Referendum lavoro, Poletti choc: "Si vota prima". Scure del sindacato

15 dicembre 2016 ore 13:52, Andrea De Angelis
Bufera su Poletti che allontana le urne dal referendum sul Jobs Act, ma le avvicina per quanto riguarda le nazionali. Così scoppia la polemica, visto che stiamo parlando di un neo (ed ex) ministro del Governo Gentiloni. Conversando con i cronisti al Senato, il ministro del Lavoro Giuliano Poletti si è detto convinto che il problema non si pone: "Mi sembra che l'atteggiamento prevalente sia quello di andare a votare presto, quindi prima del referendum sul Jobs Act".

Dichiarazioni che hanno sconcertato molti anche perché il Premier Paolo Gentiloni in queste ore ha ribadito che il suo Esecutivo non ha scadenze temporali. Intelligonews ha chiesto un commento alla giornalista Chiara Geloni, già direttrice di YouDem: "Si tratta di una dichiarazione davvero curiosa per un ministro che si è reinsediato da un giorno nel suo incarico e che va di fatto a contraddire quanto dichiarato dal Presidente del Consiglio Gentiloni su mandato del Presidente della Repubblica - ha detto Geloni -, il quale ha ribadito come un Governo non possa avere una scadenza. Trovo poi inopportuna la dichiarazione di Poletti dal punto di vista politico. Il Pd pensa davvero di poter sostenere una campagna elettorale nell'ambito della quale verrebbe accusato di aver avuto paura dei lavoratori e di aver voluto difendere la propria riforma con un trucco che ha impedito lo svolgimento del referendum?".

Referendum lavoro, Poletti choc: 'Si vota prima'. Scure del sindacato
Le polemiche coinvolgono ovviamente anche l'opposizione e il mondo dei sindacati. Partendo da questi ultimi, il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso, ha risposto così a chi le chiedeva dell’ipotesi di rinvio della consultazione: "Vale il merito e non la data". Quindi ha aggiunto sarcastica: "Mi pare che il ministro sia dotato di una sfera di cristallo". Per la leader della Cgil insistere sullo slittamento del referendum significa "non avere il coraggio di affrontare i problemi".
Anche tra i partiti dell'opposizione ci sono molti esponenti politici che sottolineano come sia a dir poco "inusuale" che un ministro appena subito dopo il giuramento "va a parlare di voto in tempi brevi". 
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