Legge elettorale, siamo all’Italicum bis: Cosa vogliono Pd, Fi e M5s

12 maggio 2017 ore 14:29, Luca Lippi
Ultimi aggiornamenti riguardo la legge elettorale; dopo mesi di discussioni la concentrazione massima è sull’Italicum bis, cioè un testo elaborato dal presidente della commissione Affari istituzionali Andrea Mazziotti (Civici e innovatori, ex Scelta civica). La  proposta estende al Senato l'Italicum come corretto dalla Corte costituzionale. Il testo andrà alla Camera il 29 maggio. La presentazione del documento da parte di Mazziotti, nella sostanza si configura come una bocciatura della proposta Pd.
La legge elettorale proposta dal Pd: prevedeva i meccanismi del sistema “simil-tedesco”, sistema su cui ha puntato fino a ieri sera il Pd: uno schema per metà maggioritario e per metà proporzionale, con una quota di preferenze e una quota di liste bloccate. Una piattaforma, però, ad hoc per mettere d’accordo Pd e Forza Italia. Il testo è stato pensato e depositato dal senatore Verdini a dicembre, a la sensazione che ne è emersa da subito è stata quella di un secondo patto del Nazareno. 
Legge elettorale, siamo all’Italicum bis: Cosa vogliono Pd, Fi e M5s
Ieri il Pd, dunque, ha fatto l'ultimo tentativo di proporre una nuova versione del Mattarellum, il sistema caro all’ex presidente del consiglio perché contiene la parte di maggioritario necessaria a garantire la "governabilità", tuttavia Berlusconi l’ha respinta da subito mettendo il veto a correttivi maggioritari e alle preferenze e ha optato per un proporzionale puro. Da questo ‘niet’ emerge la posizione di Forza Italia che prende le distanze dal Pd e contemporaneamente isola Salvini (dato che il proporzionale induce le forze ad una coalizione e in quella con FI la Lega salviniana sarebbe minoritaria) e incontra, di fatto, il Movimento 5 Stelle. 
La posizione del Pd: l’Italicum bis non convince il Pd perché teme di ritrovarsi con un proporzionale puro come lo è di fatto l’Italicum a meno che non si raggiunga la soglia del 40% per far scattare il premio di maggioranza. Altra cosa sarebbe stata se ci fosse stato il ballottaggio. Oggi Matteo Renzi lo ha ricordato in un post su Facebook. “Come sapete sono un grande sostenitore del ballottaggio, perché consente di scegliere ai cittadini anziché costringere agli accordi di palazzo. Ma dopo il No del 4 dicembre alla riforma costituzionale, il ballottaggio in Italia è diventato praticamente impossibile. Anche questa è una delle conseguenze negative del voto referendario”, scrive Renzi. E aggiunge: “Continuano le grandi manovre parlamentari di chi chiede a parole una nuova legge elettorale ma in pratica non la vuole, e perde tempo”.
La posizione del M5S: l'Italicum bis è nella sostanza il cosiddetto Legalicum con il quale M5s ha sempre detto di voler tornare al voto, ma come rileva Renato Brunetta di Forza Italia: “Senza il Pd non si va da nessuna parte” per questo “il Pd avrebbe diritto e dovere di dire come la pensa”. Alla Camera i dem hanno una maggioranza schiacciante e quindi qualunque soluzione non può prescindere dal Pd. Con buona pace dei 5 Stelle che esultano: “Bene Mazziotti: si parte dal Legalicum. Il Pd scarichi Verdini e voti legge condivisa. Siamo disposti anche a correttivi di governabilità”, si legge su Twitter.
La posizione di Forza Italia: si limita a sottolineare di rispettare il lavoro del relatore Mazziotti ma Brunetta non nasconde i limiti di un testo su cui l’ok del Pd non è scontato: “La nostra preoccupazione”, ha dichiarato Brunetta, “è che non abbiamo ancora capito cosa voglia il Pd, partito di maggioranza relativa e questo mi sembra grave. Vedo Renzi che accusa altri di perdere tempo. Questo mi sembra risibile e paradossale. Abbiamo aspettato di tutto e di più, ma non ho ancora capito cosa vogliono. Siccome senza il Pd non si va da nessuna parte, il Pd avrebbe diritto e dovere di dire come la pensa”.
Tutti gli altri: sull’Italicum bis, c’è il no esplicito di Ala, Lega e Mdp. “Nel testo-base della legge elettorale proposto dal presidente Mazziotti è inaccettabile la conferma dei capilista bloccati alla Camera e la loro estensione al Senato”, dicono i deputati di Mdp in commissione. “In questo modo ogni partito potrebbe disporre addirittura di 150 capilista bloccati e quasi i tre quarti dei parlamentari eletti sarebbero sottratti alla scelta dei cittadini”. “Articolo 1 farà su questo punto una battaglia politica e parlamentare molto determinata. Dopo quattro mesi di melina, il Pd ha la responsabilità di non aver orientato una scelta diversa già a partire dal testo-base”, annunciano da articolo 1 Mdp. Positivo il commento di Ap con Maurizio Lupi. I ‘piccoli’ non disdegnano una legge che prevede una soglia di sbarramento al 3 per cento a Camera e Senato. “Il relatore della legge elettorale ha fatto un buon lavoro di mediazione”, dice Lupi.
Il Presednte Mattarella che ha detto? Il Presidente della Repubblica ha ammonito, ricevendo al Quirinale i presidenti di Camera e Senato, Pietro Grasso e Laura Boldrini, il Parlamento di provvedere sollecitamente al compimento di due importanti adempimenti istituzionali: la nuova normativa elettorale per il Senato e per la Camera e l'elezione di un giudice della Corte costituzionale”. Lo stallo sulla legge elettorale era diventato piuttosto grottesco, dopo la sfida lanciata da Matteo Renzi all'“accozzaglia”, qualcosa sembra muoversi.
In conclusione: pare proprio che una possibilità di intesa più ampia, su una legge elettorale nuova, strutturata, non c'è; dunque è stato meglio cominciare da una soluzione minimale. Politicamente vale solo come un un passo avanti (così come ha voluto Mattarella) ma l'impianto è più proporzionale del Mattarellum, portandone la quota proporzionale dal 25 al 50%, però non va bene a Berlusconi e nemmeno al M5s. E quindi non avrà i voti. 
Il testo prevede un premio nazionale che al Senato non è possibile, dato che la camera alta è eletta su base regionale. Questo è un elemento a forte rischio di incostituzionalità. C'è anche il rischio che ci siano due maggioranze diverse tra Camera e Senato, visto che al momento non si specifica che per ottenere il premio di maggioranza la lista o partito debba raggiungere il 40% contemporaneamente nelle due camere.

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autore / Luca Lippi
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