Boldrini accusata di atto anticostituzionale, dalla denuncia all'indagine

14 settembre 2017 ore 14:24, Americo Mascarucci
Laura Boldrini è formalmente indagata dalla Procura di Cassino in seguito alla querela sporta nei suoi confronti da Niki Dragonetti, un imprenditore di Frosinone ed esponente provinciale di Popolari per l’Italia, con l'accusa di aver compiuto un "atto contrario alla Costituzione". Dragonetti ha deciso di sporgere denuncia per un tweet della Boldrini in cui scriveva: "Europa, resistenza a cedere quote sovranità. Ma il traguardo va raggiunto o prevarranno disgregazione e populismo".
Boldrini accusata di atto anticostituzionale, dalla denuncia all'indagine
 

LA DENUNCIA 
"La cessione di sovranità dell'Italia in favore dell' Europa rappresenta indiscutibilmente - si legge nella denuncia di Dragonetti - la fine dell'Italia quale nazione libera e indipendente, ciò è esattamente quello che accadrebbe in caso di occupazione militare del paese". Secondo Dragonetti, le parole della presidente sarebbero punibili come reato di istigazione a delinquere. La Boldrini con quelle frasi - secondo l'autore dell'esposto - avrebbe chiesto agli italiani di compiere un atto anti-Costituzionale, perché la sovranità appartiene solo al popolo e non può essere certo delegata completamente a organi sovranazionali come la Ue. 
Adesso Laura Boldrini è formalmente iscritta nel registro degli indagati: il magistrato ha dato incarico alla polizia giudiziaria di svolgere le indagini che potrebbero concludersi con la richiesta di archiviazione o con la richiesta di rinvio a giudizio. Tutto dipenderà dall'esito delle indagini preliminari nel corso delle quali la Boldrini potrebbe anche essere ascoltata dagli inquirenti. Al momento quindi la sua iscrizione nel registro degli indagati è soltanto un atto dovuto ma sufficiente per far cantare vittoria a Dragonetti. 

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