Pensioni news: per Ape utile anche il riscatto contributi omessi

17 marzo 2017 ore 14:33, Anna Lisa Renoldi
La possibilità di riscatto contributi è regolamentata dall’articolo 13 della legge 1338/62. Da qui la possibilità di riscattare i contributi previdenziali che l’azienda ha omesso di versare e per i quali sono scaduti i termini di prescrizione.
Possono essere riscattati, in misura pari alla pensione o alla quota di pensione adeguata che spetterebbe al lavoratore dipendente in relazione contributi omessi. Il riscatto contributi omessi, che è oneroso, può essere esercitato dall’impresa oppure dal lavoratore, che in questo modo copre periodi utili a raggiungere la pensione, e può poi rivalersi sull’impresa. 
-Regolarizzazione da parte del datore di lavoro: prevede la richiesta all’Inps di aprire la cosiddetta rendita vitalizia reversibile, che sarà pari alla pensione o quota di pensione che spetterebbe al lavoratore dipendente in relazione ai contributi omessi. Questa rendita, integra con effetto immediato le pensioni già in essere, e viene valutata per la maturazione del diritto a pensione.
Attenzione: il riscatto è possibile solo se c’è stato omesso pagamento dei contributi e sono scaduti i termini di prescrizione (cinque anni). Se la prescrizione non è ancora intervenuta, la contribuzione viene automaticamente accreditata all’assicurato a carico dell’Inps, che poi si rivale sul datore di lavoro.

Pensioni news: per Ape utile anche il riscatto contributi omessi

CHI PUO’ ESERCITARE IL RISCATTO
Possono esercitare il riscatto contributi il datore di lavoro per attività lavorativa subordinata, il titolare di impresa artigiana o commerciale per i coadiuvanti, il titolare del nucleo coltivatore diretto, colono e mezzadro in favore dei familiari coadiuvanti, gli iscritti alla gestione separata che non siano titolari all’obbligo contributivo (come ad esempio i collaboratori a progetto).
La domanda può essere presentata anche da soggetti già titolari di pensione. In ogni caso, va inviata all’Inps, utilizzando la procedura web oppure recandosi nelle sedi territoriali dell’istituto.

COSTO DELL'OPERAZIONE
Il calcolo dell’onere dipende dal sistema in cui ricadono le anzianità da riscattare. Si calcolano quindi in modo diverso periodi che ricadono nel sistema retributivo e altri per i quali invece il calcolo è contributivo. In quest’ultimo caso, il calcolo sul costo del riscatto si effettua in percentuale applicando l’aliquota contributiva obbligatoria vigente alla presentazione della domanda (184/1997).
Può anche verificarsi il caso in cui il lavoratore ritenga che la contribuzione, effettivamente versata, non risulti nel suo estratto conto contributivo. Significa che il datore di lavoro ha regolarmente pagato i contributi, che però non risultano sul conto assicurativo del lavoratore. In questo caso, bisogna presentare tutta la documentazione esistente, da parte del lavoratore e dell’impresa, che può essere utile a confermare l’esistenza del rapporto di lavoro e dei contributivi versati (ad esempio, le buste paga).

UTILE IL RISCATTO DEI PERIODI DI STUDIO
Il riscatto della laurea è uno strumento che consente di trasformare in contributi gli anni di studio universitario, andando così ad incrementare il proprio monte contributivo ai fini della pensione. Il riscatto della laurea si intende a titolo oneroso, prima si inoltra domanda meno si paga e il versamento può essere effettuato in un’unica soluzione o in 120 rate mensili senza l’applicazione di interessi per la rateizzazione.
Il riscatto è riservato solo per i periodi corrispondenti alla durata legale del corso di laurea (o una sua parte), compresi i dottorati di ricerca, i diplomi di specializzazione post laurea ed i titoli di studio equiparati a seguito dei quali sia stata conseguita la laurea o i diplomi previsti dall’articolo 1, della legge 341/1990. Possono essere riscattati anche i titoli conseguiti all’estero, se hanno valore legale in Italia.
Non possono invece essere riscattati:
-i periodi di iscrizione fuori corso;
-i periodi già coperti da contribuzione obbligatoria o figurativa o da riscatto;
-le borse di studio concesse dalle Università per la frequenza ai corsi di dottorato di ricerca;
-gli assegni concessi da alcune scuole di specializzazione.

CALCOLO RETRIBUTIVO
Se i periodi oggetto di riscatto si collocano temporalmente fino al 31 dicembre 1995, l’importo della somma da versare sarà determinata con i criteri previsti dall’articolo 13 della legge 12 agosto 1962, n. 1338 (riserva matematica). Per calcolare quanto dovuto per il riscatto della laurea per i periodi oggetto di riscatto per i quali trova applicazione il sistema retributivo bisogna:
-calcolare la pensione considerando i soli contributi presenti nella gestione di riferimento;
-calcolare la pensione considerando anche gli anni da riscattare, come se risultassero già accreditati nel fondo prescelto;
-fare la differenza tra i due calcoli in modo da ottenere l’ammontare del beneficio conseguito;
-moltiplicare tale beneficio per l’apposito coefficiente di cui alle tabelle emanate per l’attuazione dell’articolo 13 della legge 1962, n. 1338 legato all’età, al sesso e all’anzianità contributiva del lavoratore.
In caso di anziantià contributiva pari o superiore a 18 anni al 31/12/1995 (sistema retributivo), questo sistema di calcolo si applica anche nel caso in cui i periodi da riscattare si collochino successivamente alla predetta data.

CALCOLO CONTRIBUTIVO
Per i periodi da riscattare collocati temporalmente dopo il 31.12.1995, per i quali la relativa quota di pensione andrebbe calcolata con il sistema contributivo, l’onere di riscatto si calcola:
-considerando la retribuzione pensionabile degli ultimi 12 mesi;
-moltiplicando la retribuzione per gli anni da ricongiungere e per l’aliquota contributiva vigente nel regime nel quale il riscatto opera alla data di presentazione della domanda.

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