"Rimettere l’Europa sociale al centro della UE". Ma il Gentiloni-liberal?

16 marzo 2017 ore 11:25, intelligo
"Rimettere l’Europa sociale al centro delle politiche Ue". Finish del capitalismo sfrenato, finish della globalizzazione così come l'abbiamo conosciuta? Qualcosa deve andare storto se ora anche il premier Gentiloni lo dice, come fosse "una Meloni o un Salvini qualunque". Per il Presidente del Consiglio, si tratta "di rimettere al centro l'Europa sociale, la protezione dei più deboli attraverso il dialogo tra le parti sociali".
'Rimettere l’Europa sociale al centro della UE'. Ma il Gentiloni-liberal?
Evidentemente la crisi c'è e i cittadini la avvertono, inutile fare ancora finta di niente: lo spiega proprio Gentiloni "che non è affatto alle nostre spalle" perché "se non usciamo dalla crisi e non riduciamo i livelli di disoccupazione giovanile non ci sarà fiducia nell'Unione europea". Per non parlare dell'arrivo di migranti, braccia da lavoro a pochi euro, ormai un problema anche per il premier: "L'impegno per garantire sicurezza alle frontiere e la gestione dei flussi migratori: se i Paesi che sono in prima fila vengono lasciati soli non ci sarà fiducia nel futuro dell'Unione". 
In altre parole, quello che fior fiore di analisti e politica "populista" (a detta loro) diceva da tempo, ma che pronunciata da sinistra e da un sottile liberal fa molto più "figo". 

Eppure è lo stesso Gentiloni che quando gli fu chiesto cosa occorresse di più al Pd, rispose chiaramente: "Il pensiero liberale: nel partito democratico ci saranno sia eredi di una cultura comunista che è stata sconfitta dalla storia, sia militanti di una cultura cattolica che ha avuto torti e ragioni. Possibile che manchino interpreti di quella liberale, che ha vinto la battaglia culturale del Novecento? Cercansi disperatamente interpreti della cultura liberale". 
Insomma c'è un Gentiloni per ogni stagione? Prima parlava così, oggi dice che serve rimettere al centro l'Europa sociale, la protezione dei più deboli attraverso il dialogo tra le parti sociali... Sarà che la sua storia non mente, d'altronde Vincenzo Ottorino Gentiloni Silveri era il suo antenato, quello del Patto che, nel 1913, consentì di far di superare l'impasse della politica italiana portando i liberal-cattolici ad ottenere il 51% dei voti grazie al compromesso anti-radicali. 
Embé, anche stavolta sembra che Gentiloni stia pensando a qualcosa di diverso che a diventare il semplice battitacchi di un sistema fallimentare e fallito nei fatti: quel patto potrebbe forse ripetersi un secolo dopo tra liberal e sociali? Mi sa che questo compromesso non si farà mai. 

#gentiloni #ue #europa
autore / intelligo
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