A Roma ci sono le primarie ma non c'è Speranza: "Cosa sta diventando il Pd?"

08 marzo 2016 ore 8:44, Andrea Barcariol
"Guai a sottovalutare i numeri dell'affluenza alle primarie di ieri. Numeri che testimoniano un'inquietudine, un disagio di un pezzo largo dei nostri elettori rispetto alla traiettoria del Pd. Elettori che non capiscono dove va il Pd". Lo afferma il leader della minoranza Dem Roberto Speranza rispondendo ad una domanda sulla bassa affluenza delle primarie a Roma. "Il doppio incarico di premier e segretario del Pd di Renzi non sta funzionando. Non è stato facile, inoltre, spiegare ai romani come un'esperienza del Pd si sia interrotta dal notaio. Non si può sottovalutare il fatto che i numeri sono molto più bassi di quelli di anni fa - aggiunge ancora - Più in generale, però, c'è un tema che riguarda il futuro del Pd: cosa sta diventando questo partito?: molti se lo chiedono, sono preoccupati dell'esito e non partecipano alle primarie". 
Speranza commenta i risultati delle primarie nella Capitale dove Roberto Giachetti ce l’ha fatta a conquistare la nomination per il Campidoglio.
Dopo lo scandalo Mafia Capitale e il fallimento politico della giunta Marino, il Pd dovrà faticare molto per convincere gli elettori romani a non ascoltare le sirene del Movimento 5Stelle che, stando ai sondaggi, sarebbe ad oggi l’antagonista numero uno del Pd molto più di quel centrodestra che fatica a ricompattarsi dietro Guido Bertolaso. Un percorso che si è fatto ancora più tortuoso dopo aver preso atto della bassa affluenza di romani alla consultazione: 43mila votanti, meno della metà rispetto ai 100mila circa del 2013. - 
Giachetti che ha vinto con il 64%, viene dal Partito Radicale ed è stato capo di gabinetto di Francesco Rutelli negli anni in cui era sindaco di Roma. 
Ha dovuto faticare e parecchio per battere la concorrenza di Roberto Morassut già assessore capitolino sostenuto in pratica dalla minoranza Dem, da D’Alema a Bersani passando per Veltroni di cui Morassut è stato per anni un collaboratore di punta. 
Morassut si è battuto come un leone contro Giachetti proponendo la ricostituzione di una coalizione di centrosinistra, rimettendo insieme i cocci della giunta Marino e dunque recuperando anche il rapporto con la sinistra di Vendola e di Fassina e impostando gli ultimi giorni di "campagna elettorale" contro il progetto del Partito della Nazione di renziana (e verdiniana?) memoria  La vittoria di Giachetti, fedelissimo del premier Renzi mette la parola fine alla possibilità di ricostruire a Roma un’alleanza di centrosinistra con l’ex sindaco Marino sempre più attratto dall'idea di concorrere in ticket con Stefano Fassina alla sinistra del Pd
Lo sconfitto Morassut ha già escluso qualsiasi sgambetto nei confronti del vincitore mettendosi sin da subito a disposizione del partito per vincere: "L'esito della consultazione è chiaro e vede prevalere Roberto Giachetti. Come già detto nel corso della competizione, sosterrò da subito Roberto come candidato unitario del centrosinistra". 



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