Marino, Magi (Radicali): “Azzerare il livello compromesso. Poi un programma in 3 punti"

09 luglio 2015, Lucia Bigozzi
Marino, Magi (Radicali): “Azzerare il livello compromesso. Poi un programma in 3 punti'
“C'è molta confusione tra livello amministrativo e partito. I romani non possono aspettare che il Pd ricostruisca il partito. E se Marino resta, deve dire subito cosa vuol fare con Atac, Metro C, campi rom ed emergenze abitative”. Va dritto al punto Riccardo Magi presidente dei Radicali Italiani e consigliere comunale in Campidoglio. Con Intelligonews analizza lo stato dell’arte il giorno in cui la relazione del prefetto Gabrielli è sul tavolo del ministro Alfano. 

Marino come De Luca, commissariato de facto ma non de iure?

«C’è’ una grossa incertezza in queste ore anche sulle procedura. Una cosa è sicura: la macchina amministrativa del Campidoglio è come una macchina in cui nessuna spia funziona o quando funzionano non c’è nessuno che la guarda. Noi abbiamo sollevato la questione dei controlli interni amministrativi, questione che fa capo alla figura del segretario generale del Comune che oggi leggiamo sui giornali sarebbe investiti dal provvedimento del prefetto Gabrielli. Noi avevamo chiesto una relazione sul mancato funzionamento o sullo scarso funzionamento interno della macchina amministrativa, ma ancora non abbiamo avuto risposta. Allora è evidente che se le indiscrezioni sui giornali relativi al segretario generale fossero confermate, ci sarà da individuare un nuovo segretario generale, un nuovo direttore generale. Ed anche la scelta di Marino di tenere la stessa figura apicale individuata dal predecessore – già inopportuna due anni fa – oggi si rivela una scelta politicamente incomprensibile da parte dello stesso sindaco»

Che succede adesso?

«Rispetto al procedimento prefettizio, il sindaco è un semplice spettatore: nel momento in cui da questo procedimento dovesse uscire che non si sono responsabilità della giunta, il sindaco deve occuparsi della parte politica. Gli avevamo chiesto sei mesi fa e un mese fa con lo scoppio della seconda tranche di Mafia Capitale, di fare una relazione politica su cosa non ha funzionato nell’amministrazione; non si ci può limitare alla rappresentazione tra buoni e cattivi amministratori. Marino deve indicare due-tre punti programmatici di ripartenza e non è detto comunque che vi siano le capacità necessarie su tante questioni aperte, in primis quella della mobilità con un’azienda a rischio fallimento tecnico. La questione Metro C è stata al centro della relazione di Cantone sulla base di un nostro esposto all’Anac ma poi l’assessore alla mobilità si è dimesso lasciando in eredità due situazioni disastrose. Su questo, dal punto di vista politico c’è stata una continuità con le giunte precedenti. Se Marino è in grado di dare risposte lo faccia velocemente, altrimenti prevale solo la linea del Pd che in questa fase è quella della riduzione del danno per restare aggrappati alla poltrona. Mi sembra si faccia molta confusione tra livello istituzionale e di partito. Il Pd deve dire se ha voglia, forza e capacità di governare oppure sono tutti impegnati a ricostruire il partito. Di certo, i romani non possono aspettare la ricostruzione del Pd»

I Radicali Italiani in prima fila nelle battaglie per la legalità. Lei fu il primo a denunciare che Buzzi si aggirava tranquillamente nell’Aula del consiglio comunale. Cosa intendete fare rispetto a un sindaco che se resterà al suo posto sarà comunque debole politicamente?

«C’è un livello amministrativo che si è dimostrato compromesso e ora con il provvedimento del prefetto sul tavolo di Alfano e il successivo esame della Presidenza del Consiglio, dovremmo avere la garanzia che almeno gli elementi più compromessi siano stati rimossi. Il problema è fare in modo che l’amministrazione diventi moderna e nelle amministrazioni moderne una cosa fondamentale sono i controlli. Ci deve essere un sistema di controlli che se succede qualcosa di quello che abbiamo visto accadere, lancia subito l’allarme alla politica.  Noi sappiamo che i controlli ci sono stati e io ho tutta la documentazione di riferimento, e sappiamo che sono emerse anomalie amministrative dietro le quali poi la Procura con le indagini ci ha detto si nascondeva la corruzione, ma il punto è che in tutto questo tempo non è successo nulla. Dalla relazione del prefetto Gabrielli dovremo acquisire anche questa dinamica su come è andata veramente. Il sindaco rivendica di voler governare ma prima ci deve dire cosa vuol fare con  Atac, con la Metro C, coi settori finiti dentro l’inchiesta: dall’emergenza abitativa alla gestione dei campi rom. Finora non abbiamo visto una reazione all’altezza della situazione»

Gabrielli non nasconde preoccupazione per il Giubileo; Marino sarà ‘salvato’ politicamente da un evento straordinario?

«La questione del Giubileo è particolare perché è stato annunciato con pochissimo anticipo e possono solo essere fatti interventi di manutenzione, non certo grandi opere. Tra l’altro, il governo non ha ancora emanato un atto per erogare fondi o che definisce i fondi e questo è un altro segnale da tenere presente. A Roma serve sicuramente una mano».
autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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