Renzi ascolta Delrio (il fuorionda) e fa appello anti scissione. Ma sembra una farsa

17 febbraio 2017 ore 13:48, intelligo
L'appello di Renzi, alla luce del fuorionda di Delrio, assume tutto un'altro aspetto: quello di una sceneggiata malriuscita per colpa di quelle parole che oggi tutti stanno leggendo.  
"Si è litigato di brutto (con Renzi, ndr) - ha detto il ministro dei Trasporti Graziano Delrio sfogandosi in una conversazione riservata ma con un microfono che era rimasto acceso - perché non è che puoi trattare questa cosa qui come un passaggio normale. Cioè, tu devi far capire che piangi se si divide il Pd, non che te ne frega, chi se ne frega. Non ha fatto neanche una telefonata, su…come cazzo fai in una situazione del genere a non fare una telefonata?". E se lo chiedono anche Bersani ed Emiliano e tutti gli altri della minoranza Pd, come si fa? Si fa, perchè la zavorra è un peso si sa. E l’audio del fuorionda - registrato da Ala News che l’ha diffuso - non è nulla di nuovo sul fronte a sinistra. La conversazione di Delrio è con il presidente della Commissione Trasporti della Camera Michele Meta che gli chiedeva se i bersaniani barassero o no. Macchè, per Delrio "una parte ha già deciso", ma poi fa riferimento ai renziani: "Pensano che diminuiscono i posti da distribuire: capiscono un cazzo, perché sarà una cosa come la rottura della diga in California, si forma una crepa e l'acqua dopo non la governi più". 

Una visione profetica e lungimirante, che sembra già diventare il suggerimento di un amico caro a Matteo, che deve essersi ispirato proprio a quella lite raccontata da Delrio per decidersi a lanciare l'appello dalle pagine del Corriere della Sera. E lo fa proprio oggi, ironia della sorte: "Faccio un appello ai dirigenti: bloccate le macchine della divisione. Non andatevene, venite. Partecipate. Le porte sono aperte, nessuno caccia nessuno, torniamo a parlare di Italia". Ma attenti: non accetterà "ricatti" sul congresso che va fatto e sui tempi perché "c'è lo statuto". 
D'altronde "se la minoranza mi dice: o congresso o scissione, io dico congresso - avverte Renzi - ma se dopo che ho detto congresso loro dicono 'comunque scissione', il dubbio è che si voglia comunque rompere. Che tutto sia un pretesto. Toglieremo tutti i pretesti, tutti gli alibi. Vogliono una fase programmatica durante il congresso? Bene. Ci stiamo". 
Poi rivolge una domanda delle sue, sensazionali e irriverenti: "Chi ci va dai militanti della Festa dell'Unità a spiegare perché si deve rompere il Pd?".  
Ma sulle elezioni non si sbilancia. Gentiloni "merita il nostro sostegno sempre, non 'provvedimento per provvedimento' come sosteneva qualcuno fino a qualche giorno fa". 

#renzi #scissione #pd
autore / intelligo
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