Ci risiamo! Sorta di stepchild incrociata di tre figli permessa dal Tribunale

09 marzo 2016 ore 15:38, Luca Lippi
Ci risiamo, evidentemente la tentazione è forte; per la seconda volta i giudici della Capitale, dopo l'esito del ddl Cirinnà, hanno detto sì alle adozioni incrociate.
Il fatto: una nuova sentenza del Tribunale per i minorenni di Roma riconosce una famiglia con due mamme. Lo comunicano Rete Lenford e Famiglie Arcobaleno. Alle due donne, rappresentate dall'avvocato Susanna Lollini, è stata riconosciuta l'adozione incrociata dei tre figli che da oggi, quindi, sono anche per la legge figli di entrambe le madri.

Ci risiamo! Sorta di stepchild incrociata di tre figli permessa dal Tribunale
Il precedente: è solo del primo marzo la prima adozione incrociata che e deve essere piaciuta talmente tanto da non poter evitare di replicarla, adozione di due bambine di 4 e 8 anni da parte di due donne conviventi consentita dal tribunale di Roma che ha riconosciuto il diritto delle due madri ad avere la tutela della figlia dell’altra, facendo riferimento alle cosiddette “adozioni in casi particolari”.

Nonostante per legge i bambini (sia nel primo che nel secondo caso) non saranno riconosciuti come fratelli, nelle motivazioni del giudice si legge che “tali si considerano e vengono nel mondo esterno considerati”. 
Da Rete Lenford e Famiglie Arcobaleno fanno subito sapere: “Mentre la Camera si appresta a discutere la proposta di legge sulle unioni civili dove l'adozione dei figli del partner è stata stralciata rimettendo così tutto nelle mani dei giudici il Tribunale scrive che già la normativa attuale 'deve poter essere interpretata alla luce dei principi costituzionali e convenzionali che costituiscono il fondamento per il riconoscimento di nuove forme di genitorialità. E' di tutta evidenza che i rapporti esistenti tra le ricorrenti ed i rispettivi figli sono quelli concretamente e quotidianamente tipici di una sana relazione madre-figli”.
In buona sostanza, dove non arriva il Parlamento all’interno del quale si devono rispettare dinamiche sempre meno idonee allo svolgimento delle attività istituzionali, si procede attraverso altre istituzioni alle quali, in futuro, imputare la responsabilità delle scelte senza inquinare i favori elettorali dei soliti noti a vantaggio degli accordi “sottoscranno”.

autore / Luca Lippi
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