Pensioni news, i termini per l'avvio dell'Ape social e quali requisiti

12 giugno 2017 ore 15:47, Luca Lippi
È ormai un dato di fatto che l’Ape sociale, così come la pensione anticipata quota 41, non sarà per tutti, ma per un numero chiuso di destinatari. 
L’Ape sociale è un’indennità che spetta fino al conseguimento dei requisiti necessari alla pensione di vecchiaia: è destinata ad alcune categorie di lavoratrici e lavoratori che si trovano in particolari condizioni e sono in possesso, a seconda delle ipotesi, di un minimo di 63 anni di età e di 30 o 36 anni di contributi.
Governo e sindacati ne avevano discusso a lungo, poi è stato messo tutto nero su bianco e inserito nella legge di bilancio. Attualmente si lavora ai decreti attuativi della riforma pensione e non sono escluse modifiche e ritocchi all’anticipo pensionistico.
L’Ape sociale, a differenza della cosiddetta Ape volontaria, è un anticipo pensionistico, ma è erogata direttamente dallo Stato e non comporta trattenute sulla futura pensione.
Pensioni news, i termini per l'avvio dell'Ape social e quali requisiti
A chi spetta - Possono accedere all’Ape sociale le lavoratrici e i lavoratori che abbiano già compiuto 63 anni di età e che siano, o siano stati, iscritti all’assicurazione generale obbligatoria (Ago, che comprende gli iscritti al fondo pensione lavoratori dipendenti e alle gestioni speciali dei lavoratori autonomi), alle forme sostitutive ed esclusive della stessa, o alla Gestione separata Inps, purché cessino l’attività lavorativa, non siano già titolari di pensione diretta, e siano in possesso di un minimo di 30 o 36 anni di contributi, a seconda della categoria di appartenenza.
I lavoratori devono appartenere, nel dettaglio, a una delle seguenti categorie:
-lavoratori in possesso di almeno 30 anni di contributi che, al momento di decorrenza dell’Ape sociale:
-risultano disoccupati a seguito di licenziamento, anche collettivo, o di dimissioni per giusta causa, o per effetto di risoluzione consensuale nell’ambito della procedura di conciliazione obbligatoria, che hanno terminato da almeno tre mesi di percepire la prestazione di disoccupazione;
-assistono, al momento della richiesta e da almeno 6 mesi, il coniuge o un parente di primo grado convivente con handicap grave ai sensi della Legge 104;
-possiedono un’invalidità uguale o superiore al 74%;
-lavoratori in possesso di almeno 36 anni di contributi che, al momento di decorrenza dell’Ape sociale:
-prestano da almeno 6 anni, in via continuativa, attività lavorative dipendenti particolarmente difficoltose e rischiose, facenti parte dell’elenco di professioni di seguito indicato:
-operai dell’industria estrattiva, dell’edilizia e della manutenzione degli edifici;
-conduttori di gru, di macchinari mobili per la perforazione nelle costruzioni;
-conciatori di pelli e di pellicce;
-conduttori di convogli ferroviari e personale viaggiante;
-conduttori di mezzi pesanti e camion;
-professioni sanitarie infermieristiche ed ostetriche ospedaliere con lavoro organizzato in turni;
-addetti all’assistenza personale di persone in condizioni di non autosufficienza;
-professori di scuola pre-primaria;
-facchini, addetti allo spostamento merci ed assimilati;
-personale non qualificato addetto ai servizi di pulizia;
-operatori ecologici e altri raccoglitori e separatori di rifiuti.

Tutti i paletti dopo il decreto attuativo -  Quasi a voler rendere più ristretto possibile il campo dei beneficiari, l’Ape nella versione a carico dello Stato prevede una serie di paletti stringenti. Vincoli che, nonostante gli emendamenti depositati non sono stati tolti. Per i disoccupati, per esempio, sarà necessario avere terminato di percepire, almeno da 3 mesi e per intero, gli ammortizzatori sociali da loro sfruttati, quindi mobilità, Naspi e così via.
Per gli invalidi è necessario avere a che fare con un grado di disabilità di almeno il 74%. Per i lavori gravosi invece i paletti sono di natura lavorativa proprio in virtù del fatto che il fattore importante per rientrare nell’agevolazione è la tipologia di attività svolta durante la vita lavorativa. Le categorie agevolabili sono le maestre di asilo, gli autisti di mezzi pesanti, i macchinisti dei treni, gli infermieri e le ostetriche con lavoro in turni, i facchini, gli edili, i gruisti, i conciatori di pelli, addetti ai rifiuti, personale addetto ai servizi di pulizia e all’assistenza dei soggetti non autosufficienti. Il limite per questi è quello dei contributi versati che come dicevamo devono essere 36. Inoltre gli ultimi 6 anni prima della domanda di accesso all’Ape devono essere stati svolti continuativamente in quelle attività. Cosa significa tutto ciò? Un edile, la cui attività di norma è saltuaria, basata sul clima e sulle stagioni, difficilmente potrà garantire il requisiti della continuità negli ultimi 6 anni. Una anomalia che si collega anche a quelle relative alla incompatibilità con gli ammortizzatori sociali o con redditi superiori ad 8.000 euro. 

Come si calcola
Il calcolo dell’Ape sociale viene effettuato secondo il normale criterio di calcolo della pensione, ma il suo importo non può comunque superare, mensilmente, i 1.500 euro.
L’Ape sociale è corrisposta, ogni anno, per 12 mesi, anziché 13, in quanto non è un trattamento pensionistico vero e proprio, ma un anticipo pensionistico corrisposto sotto forma di indennità.
La legge che ha istituito l’Ape sociale (cioè la Legge di bilancio 2017) non dice, come nel caso dell’Ape volontaria, che il trattamento è esentasse: si deduce, quindi, che l’Ape sociale è regolarmente tassata come reddito da lavoro dipendente.

L’Ape sociale non è compatibile - L’Ape sociale è incompatibile con la percezione di prestazioni a sostegno del reddito conseguenti allo stato di disoccupazione. In particolare è incompatibile:
-con la Naspi;
-con l’Asdi (assegno di disoccupazione);
-con l’indennizzo per commercianti.

L’Ape sociale è compatibile - 
-con la percezione di redditi da lavoro dipendente o parasubordinato nel limite di 8000 euro all’anno;
-con la percezione di redditi derivanti da attività di lavoro autonomo nel limite annuo di 4800 euro.
Inoltre, il beneficiario decade dal diritto all’indennità se raggiunge i requisiti la pensione anticipata (ad esempio, può accadere che Tizio, disoccupato, riprenda l’attività lavorativa nel periodo di percezione dell’Ape sociale e raggiunga, così, i contributi utili alla pensione anticipata).

Come fare domanda - Chi matura i requisiti entro il 31 dicembre del 2017 potrà presentare domanda entro il 15 luglio del 2017; invece, chi matura i requisiti entro il 31 dicembre del 2018 possibilità di presentarla entro il mese di marzo del prossimo anno.
L’Inps risponderà entro il 15 ottobre 2017, per le domande presentate entro luglio 2017 e per le richieste presentate entro il 31 marzo 2018 sarà data risposta entro il 30 giugno del 2018.
Il provvedimento di governo precisa, inoltre, che:  "le domande presentate oltre il 15 luglio 2017 e il 31 marzo 2018 e comunque non oltre il 30 novembre sono prese in considerazione esclusivamente se all'esito del monitoraggio residuano le necessarie risorse finanziarie”.
In altra parole, sono previsti limiti di spesa per lo stato. L’Ape social sarà riconosciuta, a domanda, entro i limiti annuali di spesa previsti dall’ultima legge di Bila


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