Riforma giustizia: come cambia il processo penale

15 marzo 2017 ore 13:32, Luca Lippi
Approvato al Senato con 156 voti a favore, 121 contrari e un astenuto il ddl di riforma del processo penale. Il provvedimento torna ora all'esame della Camera.
Scopo del ddl, quello di modificare alcune disposizioni del codice penale (come l'inasprimento delle pene per furti e rapine, l'estinzione del reato per condotte riparatorie), del codice di procedura penale (come la disciplina delle indagini preliminari) e delle norme di attuazione. 
Con il provvedimento, che si compone di 40 articoli, viene inoltre delegato il governo a una riforma del processo penale e dell'ordinamento penitenziario.

AUMENTO DELLE PENE PER FURTI E RAPINE 
Fra le norme del ddl si trova l'inasprimento delle sanzioni per il voto di scambio politico-mafioso, che viene punito con il carcere da sei a dodici anni (attualmente è da 4 a 10 anni), l'aumento delle pene per il furto in abitazione, lo scippo e la rapina (da 4 a 10 anni), per l’estorsione aggravata (da 6 a 7 anni).
Le nuove disposizioni si applicano anche ai processi in corso. Il provvedimento modifica inoltre direttamente il regime di procedibilità del reato di violenza privata (art. 610 c.p.), richiedendo nelle ipotesi non aggravata la querela di parte.
Quanto alla prescrizione, per alcuni reati in danno dei minori, essa decorre dal compimento della maggiore età della vittima (salvo che la notizia del reato sia precedente al compimento dei 18 anni). Il provvedimento dispone inoltre che l'interruzione della prescrizione non può comportare l'aumento di più della metà del tempo necessario a prescrivere anche per i reati di corruzione, concussione, peculato.
C'è, però, una disposizione, risultata 'indigesta' all'Associazione nazionale magistrati, che dà un massimo di tre mesi alle procure (prorogabili di altri 3) per chiedere il rinvio a giudizio o il proscioglimento dell’indagato, al termine delle indagini preliminari. Se tale limite viene ignorato, interviene l’avocazione da parte del procuratore generale (ma per reati di mafia e terrorismo il tempo è dilatato fino a un anno).

Riforma giustizia: come cambia il processo penale

INTERCETTAZIONI
La delega riguarda, oltre alle misure per garantire la riservatezza, una fattispecie di reato legata alla diffusione di immagini o conversazioni telefoniche fraudolentemente captate. Viene disciplinato l'uso dei cosiddetti 'trojan', stabilendo che l'attivazione avvenga con comando attivato da remoto e non con il solo inserimento del 'captatore' informatico.
Infine, non possano essere in alcun modo conoscibili, divulgabili e pubblicabili i risultati di intercettazioni che abbiano coinvolto occasionalmente soggetti estranei ai fatti per cui si procede. Il governo, con l'ultimo emendamento presentato, punta alla riduzione del 50% del budget per le intercettazioni con il presupposto che sulla base delle nuove tecnologie disponibili non diminuirà il numero degli ascolti.
Punito fino a 4 anni chi diffonde registrazioni di conversazioni tra privati captate fraudolentemente al solo fine di infangarne la reputazione. Non c'è punibilità è esclusa se le registrazioni integrano una prova in un processo o sono usate per la difesa o per il diritto di cronaca.

PRESCRIZIONE
Altra misura contenuta nel ddl è quella che reca modifiche alla disciplina della prescrizione dei reati (Capo II- art. 7-11). Il testo prevede, in particolare, che dopo la sentenza di condanna in primo grado il termine di prescrizione resti sospeso fino al deposito della sentenza di appello, e comunque per un tempo non superiore a un anno e sei mesi; dopo la sentenza di condanna in appello, anche se pronunciata in sede di rinvio, il termine di prescrizione resta sospeso fino alla pronuncia della sentenza definitiva e comunque per un tempo non superiore a un anno e sei mesi.

NUOVO ORDINAMENTO PENITENZIARIO
La disposizione di delega contiene specifici principi e criteri direttivi per l'adeguamento delle norme dell'ordinamento penitenziario alle esigenze rieducative dei detenuti minori di età, con riferimento tanto alle autorità giurisdizionali coinvolte, quanto all'organizzazione degli istituti per i minorenni. Il testo prevede inoltre la revisione delle misure alternative alla detenzione e dei benefici penitenziari, in particolare all'istruzione e ai contatti con la società esterna, in funzione del reinserimento sociale.

INDAGINI PRELIMINARI
Il testo del ddl modifica le disposizioni del codice di procedura penale che riguardano le indagini preliminari, l'archiviazione e l'udienza preliminare. Il provvedimento interviene, tra l'altro, sui tempi delle diverse fasi, sulle garanzie della persona offesa dal reato, sulla nullità del provvedimento di archiviazione e prevede che allo spirare del termine di durata massima delle indagini preliminari, il pm abbia tempo 3 mesi (12 per i reati più gravi), prorogabili una sola volta, per decidere se chiedere l'archiviazione o esercitare l'azione penale, altrimenti l'indagine sarà` avocata dal procuratore generale presso la corte d'appello.


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