Renzi va veloce al congresso ma Bersani avverte: "Non siamo il PdR"

15 febbraio 2017 ore 11:10, Americo Mascarucci
L’ombra della scissione continua ad aleggiare sul Partito Democratico complice l’accelerazione del segretario Matteo Renzi sul congresso. Il gioco di Renzi a questo punto appare chiaro ed è quello di far convocare la resa dei conti entro giugno prima delle elezioni amministrative. Posizione però che non è condivisa dalla minoranza Dem secondo la quale Renzi punterebbe ad un congresso a primavera per riconfermare la sua leadership per poi votare al massimo ad ottobre. 
Appare evidente infatti come l’ex Premier non voglia affatto attendere la fine naturale della legislatura prevista a febbraio 2018 come invece chiedono Bersani e company, convinti che sia necessario lavorare intorno ad una legge elettorale omogenea per Camera e Senato e il più possibile condivisa.
Renzi va veloce al congresso ma Bersani avverte: 'Non siamo il PdR'

La resa dei conti 
Domenica l'assemblea nazionale dovrebbe fissare tempi e criteri del congresso: poi si dovrebbe passare all'istituzione di una commissione di garanzia cui sarà delegata la gestione e organizzazione dell'assise. 
Dieci sindaci e 3 presidenti di Regione Pd hanno redatto un documento per chiedere di celebrare al più presto il congresso.
"Il congresso - si legge nel documento - e' l'antidoto naturale al pericolo di scissioni, che sarebbero una sconfitta per l'Italia. Vogliamo e lavoriamo per un Pd coraggioso, che non si rinchiuda nei caminetti, che apra porte e finestre e torni a parlare solo dei problemi dei cittadini e soprattutto dei più deboli. Per questo sosteniamo Matteo Renzi per il rilancio e il rinnovamento del Pd e della sinistra europea". Un assist a Renzi che sembra aver raccolto prontamente l’invito.

Bersani preannuncia scissione
Ma il pericolo della scissione è tutt’altro che scongiurato anche in caso di congresso anticipato. Perché, se è ver che la minoranza lo ha chiesto da tempo, ciò che non convince sono i tempo dettati dal segretario che, numeri alla mano, avrebbe oggi la vittoria in tasca. 
E che la minoranza consideri sempre più inevitabile un divorzio lo fa capire a chiare lettere Pierluigi Bersani per nulla soddisfato da quanto è andato in scena alla direzione di lunedì.
"Siamo il Pd o il PdR, il Partito di Renzi? Io voglio bene al Pd finchè è il Pd, se diventa PdR non gli voglio più bene". 
Bersani vede pochi margini di ricomposizione. "Il collettivo - spiega - non può essere un gregge. Ieri (lunedì) mi aspettavo un esito ben diverso, di fronte a uno sforzo difficile anche mio, nostro, mi sarei aspettato di sentir dire: ok, discutiamo. Non penso si possa andare avanti così, vediamo se qualcuno può prendere in mano la situazione".
E ora la minoranza Dem minaccia di non presentarsi sabato in assemblea. Anche perché, tiene a precisare Bersani "la scissione c'è già stata, l'hanno decretata gli elettori". 
#renzi #bersani #scissione
caricamento in corso...
caricamento in corso...