Roma, le famiglie contro la stangata sugli asili. De Palo: “Pronto il ricorso al Tar. Ora basta”

08 settembre 2014 ore 11:29, intelligo
Roma, le famiglie contro la stangata sugli asili. De Palo: “Pronto il ricorso al Tar. Ora basta”
di Marco Guerra Tasi, Tari, Imu, strisce blu, trasporto scolastico, musei e servizi cimiteriali… sono tanti gli aumenti delle tariffe che hanno accolto il cittadino romano di ritorno dalle vacanze, dopo l’approvazione in consiglio comunale, il 31 luglio scorso, del cosiddetto ‘tariffone’; una delibera legata al bilancio capitolino che aumenta tutte le aliquote dei servizi individuali. Ma nella maxi delibera castiga famiglie il ritocco più doloroso e iniquo e quello che stabilisce l’aumento del 10% delle aliquote degli asili nido per tutte le fasce di reddito, togliendo anche la gratuità per il terzo figlio. Una mazzata per le famiglie della Capitale, davanti alla quale però si è registrata un’opposizione senza precedenti di centinaia di genitori che, stanchi del salasso comunale, hanno deciso di aderire al ricorso al Tar del Lazio promosso da Gianluigi De Palo, ex assessore alla Famiglia e Scuola di Roma Capi¬tale, oggi capogruppo della Lista Civica Cittadini X-Roma. IntelligoNews lo ha intervistato per conoscere il motivi dell’iniziativa. Allora De Palo, le famiglie si stanno accorgendo del il ‘blitz alza tasse’ fatto in piena estate? “Durante la discussione in aula Giulio Cesare avevo avvertito la maggioranza che, nonostante il momentaneo silenzio della stampa, le famiglie si sarebbero accorte presto di quello che era stato approvato il 31 luglio attraverso il cosiddetto ‘tariffone’. Da fine agosto infatti il mio cellulare ha iniziato a squillare senza interruzioni, sono centina di genitori perplessi che chiedono spiegazioni. Questo poiché, prima delle ferie estive, si erano fatti i conti della serva per far rientrare i costi dell’asilo nel bilancio familiare, uno sforzo necessario perché, di questi tempi, anche 10 euro in più fanno saltare tutti i calcoli”. Da qui l’idea del ricorso… “Certo, abbiamo infatti motivo di ritenere che la suddetta delibera non possa essere applicabile all’anno scolastico 2014/2015 in quanto è intervenuta quando il termine per la presentazione della domanda di iscrizione era già scaduto ed addirittura dopo la pubblicazione della relativa gradutoria. Ne consegue che, per le famiglie i cui figli sono stati ammessi al nido comunale per l’anno scolastico 2014/2015 debba continuare ad
Roma, le famiglie contro la stangata sugli asili. De Palo: “Pronto il ricorso al Tar. Ora basta”
Roma, le famiglie contro la stangata sugli asili. De Palo: “Pronto il ricorso al Tar. Ora basta”
applicarsi la delibera che prevedeva l’esenzione dal pagamento della quota contributiva per il terzo ?figlio??? e le precedenti tariffe. In caso contrario si lederebbe palesemente il legittimo affidamento di tutte quelle famiglie che hanno presentato la domanda di iscrizione a maggio del 2014 confidando nell’esenzione del terzo figlio e nel precedente tariffario e che oggi si vedono chiedere un contributo non previsto e per molti non preventivato nel bilancio familiare”. Prima si offre un servizio gratuito, poi, a cose già fatte, lo si mette a pagamento, insomma... “Si, oltre il merito è sbagliato anche il metodo di questi aumenti. Consideri che mi ha chiamato un madre disperata che ha rinunciato al posto ottenuto in graduatoria dal suo terzo figlio, perché passare da zero a 100 euro mensili di esborso avrebbe significato l’impossibilità di far fronte ad altre spesse fondamentali come bollette e mutuo. A tutti questi genitori dico di confermare il posto, pagare la prima rata e fare ricorso con noi ottenendo la sospensiva della retta. L’iniziativa è partita con il piede giusto, hanno risposto 250 famiglie in un solo giorno e altri parteciperanno come donatori, fra i quali diverse realtà come Forum Famiglie e Moige. Alle famiglie che non possono pagare la prima rata dico di mettersi in contatto con il sottoscritto per trovare una soluzione insieme”. Lei è in conflitto di interessi con questa battaglia? “Altri consiglieri magari il conflitto ce l’hanno con i costruttori, io invece sono un padre di quattro figli, alcuni dei quali frequentano le scuole dell’infanzia del Comune di Roma. Ho un Isee di 28mila euro l’anno, con questi aumenti mi trovo a pagare 98 per le mensa. Adesso faccio quattro lavori e arrivo preciso a fine mese, ma basta un imprevisto come il dentista per far saltare tutti i conti, per questo il Comune non può mettere un ulteriore aggravio sulle famiglie”. Stavolta però le famiglie vogliono reagire. Questo è il messaggio? “Questa è una battaglia di valenza nazionale: non è etico uccidere una famiglia, insomma dobbiamo battere un colpo e dire basta. In un Paese dove non esistono politiche di sostegno alla natalità questo significa uccidere il futuro, non è vero che gli italiani non voglio più fare figli”. Insomma per chi li ha visti gli 80 euro di Renzi andranno tutti in tasse… “Secondo un calcolo approssimativo, una famiglia romana spenderà in media 2000 euro più nel 2014/2015 a causa degli aumenti delle aliquote di numerosi servizi e delle nuove tasse comunali sulla casa. Basta dire che hanno tolto la tariffa forfettaria giornaliera di 4 euro per le strisce blu e hanno portato la tariffa oraria ad 1,5 euro: un lavoratore che si sposta necessariamente in auto, magari proprio per portare e riprendere i figli all’asilo, potrà arrivare a spendere anche 2600 euro di parcheggio”.
autore / intelligo
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