Dimissioni Marino tra complotti e toto-nomi: i possibili candidati sindaco

09 ottobre 2015, Americo Mascarucci
Dimissioni Marino tra complotti e toto-nomi: i possibili candidati sindaco
Le dimissioni di Ignazio Marino aprono scenari curiosi quanto intriganti sul futuro politico della Capitale ma anche e soprattutto delle forze che si troveranno ad affrontare le prossime elezioni amministrative

Con il Pd costretto a ricostruire una credibilità politica ormai compromessa e i movimenti di opposizione chiamati ad offrire un’alternativa convincente. Intanto, dopo aver paventato la possibilità di poter ritirare le dimissioni entro venti giorni, il quasi ex primo cittadino, potrebbe iniziare a togliersi qualche sassolino dalla scarpa raccontando ad esempio i presunti favori che gli sarebbero stati chiesti dal Pd, che lui non ha concesso al punto da ritrovarsi di fatto sfrattato dal Campidoglio. Più volte negli ultimi mesi nei vari talk show, Marino ebbe a parlare di pressioni da parte del Pd da lui rispedite al mittente, che sarebbero alla base dei suoi contrastati rapporti con il partito. 

Si era parlato della nomina di alcuni assessori improponibili, ma le richieste si saranno limitate soltanto a questo? Secondo scenario: Marino conferma le dimissioni e si andrà ad elezioni a primavera per eleggere il nuovo sindaco di Roma. Il chirurgo prestato alla politica, come ama da sempre definirsi lui, potrebbe a quel punto anche candidarsi con una lista di sinistra, magari imbarcando la minoranza Dem e tutte le componenti anti-renziane. Un modo per vendicarsi politicamente, senza alcuna possibilità di successo, ma rendendo difficile l’elezione di un sindaco Pd gradito a Matteo Renzi; il prefetto Franco Gabrielli forse? Luca Cordero di Montezemolo? Roberto Giachetti? 

Il presidente del Coni Giovanni Malagò? I ministri Paolo Gentiloni o Marianna Madia? Sul fronte opposto scaldano i motori quelli del Movimento 5Stelle che sembrerebbero i grandi favoriti nei sondaggi. La tentazione di far scendere in campo Alessandro Di Battista è forte ma finora il diretto interessato ha sempre declinato l’invito. Di Battista piace ma le regole del Movimento parlano chiaro; i candidati si scelgono con le primarie via web e non sempre il gradimento degli elettori virtuali sembra corrispondere a quello della dirigenza pentastellata. 

Nel caso in cui Di Battista dovesse confermare la sua indisponibilità sarebbero ai nastri di partenza i consiglieri uscenti con Marcello De Vito grande favorito. Nel centrodestra invece sembrerebbe farsi strada l’ipotesi Alfio Marchini, ritenuto il miglior candidato sulla piazza, essendo un imprenditore non troppo politicizzato. Non dispiacerebbe a Silvio Berlusconi ma a Roma è visto più come un candidato civico del Pd piuttosto che come il portabandiera ideale di un centrodestra allargato alle varie componenti. Del resto la provenienza notoriamente di sinistra di Marchini è nota a tutti. Nel centrodestra poi resta in piedi l’ipotesi Giorgia Meloni che potrebbe ottenere, oltre all’appoggio di Fratelli d’Italia e della Lega anche quello di Forza Italia e, perché no, del Nuovo centrodestra. Tuttavia l’ex ministro della Gioventù teme di uscire sconfitta dalla competizione con il rischio di indebolire la propria posizione sul mercato politico e il consenso intorno al proprio movimento. Insomma, le dimissioni di Marino potrebbero innescare una reazione a catena non soltanto nel centrosinistra ma anche e forse soprattutto nel campo avversario. Staremo a vedere.
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