Nuove visite fiscali, cambia la reperibilità ma è scontro sulle sette ore

10 febbraio 2017 ore 13:44, Luca Lippi
Cambiamenti e rivoluzioni nella gestione della reperibilità e tutto nelle mani di Tito Boeri. ovviamente le parti sociali insorgono ma non ne hanno motivo. Andando con ordine, le fasce di reperibilità in casa nei giorni di malattia dovrebbero essere uguali per pubblico e privato.
Vediamo una per una le tre funzioni in capo all’Inps e come Boeri intende esercitarle. Sempre dall’Inps il provvedimento che dal 2017 sparisce l'indennità di disoccupazione per alcuni lavoratori precari che hanno perso o perderanno il posto quest'anno. 
Poi c’è la presa in carico, secondo quanto previsto dal decreto Madia, del ‘polo unico’ per le visite fiscali in capo all’istituto Boeri.

Le fasce di reperibilità
Le fasce di reperibilità in casa nei giorni di malattia dovrebbero essere uguali per pubblico e privato ed essere “almeno di sette ore per tutti”. Lo conferma Tito Boeri, a margine di un convegno alla Camera spiegando che “non ha senso che ci siano differenze fra pubblico e privato”. Al momento, le fasce di reperibilità prevedono 4 ore giornaliere per i lavoratori privati e 7 ore per quelli pubblici. 
Boeri ha spiegato: “In questo modo si potrebbero ridurre le spese e gestire al meglio i medici e svolgere i controlli in modo efficiente”. 
Con l’approvazione del decreto Madia, l’Inps sarebbe l’unico soggetto a cui spetta l’espletamento delle visite fiscali. “Sarebbe molto importante se potessimo anche organizzare meglio, ottimizzare il tempo dei medici” per quanto riguarda il loro lavoro. “Su questo terreno del monitoraggio delle assenze per malattia, posso garantire che nei prossimi mesi il nostro istituto sarà attivo”, ha concluso Boeri.
I sindacati hanno criticato il metodo seguito da Boeri, per una riforma è necessaria una legge ed è opportuno il confronto con le parti sociali, sottolinea la Cgil, ma hanno potuto dire poco nel merito, perché le fasce orarie differenziate tra pubblici e privati non hanno giustificazione logica di fronte alla verifica delle malattie.


Nuove visite fiscali, cambia la reperibilità ma è scontro sulle sette ore

Polo Unico e medicina fiscale
L’Inps si occuperà anche degli statali oltre che dei privati. Nel decreto Madia c’è l’obiettivo di rafforzare l’efficacia degli accertamenti grazie al “cervellone” informatico dell’Inps, che permette di fare verifiche mirate. 
In sviluppo la composizione di una normativa che permetta la possibilità di condurre accertamenti ripetuti. 
Oggi per i dipendenti pubblici sono attive le Asl, ma più di qualcosa non ha funzionato. Risorse e competenze saranno trasferite all’Inps, l’Istituto provvederà a inserire nuovi criteri attraverso cui svolgere gli accertamenti sulle malattie, e la possibilità di tornare a controllare, con verifiche ripetute. 
Con i rinnovi contrattuali, si potrebbe intervenire su alcune modalità di fruizione dei permessi, come quelli della legge 104 del 1992, rivedendo le regole sui preavvisi. 

La Dis-Coll
Ricordiamo che L'art.15 del Decreto Legislativo 4 marzo 2015 n.22, recante "Disposizioni per il riordino della normativa in materia di ammortizzatori sociali in caso di disoccupazione involontaria e di ricollocazione dei lavoratori disoccupati, in attuazione della legge 10 dicembre 2014, n.183" ha istituito, in relazione agli eventi di disoccupazione verificatisi nell'anno solare 2015, una prestazione di disoccupazione mensile denominata Dis-Coll in favore dei collaboratori coordinati e continuativi, anche a progetto.
l'Inps, fa riferimento alla “assenza di previsione normativa”. L'indennità, dunque, sarà comunque erogata ancora a chi è rimasto “involontariamente” senza lavoro entro il 31 dicembre 2016. La Dis-Coll era stata introdotta con il jobs act nel filone riguardante gli ammortizzatori sociali. Nel 2016 era stata rifinanziata nella legge di stabilità con 54 milioni, ma per quest'anno si è deciso di cassarla. Il paracadute copriva i lavoratori senza partita iva iscritti alla gestione separata Inps a condizione che avessero almeno tre mesi di contribuzione a partire dall'anno solare precedente alla perdita del posto. I co.co.co. interessati da questo taglio sono circa 300mila. Il salvacondotto statale non era proprio marginale: consisteva nel 75% del reddito medio mensile se inferiore all'importo di 1.195 euro. L'indennità non poteva comunque superare la misura massima mensile di 1.300 euro per l'anno 2015, rivalutato annualmente.

autore / Luca Lippi
Luca Lippi
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