuo bacio. Fra i bimbi e gli adolescenti basta anche scambiarsi un goccio di saliva, mentre questo rischio diventa molto meno probabile negli adulti e negli anziani.
autore / intelligo
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