Furia Zaia sui ticket sanitari: "Veneti pagano il quadruplo". E' polemica

13 marzo 2017 ore 20:27, Luca Lippi
Spiegare a un veneto che paga il ticket sanitario quattro volte in più rispetto a un siciliano è sicuramente complicato. Già il ticket in generale non si paga volentieri, poi, dopo quanto si legge nei dati dell'Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali (Agenas) la questione assume contorni piuttosto spiacevoli.
Dai dati dell’Agenas emerge che tra Nord e Sud la differenza sui soldi incassati per i ticket sanitari è enorme. La differenza ha fatto andare su tutte le furie il governatore del Veneto Zaia: "È scandaloso che il Governo nell'ultima Legge di Stabilità abbia tolto il divieto per il governatore di fare il commissario della sanità. Nomina così chi ha fatto il disastro a commissariare sè stesso".

CONFRONTO VENETO E SICILIA
I siciliani ogni anno pagano in media 8,7 euro di ticket, i veneti ne pagano 36,2. Altro dato è la diminuzione complessiva delle prestazioni sanitarie specialistiche, come visite ed analisi. È non è del tutto vero che questa diminuzione abbia favorito il privato a discapito del pubblico, perché le visite specialistiche sono diminuite quasi del 10% sia nella sanità pubblica che in quella privata.
Dice Zaia direttamente interessato:Le esenzioni vanno controllate, i dati anomali sono legati a quelle false, probabilmente. Ma i problemi sono tanti. Visto Loreto Mare? Un quarto dei dipendenti non va a lavorare, vi sembra una cosa normale? Se succedesse così da noi andrebbe a casa prima il governatore, poi tutta l’amministrazione e i direttori generali. Il problema è che questo Paese si è assuefatto a tutto".

Furia Zaia sui ticket sanitari: 'Veneti pagano il quadruplo'. E' polemica

LA LETTURA CORRETTA DEI DATI
Ha detto Francesco Bevere, direttore generale di Agenas che i ticket per la sanità sono nati come strumento per migliorare l'efficienza, rendere le prescrizioni più appropriate e dare equità al sistema”. 
I dati che vengono riportati sulle regioni e la crisi del ticket sono in alcuni casi impietosi: detto del Veneto che paga il quadruplo secco in più della Sicilia, vi è anche l’Emilia Romagna dove i cittadini non hanno visto diminuire la spesa rispetto alle altre regioni. Spendono in media quasi 36 euro l'anno per la tassa su esami e visite, con il dato pro capite è in linea con quelli di Toscana, Veneto, Friuli, Trento e Bolzano. 
False esenzioni ma anche crisi economica portano molti cittadini del sud ad evitare esami per risparmiare;dobbiamo evitare che un eccesso di ticket allontani le persone dal servizio pubblico. Inoltre non dovrebbero esserci queste differenze tra i diversi territori regionali”, riporta ancora il direttore dell’agenzia. “Sarebbe utile ridefinire la regolazione dei ticket, così da consentire da una parte una possibilità di applicazione differenziata a seconda delle regioni, e dall'altra, soprattutto nelle realtà in piano di rientro, stabilire tetti massimi di spesa a salvaguardia dell'accesso alle prestazioni che sono nei livelli essenziali di assistenza. Così da evitare che chi non ha reddito sufficiente si allontani da cure importanti”.

IN CONCLUSIONE
I dati però dimostrano come il Servizio Sanitario Nazionale sia sempre meno utilizzato da parte dei cittadini. Molti pazienti si sono spostati nel privato puro, dove non ci sono le liste di attesa e talvolta si spende lo stesso o addirittura si risparmia rispetto al costo del ticket. I tempi di attesa infiniti e appunto un ticket che spesso cresce come cifra di pagamento spingono i cittadini verso le visite e cliniche private, laddove possono chiaramente. Però anche i dati, sempre di Agenas, sulla libera professione ‘intramoenia’, che è a pagamento, raccontano di un calo di prestazioni del 9%: ‘potrebbe esserci anche un po' più di appropriatezza nelle prescrizioni, cioè un'attenzione di medici e pazienti a evitare gli esami inutili’ rivela uno studio di Repubblica.

#Ticket #Zaia #Veneto
autore / Luca Lippi
Luca Lippi
caricamento in corso...
caricamento in corso...