Novità pensioni: quello strano asse tra Salvini e M5S

10 luglio 2017 ore 11:33, Luca Lippi
Non c’è da aspettarsi rivoluzioni dalla riforma pensioni, inchiodata all'Ape sociale e oltretutto con sempre maggiori paletti per l’accesso. Tuttavia si sta formando un curioso asse (questa sì una rivoluzione) tra Salvini e M5 Stelle per dare un’accelerata allo sradicamento della riforma Fornero più che una vera e propria accelerata ai provvedimenti all’esame dei Ministeri dell’Economia e del Lavoro con le parti sociali per mettere a punto i decreti attuativi definitivi di una riforma della riforma. Ma andiamo con ordine e facciamo un rapido focus sulla riforma delle pensioni.
Allo stato dell’arte gli argomenti sul tavolo sono la fase due sul confronto tra governo e sindacati.
-Nuovi incentivi per favorire le adesioni alla previdenza complementare. Insieme al riscatto gratuito degli anni di studi universitari (peraltro già messi in discussione)  e la messa a punto di un sistema per la copertura contributiva dei periodi passati, soprattutto dalle donne, a prendersi cura di familiari anziani o disabili. In sostanza quello che vogliono i sindaciti è riassunto da Roberto Ghiselli, segretario confederale della Cgil: "Dobbiamo dare risposte ai giovani che hanno carriere fragili e discontinue. Lo strumento non è certo il ricorso alla previdenza complementare, perché chi non riesce a costruire il primo pilastro non può neanche costruire il secondo". Spiega Ghiselli che la proposta dei sindacati è di introdurre "meccanismi di carattere solidaristico nel sistema contributivo imperniato sulla previdenza pubblica. Si tratta di premiare la presenza e l'attività nel mondo del lavoro, non di dare a tutti una pensione minima garantita. A chi è disoccupato e segue un periodo di formazione, chi ha il part time, chi fa lavori di cura, chi ha contributi bassi come collaboratori, lavoratori pagati con i voucher, colf che lavorano poche ore: a tutti costoro va valorizzato un periodo contributivo ulteriore".
Novità pensioni: quello strano asse tra Salvini e M5S
Ovviamente per i sindacati tutto questo dovrebbe essere a carico della fiscalità generale cioè a carico dello Stato. Infatti, Ghiselli precisa: "L'intervento è a carico dello Stato ma il meccanismo che proponiamo costa meno della pensione minima per tutti e degli interventi assistenziali di soccorso alla povertà. Inoltre, è un sistema virtuoso contro l'evasione contributiva, perchè i contributi troppo bassi per maturare una pensione vanno di fatto perduti".
Di contro il consigliere economico di Palazzo Chigi, Marco Leonardi, ha sottolineato che la soluzione più idonea rimane quella di adottare modelli flessibili nella previdenza integrativa, di fatto riferendosi alla Rendita integrativa temporanea anticipata (Rita) voluta da Matteo Renzi. 
-Nodo età pensionabile, questo in concreto il punto su cui la fase 2 avrà motivo di arenarsi, questo perché da una parte i sindacati sono determinati a scongiurare lo scatto automatico. Quello dell'incremento dell'età pensionabile, che verrebbe deciso da un decreto 'direttoriale' del ministero dell'Economia in caso di innalzamento delle aspettative di vita da parte dell'Istat: "Chiederemo che sia modificata la legge", spiega Ghiselli. 
In sostanza, è pronto un decreto per l’innalzamento dell’età pensionabile a 67 anni dal 2019. In realtà non è una vera e propria novità. Il prolungamento è imposto dalla crescita della cosiddetta ‘aspettativa media di vita’, che è diventata parametro fondamentale del sistema previdenziale Inps. In pratica, per garantirne la sostenibilità. Fu istituito in base ad una legge del 2010 (governo Berlusconi) ed ha cadenza triennale. Solo che dal 2019 avrà un ritmo più spedito - due anni - così come stabilito dalla riforma Fornero. Da quando è stato introdotto l'età per la pensione è salita di undici mesi. Attenzione, i mesi in più si sommano sia al minimo di età richiesto per l'assegno di vecchiaia che al minimo di anni di contributi per la pensione anticipata.
I sindacati vorrebbero che una decisione sull’adeguamento alla speranza di vita tornasse nell’alveo del confronto tra le parti, e non lasciata agli automatismi amministrativi, proposta peraltro osteggiata dall’Inps il cui presidente proprio ieri ha spiegato che togliere questo adeguamento automatico significa aumentare la spesa pensionistica e metterla sulle spalle delle generazioni future. Per i sindacati sarebbe anche ora di differenziare l’età di uscita, oggi a 66 anni e 7 mesi, magari in base alla tipologia di lavoro (più o meno gravosa). E così anche per quando riguarda quella che era l’anzianità, ovvero gli anni di lavoro richiesti prima di uscire. Dal 2019 si passerebbe a 43 anni e 3 mesi per gli uomini e 42 anni e 3 mesi per le donne (anche in questo caso 5 mesi in più rispetto ai limiti attuali se le proiezioni Istat attese per l’autunno lo confermeranno). Su queste richieste Cgil, Cisl e Uil, insieme alle categorie dei pensionati, hanno organizzato un’iniziativa unitaria il prossimo 13 luglio.
Quando si può parlare di Ape volontaria? Gentiloni avrebbe anche annunciato una ripresa delle trattative per l’Ape volontaria, ma mancano totalmente i contatti tra governo e Ania e a seguire quelli con le banche. Obiettivamente è difficile da credere che assicurazioni e banche possano sobbarcarsi l’onere di assicurare una platea di individui in avanzato stato di età e senza le idonee garanzia sia di vita residua sia reddituali senza pretendere una garanzia economica da parte dello stato che allo stato dell’arte non è in grado di potere assicurare.
Quella strana alleanza M5S e Salvini sul tema pensioni. Già dal marzo scorso ci sono state manovre di avvicinamento tra Lega e M5S in tema pensioni. In realtà il loro è solamente una direzione contro la riforma Fornero. Il Movimento 5 stelle di Beppe Grillo e la Lega nord di Matteo Salvini uniti per un unico scopo Matteo Salvini ha dichiarato: “Non è il male, dialogo pssibile su alcuni punti”.
Di contro Elsa Fornero ha già fatto sapere da mesi che "Per crescere servono delle buone politiche e delle riforme, che non possono farsi schioccando le dita e che non danno risultati immediati".
Non li cita direttamente, ma la Fornero si è schierata ancora una volta decisamente contro la Lega e il Movimento 5 stelle. "Non esiste la soluzione miracolistica. Spero che i giovani siano in grado di smascherare i populismi". 
Invece M5s e Lega sono tornati a promette modifiche alla riforma pensioni targata Monti-Fornero. "Ridurre le tasse e cancellare la legge Fornero", ha ribadito più volte Matteo Salvini. "Sono stanco d'incontrare centinaia di ragazzi napoletani, siciliani, calabresi costretti ad andare all'estero per cercare lavoro".
Il movimento cinque stelle tramite Alessandro Di Battista, ha cercato di sottolineare in passato le differenze rispetto alla Lega. "Salvini con la Lega ha governato con Berlusconi, la Meloni  ha votato la legge Fornero, il Pd ha governato e continua a governare".
Oggi Salvini apre al Movimento:A differenza di Berlusconi io non penso che i Cinque stelle siano un’accozzaglia di disoccupati, disperati, depravati, che siano il male assoluto, sono interlocutori con i quali si può discutere”.  Sembrano più manovre di avvicinamento con l’orizzonte aperto sulle elezioni. Seguiamo gli sviluppi di questa curiosa alleanza.

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autore / Luca Lippi
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