Giovanardi in mezzo alle "balle": il libro

09 dicembre 2013 ore 11:10, intelligo
Giovanardi in mezzo alle 'balle': il libro
di Andrea Davì
Gian Marco Chiocchi, direttore de “Il Tempo” lo ha definito: «Un politico vecchio stampo, schietto, che non si ferma davanti alle apparenze».
 
Carlo Giovanardi è stato carabiniere durante il servizio di leva ma è anche avvocato, deputato, senatore; Giovanardi è un ex Dc, Ccd, Ucd e pure Pdl, visto che da qualche settimana è passato tra le file del Nuovo Centrodestra di Angelino Alfano.
Chiocchi aggiunge: «Giovanardi è un garantista convinto, una persona che non si è mai fermata alle chiacchere dei giornali ma che ha sempre cercato la verità».
 
Purtroppo per lui, l'Italia è il  "paese delle menzogne", dei muri di gomma, delle "balle" create ad arte dai mass media e dalla politica intorno a quei fatti  di cui sarebbe scomodo o forse meno conveniente raccontare la verità. "Balle" che vengono in modo disinvolto spacciate per verità e su cui l'opinione pubblica fonda le sue convinzioni.
 
"Balle" (ed. Koine) è il titolo del libro scritto da Carlo Giovanardi nel tentativo di far emergere intorno ad episodi della storia recente, una verità diversa da quella conosciuta attraverso le versioni ufficiali.
All'inizio della presentazione l'ex ministro confessa che l'idea e la volontà di scrivere un libro sulle menzogne gli è venuta per "colpa" di Saviano: lo scrittore napoletano ad uno dei suoi interventi da Fabio Fazio parlando di «odio morale verso gli immigrati» aveva letto quella che sosteneva doveva essere una relazione ufficiale dell’ispettorato per l’Immigrazione del Congresso americano del 1912.
 
Il testo, cita a memoria Giovanardi, parlava degli immigrati italiani che venivano così definiti: “generalmente di piccola statura e di pelle scura. Non amano l’acqua, puzzano. Si costruiscono baracche di legno...Molti bambini vengono utilizzati per chiedere l’elemosina; fanno molti figli. Dicono che siano dediti al furto e, se ostacolati, violenti.
I nostri governanti hanno aperto troppo gli ingressi alle frontiere [...] Propongo che si privilegino i veneti e i lombardi, tardi di comprendonio e ignoranti ma disposti più di altri a lavorare”.
 
«Frasi così offensive nei confronti di un popolo in un documento ufficiale del Senato degli Stati Uniti? Ho avuto il forte sospetto che si trattasse di una patacca» dice Giovanardi e racconta tutte le fasi della sua ricerca iniziata su internet e conclusa con la richiesta formale rivolta all'ambasciata americana di visionare il rapporto ufficiale del 1912.
Il documento citato e letto da Saviano per di più su un canale televisivo dello Stato e davanti a milioni di telespettatori è risultato inesistente...semplicemente una "balla".
 
Giovanardi in mezzo alle 'balle': il libro
E ancora di tante altre "balle" parla il libro in ognuno dei suoi capitoli, dai dati diffusi sulla corruzione che avrebbero riguardato «secondo Eurobarometro dal 9 al 12 per cento degli italiani» a cui sarebbe stata chiesta una tangente e che poi verificando si scopre essere invece non un sondaggio sul reato ma sul dato percepito.
Al drammatico tema della pedofilia, con la campagna promozionale del Consiglio d'Europa che tre anni fa annunciò che un bambino su 5 in Europa subiva degli abusi.
A contarli sulle dita sarebbero stati 26 milioni le innocenti vittime, interrogato sull'attendibilità di una simile cifra, il Consiglio ha dovuto ammettere di non aver mai avuto nessun dato ma che si voleva dare "un colpo nello stomaco all'opinione pubblica, insomma una trovata pubblicitaria".
 
E poi ancora, i casi di ingiustizia come quello di Stefano Cucchi, l’omofobia, l’ambiente, la droga, fino ad arrivare al caso Ustica, che dopo 33 anni di negligenza e dolo rimane avvolto in groviglio di imprecisioni e lascia la maggioranza degli italiani all'oscuro dei fatti realmente accaduti.
 
Per Carlo Giovanardi la conclusione si trova nella necessità di un organismo che vigili e possa riportare la realtà dei fatti nella propria unicità a beneficio di tutta quella parte onesta, che al contrario di quanto spesso ci fanno credere, è la maggioranza nel nostro Paese.
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