Fiano per abrasione scritta Dux da obelisco: così riparte legge su apologia

12 settembre 2017 ore 13:49, Luca Lippi
L’onorevole Emanuele Fiano, già promotore della legge sull'apologia del fascismo, vuole la cancellazione della scritta ‘Mussolini Dux’ sull’obelisco del Foro Italico. Nello specifico, l’onorevole Fiano ai microfoni di Radio 24 ha dichiarato: "Sono contrario all'abbattimento di monumenti, ma l'abrasione della scritta è una cosa che è stata fatta in Italia in tanti posti. L'abrasione della sola scritta è giusta". 
Poi l’onorevole Fiano ha anche affrontato l’argomento dei negozi lungo il corsetto di Predappio che vendono gadget del Fascismo e ha dichiarato: "Accoglierei la proposta del sindaco di Predappio che, al posto di quei negozi, ha proposto l'istituzione di un museo storico anche in quella città che ovviamente ha un legame con la figura di Mussolini, un museo di spiegazione di cosa è stato il fascismo, di tutto il percorso della sua storia, di ciò che ha prodotto, causato, di ciò di cui è colpevole. In Germania ci sono esempi di musei legati alla storia del nazismo che insegnano alle nuove generazioni o anche a quelle vecchie esattamente tutto quello che è successo. Raccontare, spiegare anche introdursi nelle contraddizioni di un pezzo di storia è giusto senza infingimenti".

LA LEGGE SULL'APOLOGIA DEL FASCISMO
La proposta di legge 3243, presentata da Emanuele Fiano del Partito Democratico, chiede l’introduzione dell’articolo 293-bis del codice penale, puntando a punire “chiunque propaganda le immagini o i contenuti propri del partito fascista o del partito nazionalsocialista tedesco”. 
Una norma che estende e completa la legge Scelba del 1952 e poi la Mancino del 1993 (che allargava la Scelba all’odio e discriminazione razziale), portando la legislazione a contemplare anche gesti individuali da punire, come il saluto romano, e la diffusione di gadget “produzione, distribuzione, diffusione o vendita di beni raffiguranti persone, immagini o simboli” del Fascismo e del nazismo. 
La proposta di legge inoltre prevede “la reclusione da sei mesi a due anni, con la pena aumentata di un terzo se il fatto è commesso attraverso strumenti telematici o informatici”, come ad esempio Facebook.

LA POLEMICA SULLA SCRITTA
Lo storico dell’arte Achille Bonito Oliva ha dichiarato a proposito della scritta sull’obelisco del Foro italico: “La scritta non ha più quel significato negativo che aveva a suo tempo, quando era celebrativo della dittatura fascista. Onestamente, credo che l’opera vada giudicata all’interno del Foro Italico, che è un monumento dell’architettura nazional fascista, ma la scritta Dux non ha più l’eco minacciosa e retorica che aveva all’epoca. Credo comunque che meno se ne parla e meglio è perché si tratta solo di una scritta, cancellarla significa alterare un’opera ed è un principio che se viene accettato crea la censura di ogni cosa che appartiene alla storia”. Sull’argomento è intervenuto nei mesi scorsi anche il critico e storico d’arte Vittorio Sgarbi che con  la sua solita, ma molto chiara, veemenza ha dichiarato: “Il quartiere dell’Eur è dello stesso periodo, mica si può togliere. La scritta ‘Dux’ è come quelle lasciate dagli studenti sessantottini sui muri”.

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autore / Luca Lippi
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