Gentiloni dopo fiducia in Senato, ora con FI "c'è rispetto"... e interesse

15 dicembre 2016 ore 11:00, Americo Mascarucci
"Abbiamo apprezzato l’atteggiamento sin qui rispettoso del Parlamento, almeno con lei l’improvvisazione non c’è...".
Parole e musica di Maurizio Gasparri che di fatto sembra aprire una linea di credito al nuovo Presidente del Consiglio. 
E il capogruppo azzurro al Senato Paolo Romani non è stato da meno nel suo intervento sul voto di fiducia, evidenziando come il no di Forza Italia sia di fatto scontato per ragioni di ordine politico, pur apprezzando il nuovo stile del Presidente del Consiglio.
Forza Italia non ha votato la fiducia al nuovo Governo, ma appare dunque chiaro come i toni rispetto al precedente Esecutivo siano molto diversi. 
Anche con Renzi in verità all'inizio erano "rose e fiori" per poi finire al muro contro muro, però a Berlusconi e a Forza Italia in questo momento appare conveniente instaurare un rapporto positivo col nuovo Esecutivo soprattutto per riscrivere insieme una legge elettorale che torni utile agli azzurri su più fronti: 
Indebolire il Movimento 5 Stelle, che con l'Italicum avrebbe gioco facile a vincere le politiche, ma anche la Lega Nord che con Salvini è sempre più decisa a rivendicare la premiership del centrodestra.
Gentiloni dopo fiducia in Senato, ora con FI 'c'è rispetto'... e interesse
L’ideale per Berlusconi sarebbe tornare ad una legge elettorale che premi le coalizioni e non i partiti per costringere Salvini ad entrare in coalizione e quindi placare il più possibile i propri appetiti politici. E con un ritorno alle coalizioni si metterebbe anche fuori gioco il M5S, dal momento che i grillini non accetterebbero mai di fare coalizione con altri gruppi. 
Una legge che alla fine converrebbe pure al Pd.

E così mentre Forza Italia lancia "segnali di pace" a Gentiloni facendo intuire all'orizzonte un possibile nuovo patto del Nazareno, ecco che dal Governo arriva un assist all’ex Cavaliere per la vicenda Mediaset-Vivendi. 
Il ministro dello Sviluppo Economico Carlo Calenda è sceso in campo contro quella che è stata definita la "scalata ostile" del gruppo francese a Mediaset. 
"Gli investimenti stranieri sono sempre benvenuti, quando portano capitale di crescita e competenze e contribuiscono allo sviluppo del tessuto industriale italiano - ha detto Calenda - Quando però si tratta di un’azienda che opera in un campo strategico come quello dei media, il modo in cui si procede non è irrilevante. Mi pare che questo principio sia in Francia ampiamente riconosciuto e assertivamente difeso. Premesso dunque l’assoluto rispetto del governo italiano per le regole di mercato, non sembra davvero che quello che potrebbe apparire come un tentativo, del tutto inaspettato, di scalata ostile a uno dei più grandi gruppi media italiani, sia il modo più appropriato di procedere per rafforzare la propria presenza in Italia".
Il tutto mentre Berlusconi annunciava l’intenzione di Fininvest di aumentare la propria partecipazione azionaria in Mediaset per fermare l’avanzata di Vivendi che non avrebbe rispettato gli accordi sottoscritti, dichiarando in pratica guerra alla famiglia Berlusconi.
Due indizi dunque sembrano fare una prova. 
Insomma, se il Patto del Nazareno non è ancora risorto, è sulla buona strada?

caricamento in corso...
caricamento in corso...