Il clan Arena sul Cara di Crotone, "cibo per maiali" ai migranti. Fine del buonismo

15 maggio 2017 ore 15:23, intelligo
Istituito nel giugno del 1999, il Centro per richiedenti asilo (Cara) di Sant’Anna di Isola Capo Rizzuto, con una disponibilità di 1.216 posti, è oggi il centro per migranti più grande d’Europa, in seguito al ridimensionamento del centro di Mineo. La struttura, che secondo la Dda di Catanzaro sarebbe sotto l’influenza del clan della ‘ndrangheta facente capo agli Arena, sorge di fronte all’aeroporto di Crotone ed ha ospitato fino al 2015 anche un Centro di identificazione ed espulsione, poi chiuso in seguito ad una rivolta.

OPERAZIONE JOHNNY -
A commentare l'inchiesta secondo cui il centro per migranti più grande d’Europa era nelle mani delle ‘ndrine è stato proprio il procuratore di Catanzaro Nicola Gratteri: "Con i soldi ricavati da questi business c’è chi s’è preso case, barche, auto".  Nel Cara di Isola Capo Rizzuto, in provincia di Crotone, "c’era mangiare che non bastava mai. Abbiamo filmato anche la qualità del cibo: noi di solito quel cibo lo diamo ai maiali. C’erano delle società create appositamente per rifornire i pasti e con questi soldi hanno comprato cinema, teatri, decine di appartamenti, macchine e barche di lusso, terreni". Così, su RaiNews24, Gratteri ha commentato l’operazione "Johnny", con 68 arresti, che ha smantellato la cosca Arena. Tra il 2015 ed il 2016, secondo le indagini, "in particolare a Catanzaro, una cellula della cosca, dipendente dalla cosca madre di Isola Capo Rizzuto, ma radicata nel capoluogo, avrebbe messo a segno una serie impressionante di danneggiamenti a fini estorsivi per fissare con decisione la propria influenza sull'area mentre cosche satelliti della famiglia Arena avevano fatto altrettanto nell'area, di rilevante interesse imprenditoriale e turistico, immediatamente a sud di Catanzaro ricadente nei comuni di Borgia e Vallefiorita".

APPALTI ALLA COSCA - La cosca Arena, tramite il governatore della "Fraternita di Misericordia" Leonardo Sacco, era riuscita ad aggiudicarsi gli appalti indetti dalla Prefettura di Crotone per le forniture dei servizi di ristorazione al centro di accoglienza di Isola Capo Rizzuto e di Lampedusa. Appalti che venivano affidati a imprese appositamente costituite dagli Arena e da altre famiglie di 'ndrangheta per spartirsi i fondi destinati all'accoglienza dei migranti. Dalle indagini sarebbe emersa l'infiltrazione della cosca Arena nel tessuto economico crotonese e, in particolare, il controllo mafioso delle attività imprenditoriali connesse al funzionamento dell'accoglienza al Cara di Isola Capo Rizzuto che andava avanti da più di un decennio.

ACCUSE -
Gli indagati sono accusati di associazione mafiosa, estorsione, porto e detenzione illegale di armi, intestazione fittizia di beni, malversazione ai danni dello Stato, truffa aggravata, frode in pubbliche forniture e altri reati di natura fiscale, tutti aggravati dalla modalità mafiose. Nel corso dell'operazione anche un sequestro beni milionari.

M5S VS ALFANO - E sui migranti e gli arresti della Dda di Catanzaro si scatena il botta e risposta tra Movimento 5 Stelle e Alfano: "Migrantopoli è una realtà che deve essere smantellata al più presto - si legge sul blog di Beppe Grillo - I centri di accoglienza sono una gallina dalle uova d’oro". E sulla foto del ministro degli Esteri Angelino Alfano con Leonardo Sacco, governatore dell’associazione di volontariato "Fraternita di Misericordia" di Isola di Capo Rizzuto, nonché presidente della Cofraternita Interregionale della Calabria e Basilicata, tra i 68 arrestati nell’operazione di Catanzaro, Grillo attacca: "Tutti i partiti che hanno governato hanno avuto a che fare con lui. Proprio come con Buzzi per Mafia Capitale. Dal Cara di Mineo a Crotone passando per la malagestione di Lampedusa? guarda caso, sempre tutti amici del Ministro Alfano. Alfano, la misura è colma: dimissioni subito!".

LA RISPOSTA DI ALFANO - Pronta la replica del ministro degli Esteri che sottolinea: "Dei `Cinque Stelle´ non mi curo anche perché chi è guidato da un condannato dovrebbe avere rispetto per gli incensurati". E sulla foto "incriminata" dice: "Si appendono Dei `Cinque Stelle´ ad una fotografia, ma i miei addetti ai social network mi hanno detto che spulciando il profilo Facebook di questo qui hanno trovato una galleria fotografica con personaggi di altissimo livello, con tutti i principali protagonisti della politica italiana. E non solo della politica, ma anche di altri ambiti". E ancora: "La verità è che ciascuno, facendo politica, ha migliaia di fotografie. Io ho migliaia di foto perché per ragioni di carattere non mi sottraggo quando mi chiedono una fotografia. Non mi pare chi sia stato introdotto nell’ordinamento giuridico italiano il reato di fotografia".
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