Varani, coca party e a letto col morto a terra "per vedere l'effetto"

08 marzo 2016 ore 12:17, Americo Mascarucci
"Volevamo uccidere una persona, volevamo capire che cosa si provava e vedere che effetto avrebbe avuto su di noi". 
Sono le parole di Manuel Foffo ai pm della Procura di Roma che stanno indagando sull'omicidio di Luca Varani, il 23enne morto nel corso di un festino a base di cocaina e alcol venerdì scorso.
"Ammetto - sarebbero state le prime ammissioni di Foffo ai Carabinieri dopo essere stato convinto dal padre a costituirsi riprese da Il Messaggero- di aver ucciso il ragazzo che avete trovato nel mio appartamento. L'ho fatto insieme con il mio amico Marco Prato. Abbiamo usato due coltelli e un martello. Io ho colpito Luca al collo e forse anche in altre parti del corpo". 
Manuel e Marco, due amici, la cui amicizia sembrerebbe andare oltre. Entrambi ora sono in carcere con l'accusa di omicidio premeditato aggravato da futili motivi e dalla crudeltà. 
Foffo avrebbe riferito agli inquirenti di aver incontrato Marco Prato solo tre volte, lo avrebbe definito gay mentre lui avrebbe smentito di esserlo.
Però nel contempo avrebbe ammesso (così La Stampa come da verbale) di "aver avuto un rapporto orale con lui, quando ci siamo conosciuti, la notte di capodanno. La cosa mi ha dato fastidio e avevo deciso di non vederlo più. Mi ha dato anche fastidio che Marco aveva mandato un sms a mio fratello e ad alcuni miei amici con una cosa inventata.
Varani, coca party e a letto col morto a terra 'per vedere l'effetto'
Nello specifico aveva detto che avevamo conosciuto un transessuale che ci aveva dato della cocaina. Ma poi Marco mi ha cercato e così abbiamo deciso di drogarci e poi di uccidere qualcuno".
E decidono di farlo venerdì mattina. 
Marco secondo quanto riferito da Foffo (anche il Secolo XIX riporta queste dichiarazioni) avrebbe "inviato un messaggio whatsapp a Luca. Mi ha detto che si prostituiva. Nego però che tra noi ci siano stati rapporti sessuali"
Luca Varani arriva nell'appartamento. Perché? Per consumare un rapporto sessuale a pagamento? Un rapporto gay? C'è chi smentisce questa tesi sostenendo che la vittima non sia mai stato gay ma felicemente fidanzato. E allora, che ci è andato a fare nell'appartamento?
Da qui poi ecco che cominciano ad addentrarsi tante ombre e altrettanti dubbi. Varani che viene narcotizzato dai due attraverso l’Alcover, una sostanza che fornita in dosi massicce provoca incoscienza, Luca che va in bagno a farsi la doccia, si spoglia e si sente male, i due che lo aggrediscono e lo seviziano fino ad ucciderlo per il piacere di provare l'ebbrezza dell'omicidio. Poi si sono pure addormentati con il cadavere sul letto dove lo avevano posto per ripulire il pavimento. Una versione convincente fino ad un certo punto.
Che è successo davvero in quella stanza? E se l'omicidio come molti sospettano avesse in realtà uno sfondo sessuale, legato come ipotizza qualcuno ad un macabro gioco erotico con tanto di sodomizzazione inclusa? Chi ha osato sostenere questo si è però già beccato le critiche dei benpensanti, perché sebbene di omicidi a sfondo sessuali con tanto di giochi erotici e stupri siano piene le cronache dei giornali, se il delitto è a tinte gay allora ecco che quasi per una sorta di "difesa preventiva" diventa quasi vietato anche soltanto ipotizzare altre piste, altri moventi? Sarebbe sbagliato. Un omicidio è un omicidio. Anche se compiuto nell'ambito di una squallida storia di rapporti gay.
Insomma troppe cose in questa vicenda non tornano e fermo restando che spetta agli inquirenti fare luce su quanto avvenuto, si lasci almeno il beneficio del dubbio che i rapporti a pagamento gay ci fossero.
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