Mafia Capitale: quando Buzzi sponsorizzava gli spettacoli della sinistra radical chic

09 dicembre 2014 ore 11:51, Adriano Scianca
Mafia Capitale: quando Buzzi sponsorizzava gli spettacoli della sinistra radical chic
Probabilmente non c'è nulla di male, né alcun dato di rilievo penale, ma certo con il senno di poi fa riflettere la presunta presenza di Salvatore Buzzi fra gli sponsor di un recente spettacolo teatrale che ha riunito, fra palco e platea, praticamente tutta la sinistra radical chic. Parliamo di “Ferite a morte”, lo spettacolo di Serena Dandini contro il femminicidio che ha visto tra i collaboratori Susanna Cammusso, Margherita Buy, Lella Costa, Concita De Gregorio nonché, in platea, la presidente della Camera Laura Boldrini. Ebbene, fra gli sponsor del progetto figurerebbe proprio la cooperativa di Buzzi, che sul suo sito scrive: “La Cooperativa 29 Giugno sostiene il progetto teatrale di Serena Dandini che vede come interpreti importanti attrici italiane e donne della società civile per accendere i riflettori su quello che ormai è diventato un fenomeno diffuso in tutto il mondo: il femminicidio”. All'epoca, ovviamente, la “29 Giugno” era il fiore all'occhiello del sistema coop, un progetto di re-inserimento di detenuti di cui la sinistra andava particolarmente fiera, un miracolo per metà imprenditoriale e per metà solidale, al di sopra di ogni sospetto, almeno per chi non si faceva troppe domande ed era fuori dai giri che contano. Nulla di strano, quindi, che abbia sostenuto lo spettacolo della Dandini, così come del resto in un'altra occasione fece con quello di Giobbe Covatta. Resta tuttavia l'amara ironia della sorte che vede una serie di progetti di sicura caratura progressista essere finanziati da chi, secondo quanto sostengono gli inquirenti, avrebbe lucrato su migranti, campi rom e business dell'accoglienza.  
caricamento in corso...
caricamento in corso...