Salvataggio Atac: i numeri del rischio crac e il concordato della Raggi

08 settembre 2017 ore 10:38, intelligo
E' la via del concordato preventivo, la soluzione individuata per far uscire l'Atac dalla crisi. Questo è il parere emerso dal Cda dell'azienda che ha “individuato nella procedura di concordato preventivo in continuità la migliore soluzione alla crisi della Società, deliberando l’immediata comunicazione all’azionista e convocazione dell’assemblea dei soci per le decisioni di competenza”.

Salvataggio Atac: i numeri del rischio crac e il concordato della Raggi
Una posizione condivisa dalla sindaca di Roma Virginia Raggi che aveva fatto capire di puntare sul concordato e, di conseguenza, su di un piano di rientro sotto la guida di un commissario. Una scelta che prevede la proroga dell’affidamento ad Atac del servizio oltre la sua scadenza, evitando così la messa a gara e il referendum promosso dai Radicali. “Atac deve rimanere pubblica. Atac deve rimanere di noi tutti - ha scritto la sindaca Raggi commentando la decisione del cda - Finalmente, inizia una nuova vita per Atac – continua la sindaca -. Si avvia un percorso di rinnovamento totale dell’azienda di trasporti di Roma con un obiettivo chiaro: migliorare le linee, rinnovare la flotta degli autobus, la metropolitana; ridurre i tempi d’attesa; dare ai cittadini i servizi che meritano; tutelare i dipendenti onesti”. La Raggi rivela inoltre che l’ipotesi del concordato preventivo è allo studio dallo scorso anno e chiede ai creditori dell’azienda “di realizzare insieme un piano di risanamento e rilancio”.

Sulla stessa lunghezza d'onda, e non potrebbe essere altrimenti, anche l’assessora capitolina alla mobilità Linda Meleo nel corso dell’Assemblea straordinaria su Atac: “Io credo che la soluzione del concordato potrà avere, con la collaborazione di tutti dei vantaggi importanti perché consentirà un riequilibrio economico patrimoniale ma soprattutto finanziario per l’azienda. Avremo un riordino anche dei rapporti che l’azienda ha con i creditori avremo anche la possibilità di operare un risanamento vero non come quello che ci hanno promesso tutti i fantomatici piani industriali che l’azienda ha presentato a Roma Capitale nel corso degli ultimi dieci anni. Ci darà anche la possibilità di garantire dei tempi certi per questo risanamento, perché questa procedura presuppone la costruzione di un piano che abbia dei tempi certi, se quattro o cinque anni si vedrà, ma avremo una scadenza certa entro la quale vedere l’azienda risanata”.

SINDACATI

Di tutt'altro avviso i sindacati, pronti a scendere in piazza contro l'ipotesi del concordato preventivo. "Quello scelto dall'amministrazione è un percorso che non condividiamo perché metterà il piano industriale al vaglio dei creditori, tagliando fuori azienda e lavoratori che non avranno più voce in capitolo - spiega Daniele Fuligni, segretario Filt Cgil di Roma e Lazio - Ci opporremo ma se si proseguirà su questa strada ci impegneremo affinché vengano assicurate una serie di garanzie occupazionali e salariali. Garanzie che vanno messe nero su bianco nella delibera che verrà votata in Giunta prima di portare il dossier in tribunale".

TUTTI I NUMERI DI ATAC
Sono 4 milioni i passeggeri che utilizzano ogni giorno i mezzi dell’azienda romana che opera su una delle aree più grandi d’Europa: 1.285 km con più di 350 linee complessive. I dipendenti sono circa 13.000, poco più della metà autisti (7.000). L’Atac è l’azienda di trasporti con più dipendenti d’Italia, più di una compagnia come Alitalia. Il debito accumulato dalla municipalizzata secondo uno studio presentato dalla Fondazione Luigi Einaudi nel 2016 è di 1,3 miliardi. I mezzi a disposizione dell'azienda sono 2.500 ma è altissima la percentuale di vetture inutilizzabili perché vecchie o in condizioni precarie. Basti pensare che tanti interventi di riparazione non riescono a risolvere il problema dei mezzi danneggiati.

#atac #crisi #raggi

a.b.
 

 








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