Pensioni, fase 2 Governo-sindacati: ultime novità su Ape e Quota41

01 marzo 2017 ore 12:35, Luca Lippi
Si incontrano oggi Governo e sindacati per parlare di riforma delle pensioni. Proprio oggi in agenda c’è l’esame del Dpcm sull'Ape volontaria e su quella sociale, mentre un decreto a parte dovrebbe approfondire la nuova quota 41 in favore dei lavoratori precoci. 
Ricordiamo che l’Ape volontaria annovera tra i requisiti il raggiungimento di almeno 20 anni di contributi assieme ai 63 anni di età e ad un assegno di almeno 1,4 volte il trattamento minimo. 
L’Ape social prevede invece il sostegno dello Stato ma sarà destinata a lavoratori in situazioni di difficoltà o che svolgono attività particolarmente faticose, mentre i contributi minimi saliranno a 30-36 anni. 
L’Ape aziendale prevederà che il datore di lavoro offra il proprio contributo per farsi carico del costo dell'operazione. I dettagli mancanti alla definizione finale delle misure restano comunque fondamentali per il loro funzionamento, primo fra tutti l’accordo fra Abi e Ania giacchè è necessario l’intervento di banche e assicurazioni.
Discorso a parte per i lavoratori precoci, che attendono proprio uno specifico Dpcm con le indicazioni delle categorie di impieghi che saranno considerate ‘meritevoli’ di tutela. 
Tuttavia l'accesso al prepensionamento resta legato ai fondi stanziati anno per anno ed oggetto di un apposito monitoraggio.
Le organizzazioni dei lavoratori vogliono in particolare capire a quale platea sarà rivolta l’Ape social, ovvero la forma di pensionamento anticipato che non richiede una penalizzazione sul futuro assegno pensionistico per chi vi fa ricorso. 
Inoltre, la Cgil punta anche a capire quanti sono i lavoratori che potranno usufruire di Quota 41, che i precoci vorrebbero poter estendere a tutti, di modo che sia possibile accedere alla pensione dopo aver versato contributi per 41 anni. Probabilmente al termine del confronto, attraverso le dichiarazioni dei protagonisti, sarà possibile conoscere qualche dettaglio in merito in più.

Pensioni, fase 2 Governo-sindacati: ultime novità su Ape e Quota41

L'esecutivo dovrà ultimare la rifinitura dell'Ape volontaria e dell'Ape sociale, ovvero le misure - inserite nella legge di Bilancio 2017 - che consentiranno ai lavoratori di andare in pensione a 63 anni.
La leader della Cgil Susanna Camusso ha spiegato che l'incontro di oggi con il ministro del Lavoro Giuliano Poletti "sarà l'occasione per vedere i testi. Vogliamo capire la dimensione della platea dell'Ape social".
Secondo il presidente dell'Inps Tito Boeri l'Ape volontaria potrebbe essere richiesta soprattutto da chi è a rischio salute: "La correzione attuariale che noi avevamo proposto - ha sottolineato ieri - era molto più bassa ed era in qualche modo neutrale. E' possibile invece, adesso, che, essendo questa più costosa, tenda a selezionare le persone che magari hanno una speranza di vita più breve, ad esempio per problemi di salute".
Boeri ha preferito non sbilanciarsi sul risultato finale dell'Ape volontaria e ha ricordato che "bisogna vedere come si chiudono gli accordi con banche e assicurazioni e quale sarà il costo effettivo ultimo".
In ogni caso, ha aggiunto, l'Inps dovrà far fronte a una cospicua mole di domande di certificazioni e informazioni. "Su questo ci stiamo attrezzando per essere pronti. L'Ape volontaria richiede un cambiamento profondo perché è uno strumento molto diverso da tutti gli altri strumenti che abbiamo gestito fino a qui. Dovremo andare molto al di là della nostra natura", ha concluso.

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autore / Luca Lippi
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