Scontri pre-derby. Prove tecniche di banlieues

09 aprile 2013 ore 9:34, Marta Moriconi
Scontri pre-derby. Prove tecniche di banlieues
Dietro a scontri e conflitti si celano spesso debolezze e fragilità di chi li genera’. Sicuramente, quello del tifoso, è un mondo idolatrico se vissuto troppo intensamente.
Un mondo dove regna il calcio che spesso sostituisce padri, dio e ideologie, ormai uccisi da questa società.  E alla fine, dobbiamo imparare a fare i conti con l’assenza di buon senso che dovrebbe porre dei limiti. Perché se non ci sono valori regna il caos. Perché se non c'è uno Stato forte, i cittadini sono allo sbando. Il bilancio degli scontro pre-derby Lazio-Roma è, infatti, sostanzioso. Ieri a Roma abbiamo avuto le prove tecniche di banlieues. E colpisce se si pensa che stiamo parlando di sport e di sportivi seppur “passivi”: sei accoltellati, otto feriti in tutto. L’agguato dei laziali a Ponte Milvio, come da testimonianze, è stato l’elemento scatenante. E’ scoppiato il panico nel quartiere Flaminio e molti sono stati gli esercizi commerciali che hanno abbassato le serrande per timore di inseguimenti e tafferugli pericolosi. Infatti inseguimenti tra laziali e romanisti si sono verificati anche nel traffico, con i guidatori ignari di trovarsi nel bel mezzo di un’aggressione. Ma tra le “vittime” della “guerriglia urbana” ci hanno perso tutti: due ultrà romanisti, un laziale, più altre tre persone sono rimaste coinvolte. Petardi e lanci di bottigliette hanno per qualche minuto creato il panico tra i passanti, che hanno dovuto assistere agli arresti che da lì a è poco sono avvenuti. La polizia investigativa ha già fermato infatti varie persone, a vario titolo, ma procederà ad altri arresti (probabilmente osservando filmati e foto degli incidenti capaci di far individuare altri responsabili). Ma i violenti non erano violenti per la prima volta. Due dei fermi erano già con Daspo appena scontato e anche gli altri quattro avevano già precedenti specifici. Quando si dice che non si è imparata la lezione. Insomma, una nota di criminalità romana, da tifosi, di cui proprio non sentiva il bisogno né Roma, le cui attività commerciali sono in crisi e a rischio chiusura, né l’Italia che versa in una situazione di stallo che dovrebbe richiedere almeno un po’ di senso di responsabilità da parte dei cittadini. Perché nei politici ormai non si spera più.
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