Ius soli rinviato, Meluzzi: "Grazie a vigilanza democratica pericolo scampato"

17 luglio 2017 ore 15:08, Americo Mascarucci
Ius Soli rinviato a settembre. La legge che riconosce la cittadinanza ai figli degli immigrati nati in Italia, va per ora in soffitta dopo che il premier Paolo Gentiloni ha preso atto della mancanza delle "condizioni politiche" per approvarla. L'emergenza migranti in atto in questi giorni con il braccio di ferro in corso fra Italia ed Europa, unita ad una legge molto contestata nel Paese, avrebbe potuto portare ad una seria crisi di governo considerando che, pallottoliere alla mano, i numeri per approvare lo Ius Soli in Senato nemmeno ci sarebbero stati. Da qui la decisione del rinvio da parte di Gentiloni, che però è stata contestata a sinistra dove Roberto Speranza accusa Renzi e il Pd di continuare una politica di destra rivolta ad inseguire Salvini in tema di immigrazione. Ma è davvero così? Intelligonews lo ha chiesto al sociologo Alessandro Meluzzi.
Ius soli rinviato, Meluzzi: 'Grazie a vigilanza democratica pericolo scampato'

Da esterno che segue la politica, è giusto dire come fanno Speranza e compagni che sullo Ius Soli ha vinto la Lega?

"Credo abbia vinto la percezione evidenziata anche dai sondaggi che la maggioranza degli italiani non voglia questa legge. Certamente il punto fermo di forze come la Lega Nord e Fratelli d'Italia ha dato un contributo importante e decisivo. Quando gli italiani hanno compreso che la battaglia non era perduta, hanno iniziato a lanciare segnali di insoddisfazione sui social network e organizzando mobilitazioni ai vari livelli denunciando come la situazione fosse ormai insostenibile. Anche il Pd, partito in caduta di consensi, non ha potuto che registrare questo fatto. Ritengo che a vincere sia stata soprattutto la democrazia anche se si tratta di una vittoria monca visto che il flusso migratorio dall'Africa non è minimanente diminuito. Bisogna passare dalle parole ai fatti".

E sulla posizione di Alfano che oggi canta vittoria e si intesta il merito del rinvio?

"Credo che Alfano dopo gli schiaffi presi da Renzi con il tentativo di imporre elezioni anticipate e una nuova legge elettorale in accordo con Grillo e Berlusconi per tarpare le ali ai centristi, abbia restituito pan per facaccia al segretario Pd, riscrivendo nel contempo i contenuti della propria agenda politica. Ma non cambierà molto in termini elettorali per lui, visti i consensi sempre più esigui".

Perché non si può riconoscere automaticamente la cittadinanza ai figli degli immigrati nati in Italia? cosa lo impedisce?

"Le leggi che riguardano la cittadinanza hanno un duplice aspetto. Uno è quello diretto ed immediato e qui va detto che lo Ius Soli di fatto c'è già, dal momento che quelli che sono nati in Italia, al compimento dei diciotto anni, possono chiedere la cittadinanza. Per giunta assistiamo al paradosso di cinesi nati in Italia che vogliono continuare ad essere cinesi. La situazione attuale ritengo sia per certi versi migliore di quella che si vorrebbe creare con lo Ius Soli. Il vero problema è rappresentato dal fatto che nella situazione in cui siamo, con un migrazionismo diffuso, il devastante messaggio che passa nelle sterminate plebi africane del Sahel è che se si va in Italia e in qualche modo ci si arriva, si diventerà cittadini italiani, e basterà far nascere i propri figli sul territorio italiano perché questi siano italiani a tutti gli effetti. In questo mercato della disperazione l'approvazione dello Ius Soli avrebbe rappresentato sul mondo del web e sugli smartphone, strumenti che queste persone maneggiano meglio di noi, una pubblicità diabolica. L'effetto sarebbe stato quello di incentivare una spinta incontenibile per quei 300mila migranti che sono già in Libia e aspettano di essere traghettati, per i 5 milioni che sono già in movimento dal Sahel e per i 200 milioni che dall'Africa sud-sahariana vogliono venire in Italia. Il messaggio culturale è devastante. Per non parlare poi dell'altro grande problema rappresentato dai ricongiungimenti familiari. Il pericolo per ora è scongiurato, ma non va assolutamente abbassato il livello di quella che un tempo si chiamava vigilanza democratica". 
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