Fuga di Igor "finisce" in Parlamento: interrogazione su ricerche e morte Verri

13 maggio 2017 ore 10:49, Americo Mascarucci
Il caso del killer di Budrio approda in Parlamento. Sotto accusa ci sono soprattutto le mosse degli investigatori successive all'uccisione del barista Davide Fabbri. Qualcosa non torna ai familiari di Valerio Verri, la guardia giurata uccisa da Igor. Il legale della famiglia Verri ha presentato un esposto con il quale evidenzia come la morte dell'uomo poteva essere evitata muovendo accuse agli investigatori e alle istituzioni. Da qui l'interrogazione in Parlamento.
Fuga di Igor 'finisce' in Parlamento: interrogazione su ricerche e morte Verri

L'INTERROGAZIONE - Il deputato del gruppo Art.1-Mdp Filiberto Zaratti ha presentato un'interrogazione ai ministri dell'Interno e della Difesa chiedendo se "il Ministro risulti a conoscenza della dinamica dei fatti, quali le misure di sicurezza e prevenzione della pubblica incolumità, in primis di tutti i diversi operatori del settore, assunte dai diversi organi competenti in materia di pubblica sicurezza (prefettura, questura, comando dei Carabinieri) e le ragioni per le quali non sia stata interdetta la zona più volte indicata come luogo di rifugio del ricercato Igor Vaclavic all'azione delle guardie ecologiche volontarie, disposizione assunta solo il giorno successivo l'omicidio di Verri"
Zaratti chiede inoltre se "non si reputi opportuno indirizzare a tutte le prefetture italiane una circolare che indichi, in analoghe situazioni di rischio per la pubblica incolumità, la sospensione cautelativa di qualsiasi attività di vigilanza volontaria"

L'ESPOSTO - Ma è soprattitto l'esposto depositato in Procura a Ferrara dall’avvocato Fabio Anselmo legale della famiglia Verri ad acuire le polemiche. 
Nell'esposto denuncia di 16 pagine, il legale spiega l'intenzione di sottoporre all’attenzione dell’autorità inquirente determinati fatti, affinché la stessa li valutati ed accerti se siano individuabili, oltre all’omicida, ulteriori responsabili per il decesso di Valerio Verri. Circostanze che se verificate secondo i familiari dell'uomo avrebbe potuto evitare la tragedia.
"C’era qualcuno che doveva valutare la sicurezza dei luoghi dove Igor si pensava nascosto – spiega l’avvocato Fabio Anselmo – e la decisione di sospendere i pattugliamenti non doveva essere presa il 9, ma molto prima. Chi doveva farlo? Chi ha la funzione di ordine pubblico, chi stava facendo le indagini, chi ha diramato la foto segnaletica di Igor/Norbert".  

LE ACCUSE - I Verri chiedono di indagare sui i motivi che hanno determinato l’omessa tempestiva diffusione dell’allarme a tutte le forze di polizia e a chi doveva svolgere servizi di vigilanza nella zona rossa. Chi doveva informare preventivamente, tra gli organi di pubblica sicurezza, non l’avrebbe fatto secondo il legale della famiglia. «Era prevedibile che la zona rossa fosse rifugio di Igor e pretendibile che fosse interdetta dall’azione dei volontari". 
L'esposto in sostanza chiede di accertare se siano state commesse "mancanze e omissioni" e dunque sussistano responsabilità nella morte di Verri che poteva essere evitata se solo la zona oggetto delle ricerche fosse stata interdetta. Ora ovviamente sarà la Procura a chiarire i fatti. 

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