Pomezia: Ecoitaliasolidale se la prende coi "RITARDI NEL MONITORAGGIO AMBIENTALE"

09 maggio 2017 ore 14:32, intelligo
A Pomezia la nube tossica è stata accertata come tossica appunto e ECOITALIASOLIDALE prosegue a lanciare l'allarme per la presenza di amianto, in considerazione ai dati che risultano impressionanti. 
A lanciare una nota congiunta Piergiorgio Benvenuti, Presidente Nazionale del Movimento Ecologista ECOITALIASOLIDALE, Vanda Soriente, Responsabile per la Regione Lazio, Fabio Ficosecco, segretario Romano e dell"Area Metropolitana e Attilio Piazza Responsabile del Dipartimento Sicurezza dell'Associazione: "Probabilmente le nostre preoccupazioni circa la presenza di amianto sul tetto dell'impianto andato a fuoco a Pomezia stanno risultando fondate. Comunque ci sono stati ritardi nel monitoraggio ambientale. In casi come questo le Istituzioni preposte debbono attivare interventi adeguati e trasparenti. Non è possibile che solamente oggi la ASL ha rilevato la presenza di amianto sul materiale campionato. Vorremmo quindi sapere in che proporzioni e qual'e' il raggio territoriale interessato, rilevazioni che dovevano essere garantite con poche ore e non dopo giorni dall'incidente e comunicate con la massima trasparenza. Come è grave che la pericolosità della struttura di Pomezia più volte segnalata alle Istituzioni da parte di cittadini e comitati non è stata presa in dovuta considerazione".  
DATI AMIANTO - Per loro "si stimano in almeno 125 milioni i lavoratori nel mondo esposti all'amianto e circa 100.000 le morti causate ogni anno nel mondo dall'amianto di cui almeno 3.000 in Italia secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanita'". 
E ancora: "La presenza nel nostro Paese è ancora di circa 32 milioni di tonnellate di amianto fra edifici, tubature ed altri manufatti e risulta inaccettabile come il comportamento di numerose Regioni che non hanno approvato il loro Piano Amianto, a distanza di 25 anni dalla Legge 257 che li prevedeva entro 180 giorni dalla sua pubblicazione. Un ritardo inaccettabile con Regioni che risultano totalmente inadempienti. La situazione del Lazio peraltro ci risulta sia caratterizzato dalla presenza di circa 800 edifici con presenza di amianto, e sono tutti pubblici, da discariche abusive molto numerose, comprese quelle esistenti in alcune Riserve Naturali ed in alcuni casi di smaltimento illegale di amianto nella golena e direttamente nel Tevere. I dati in nostro possesso ci indicano un dato allarmante nella Regione Lazio dove sono oltre un milione le tonnellate di materiali che contengono le fibre da rimuovere . I casi di mesotelioma registrati a Roma e nel Lazio dal 2001 al 2012 sono stati 1.373, a cui vanno sommati migliaia di casi di patologia tumorali riconducibili all'esposizione all'amianto. Gravissimo il caso di Ostia dove si registra un picco superiore rispetto all'intera Regione di patologie collegate all'amianto. In una Regione il Lazio dove si è usato l´amianto nel comparto dell´edilizia di più rispetto al resto del Paese e quindi di una pericolosita' che andrà' peggiorando per i prossimi anni". "Non è' possibile proseguire con la consapevolezza della presenza di amianto, la certezza di un elevato livello di decessi e la totale inerzia da parte delle Istituzioni. Chiediamo pertanto alle Regioni di rispettare gli impegni, ai Comuni di liberare immediatamente le scuole e gli edifici pubblici dalla presenza di amianto e di ascoltare le segnalazioni dei cittadini, delle Associazioni e dei Comitati, ed al Governo di adoperarsi per far rispettare le Leggi esistenti"

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